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Carenza medici specialisti: evitare strumentalizzazioni e il ricorso selvaggio al precariato

03 MAG - Gentile Direttore,
alla carenza di medici alcune Regioni stanno dando risposte inaccettabili per i cittadini e per l’integrità e la credibilità del Servizio Sanitario Nazionale. Troppo spesso si ricorre a bandi improvvisati con scadenze brevi che, anche per la scarsa informazione, vanno deserti, a quel punto le Aziende si ritengono autorizzate a ricorrere agli espedienti più vari assumendo con contratti libero-professionali anche pensionati, stranieri e medici privi di specializzazione.

Il tutto sempre con contratti precari e con retribuzioni inaccettabili, talora apparentemente appetibili in quanto prive di contributi previdenziali (38% a carico del datore di lavoro), innescando così una significativa elusione che potrebbe avere conseguenze sulla sostenibilità futura del sistema pensionistico.
La carenza dei medici sta diventando un’opportunità per fare cassetta dopo il goffo tentativo, bocciato dalla Corte Costituzionale, di non rinnovare il contratto di lavoro riconoscendo il pur modesto aumento del 3,48% lordo dopo dieci anni.

Parimenti, di norma, non vengono richieste ai medici in servizio quelle prestazioni aggiuntive previste dai contratti di lavoro, ma si preferisce ricorrere a personale esterno.


Infine troppo spesso non si rispetta integralmente l’orario di lavoro, mettendo a rischio la sicurezza delle cure, sottacendo e spesso occultando un numero di ore di straordinario non retribuito diffuso e illegittimo.

Il risultato è il mancato rispetto della normativa europea, il dilagare del precariato, il ricorso alla prestazione di soggetti che non essendo inquadrati nella struttura sanitaria costituiscono un anomalia nel sistema difficilmente governabile.

Ogni Regione ed Azienda poi fa da sé senza direttive omogenee a livello nazionale e perfino nella stessa Regione.
Non esiste neppure una scala di priorità dei soggetti che possono essere integrati nelle strutture salvo che in alcune Regioni.
Per non dire della mancata attivazione delle mobilità intra regionali e/o nazionali prima di far ricorso a questi contratti.
Inoltre si ricorre disinvoltamente a sostituire il personale medico con altre figure professionali, talora senza nemmeno assicurare la costante supervisione del personale medico strutturato.

Il cittadino ha il diritto di sapere le qualifiche di chi presta servizio nel pieno rispetto delle garanzie delle regole europee.
Esiste una chiara responsabilità organizzativa delle Aziende nell’affidare compiti medico-specialistici a soggetti senza i titoli prescritti soprattutto quando esistono alternative e non è evidente l’impossibilità di praticarle.

Analoga attenzione va riservata anche per tutti i ruoli dirigenziali del Servizio Sanitario Nazionale.
Solo dopo che sono stati banditi concorsi pubblici opportunamente pubblicizzati ai quali possono partecipare, secondo le nuove disposizioni contenute nella legge 145/2019, i medici specializzandi iscritti all’ultimo anno della scuola di specializzazione, e solo dopo che non è stato possibile ricorrere a prestazioni aggiuntive ai sensi dell’articolo 14 CCNL 2002-2005 si potrà prendere in considerazione il ricorso a incarichi temporanei contrattualizzati.
Il ricorso a contratti atipici deve essere normato e riservato a casi eccezionali e temporanei, deve essere opportunamente motivato e riservato ai soli casi di documentata impossibilità alle soluzioni rispettose dei titoli e dei contratti di lavoro.

Sarebbe opportuno che la funzione pubblica rendesse pubblico e accessibile l’elenco degli idonei divisi per specializzazione che sono nelle graduatorie concorsuali, tali graduatorie sono ancora valide anche se inopinatamente destinate a decadere dopo il 2019 con per una decisione improvvida dell’ultima legge di bilancio.

L’assunzione di idonei non richiede le procedure, le lungaggini e i costi dei concorsi, gli stessi idonei sarebbero comunque soggetti a periodo di prova.
Nel frattempo pretendiamo che le Aziende informino preventivamente le Organizzazioni Sindacali di tutti i bandi di concorsi e dell’intenzione di ricorrere a bandi atipici con congruo preavviso.

Riteniamo che un certo numero di specialisti in possesso dei titoli possa essere interessato a occupare posti di ruolo o a tempo determinato se opportunamente e tempestivamente informati. Occorre la massima trasparenza e porre fine ad assunzioni selvagge. È una questione vitale per il Servizio Sanitario Nazionale.
 
Giorgio Cavallero
Vice Segretario Nazionale Vicario Anaao Assomed

03 maggio 2019
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