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Martedì 19 NOVEMBRE 2019
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Giovani medici a 45 anni?

11 MAG - Gentile Direttore,
chi le scrive, avendo rivestito in passato ruoli di rappresentanza professionale giovanile e, più di recente, attraverso ruoli tecnici, si è occupato del tema della formazione dei giovani medici, ritenendo che una formazione di qualità delle presenti e future generazioni di medici sia un asset strategico per il nostro SSN, oltre che un diritto codificato.
 
Un percorso innovativo, per quanto ancora perfettibile, è stato avviato nell’ambito della formazione medica specialistica - mi riferisco alla istituzione del concorso a graduatoria nazionale per l’accesso alle scuole di specializzazione di medicina (SSM), caratterizzato da modalità di selezione oggettive e meritocratiche, nonché alla riforma dell’accreditamento delle SSM, che ha reso più stringenti i criteri richiesti per erogare la formazione ed ha istituzionalizzato le reti formative integrate tra Università e strutture del SSN. Di contro, nulla è cambiato, dalla ormai ventennale istituzione dei corsi regionali, nella formazione specifica di medicina generale e poco, o nulla, è stato fatto per adeguare il fabbisogno di medici da formare alla domanda di salute espressa dalla popolazione, ed i risultati delle passate non adeguate politiche di pianificazione e programmazione sono sotto gli occhi di tutti.

 
Il 14 e 15 maggio 2019, si celebreranno le elezioni per il rinnovo del Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari (CNSU), organo al cui interno è riconosciuta una singola rappresentanza agli iscritti alle scuole di specializzazione. Al di là della notoria scarsa incisività di tale organo consultivo del MIUR ai fini del miglioramento della condizione dei giovani medici in formazione specialistica, tali elezioni mantengono una valenza simbolica per i portatori di interesse poiché, in atto, sono le uniche che consentono alla base di eleggere a livello nazionale la rappresentanza della categoria degli specializzandi.
 
Infatti, lo stesso non si può dire per l’Osservatorio Nazionale della Formazione Medica Specialistica, laddove le rappresentanze degli specializzandi, ad oggi (e sembra anche per il futuro), vengono designate dalle Associazioni di categoria più rappresentative dei giovani medici in formazione specialistica, nonostante la normativa di riferimento (D.Lgs. 368/1999), prevedesse siffatta modalità limitatamente alla prima applicazione, rimandando ad un successivo decreto attuativo la disciplina delle regole per implementare democratiche elezioni.
 
Parimenti può dirsi per l’ambito Ordinistico: sebbene i giovani medici possono essere certamente eletti nei consigli direttivi provinciali, a livello nazionale questi possono essere cooptati su nomina, e non sulla base di una elezione diretta e democratica, all’interno di un Osservatorio Giovani Professionisti, istituito presso la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (FNOMCeO). Orbene, il 27 marzo 2019, sono stati celebrati gli “Stati generali del giovane medico”, promossi dall’Osservatorio Giovani FNOMCeO, che hanno visto coinvolte le rappresentanze e “le sigle maggiormente rappresentative del mondo medico under 45”. Pur essendo lodevole l’iniziativa di mettere a confronto le rappresentanze dei giovani medici in tutte le loro forme ed articolazioni, devo confessare il mio stupore nell’aver appreso come la FNOMCeO abbia inteso definire la dimensione anagrafica della condizione giovanile medica entro il termine dei 45 anni!
 
Senza voler entrare in questa sede nel merito di complesse analisi sulla demografia e sulla sociologia professionale medica, nonchè sulle ragioni che hanno portato all’innalzamento di questa soglia anagrafica da parte della FNOMCeO, tanto meno senza voler esprimere giudizi di merito circa l’operato di singoli rispettabili colleghi che, seppur non più giovani all’anagrafe, continuano a rivestire i ruoli di rappresentanza dei giovani nei consessi professionali, anche al sottoscritto, che, seppur con spirito di servizio, si è trovato a rappresentare i giovani medici a cavallo della soglia dei 35 anni, riesce ostico accettare che si possa essere definiti giovani sino alla soglia dei 45 anni. Infatti, il combinato disposto di un meccanismo di cooptazione per nomina, unitamente all’eccessivo innalzamento della soglia anagrafica, oltre a rappresentare il sintomo di una possibile deriva gerontocratica della professione medica, potrebbero far ingenerare dubbi circa la piena rappresentatività della componente giovane agli occhi dei portatori di interesse.
 
Desidero, pertanto, approfittare dello spazio offerto dalle pagine di questo autorevole quotidiano on line per aprire un pubblico dibattito e per chiedere ai giovani medici candidati al CNSU quale sia la loro opinione sul tema sollevato.
 
Walter Mazzucco
Ex giovane medico 

11 maggio 2019
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