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Formazione in Medicina generale. Il 2019 sarà l’anno della rinascita?

27 MAR -
Gentile direttore,
tra poche settimane il Ministero della Salute e le Regioni comunicheranno il numero delle Borse messe a bando per il Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale che dovrà partire quest’anno.
 
Questo è il momento perché tutte le forze politiche e le istituzioni coinvolte diano dimostrazione che esiste la volontà di perseguire scelte coerenti all’obiettivo di garantire agli italiani, anche in futuro, una Medicina Generale che sia in grado di sostenere le sfide innovative che l’evoluzione sociodemografica e la gestione della multicronicità richiederanno.
 
Perché questo si realizzi sono indispensabili sia un numero di professionisti programmato sui bisogni assistenziali, che un percorso formativo qualificato e qualificante, attento alla qualità dei contenuti, supportato da una organizzazione didattica ottimale e da un riconoscimento economico offerto indistintamente a tutti i professionisti, affinché possano partecipare, senza i limiti temporali che la necessità di una remunerazione alternativa richiederebbe, ad attività esperenziali di alto livello, aperte all’innovazione.

 
Cosa sarà più utile a preservare la salute degli italiani? Tanti medici di famiglia di tersilliana memoria o medici di famiglia all’avanguardia, capaci di prescrivere farmaci innovativi e usare strumentistica di primo livello?
 
Vogliamo essere fiduciosi e sperare che gli errori passati non siano ripetuti. Vogliamo sperare che anche in questo triennio prosegua la SVOLTA positiva data lo scorso anno con l’aumento delle borse.  
Aspettiamo quindi di sapere che finalmente si deciderà di affrontare in modo razionale e risolutivo la programmazione dei futuri medici di Medicina Generale e non ci si vorrà ancora nascondere dietro equilibrismi finanziari, scaricando vicendevolmente la responsabilità di un numero di Borse inadeguato.

Il perpetuarsi delle scelte passate non sarebbe più semplicemente prova di incapacità di programmazione ma piuttosto un voluto presupposto, utile a validare, con la tacita complicità di tutti, l’ennesima sanatoria all’italiana.
 
Quella sanatoria che tanto consenso preelettorale sembra portare a scapito delle giuste aspettative di tanti professionisti precari che però ben presto capirebbero che la loro dignità professionale è stata barattata con l’illusorio accesso ad una professione di cui in realtà si è svuotato il valore con le medesime disposizioni legislative che ne avrebbero dovuto stabilizzare il futuro.
 
FIMMG Formazione

27 marzo 2019
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