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Meno carenza di sangue grazie a vaccinazione dei donatori contro l’influenza 

28 MAR - Gentile direttore,
una delle novità introdotte per la stagione influenzale appena conclusa dal ministero della Salute è l’offerta della vaccinazione influenzale gratuita per i donatori di sangue, una misura proposta dal Centro Nazionale Sangue e dalle associazioni per cercare di limitare le carenze che si verificano puntualmente in coincidenza del picco influenzale.
 
In attesa di avere i dati sulle vaccinazioni è possibile fare una stima del successo dell’iniziativa basandosi sul numero di casi registrato quest’anno dalla rete Influnet, che ha rilevato un’epidemia di dimensioni simili a quella del 2017-2018, e su quanto sangue è stato messo a disposizione per la compensazione interregionale nei mesi invernali da parte delle Regioni, che il Cns monitora attraverso la bacheca Sistra.

 

 
 

 
Dal confronto tra i grafici sembra emergere un sostanziale successo dell’iniziativa. Nella stagione 2017-2018 in corrispondenza con il picco influenzale pochissime regioni avevano raccolto abbastanza sangue da averne in eccedenza per quelle carenti, con una disponibilità per gli scambi interregionali che è scesa molto al di sotto delle mille unità su tutto il territorio nazionale (il minimo, nella settimana dopo il picco, è stato di 340 sacche disponibili). Il grafico relativo all’epidemia appena conclusa invece mostra una diminuzione in corrispondenza del picco, ma non così marcata, con le disponibilità che non sono mai scese sotto le 5mila unità. Speculare è stato l’andamento delle richieste di sangue, che nel gennaio 2018 hanno riguardato diverse regioni mentre quest’anno sono state molto più limitate.
 
Pur in assenza di dati ufficiali sulle vaccinazioni, anche se dalle prime impressioni riportate ad esempio dalla Società Italiana di Igiene sembrerebbe esserci stato un aumento dei tassi, questi numeri sembrano confermare l’efficacia del provvedimento di estensione della raccomandazione ai donatori. Da una nostra indagine pubblicata lo scorso novembre l’indicazione è stata accolta e implementata in tutte le Regioni con diverse modalità, da chi ha scelto i medici di base per la vaccinazione dei donatori a chi si è organizzato per farla direttamente al punto di raccolta. E’ quindi auspicabile che l’iniziativa venga replicata anche negli anni a venire, non solo per andare incontro alle esigenze di salute degli 1,8 milioni di donatori e sensibilizzarli al tema delle vaccinazioni, ma anche per evitare le carenze che possono mettere a rischio interventi complessi, come i trapianti, e terapie salvavita per pazienti che dipendono dalle trasfusioni, come i talassemici.
 
Giancarlo Liumbruno
Direttore Cns
 
Gianpietro Briola
Presidente Avis Nazionale

28 marzo 2019
© Riproduzione riservata


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