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I medici del 118 convenzionati chiedono dignità per se stessi e per i cittadini

14 MAG - Gentile Direttore,
la carenza di personale medico nei pronto soccorso di tutta Italia è cronica dovuta all’incapacità dei gestori politici di prevedere la programmazione, ad anni e anni di blocco di assunzione e alle normative in base alle quali nei pronto soccorso può lavorare soltanto personale medico con la specializzazione in medicina d’urgenza, o con specializzazione equipollente, ovvero medici introvabili.
 
Dati reali alla mano, attualmente nei pronto soccorso italiani lavora soprattutto personale medico precario non specializzato e collaborano anche i medici del 118; in particolare nella Regione Marche una determina Asur di fine dicembre 2015 (915/2015) ha previsto l’utilizzo dei medici del 118 nei pronto soccorsi in stand-by, ovvero quando non impegnati sul territorio, al fine di erogare attività per i codici minori, i bianchi e i verdi. Alcuni medici del 118 della Regione Marche si sono appellati contro questa determina, anche perché’ si tratta di un vero e proprio secondo lavoro, all’interno già del proprio lavoro istituzionale, ovvero quello del soccorso extra ospedaliero, con il rischio di creare disservizi agli utenti che accedono al pronto soccorso ovvero di ritardare la partenza per un codice rosso sul territorio essendo i tempi di soccorso molto ristretti, meno di un minuto dal ricevimento della chiamata.

 
Quindi il problema è riguardevole se si considera che un ritardo anche di un solo minuto potrebbe fare la differenza tra la vita e la morte di un potenziale paziente in quanto il cervello non tollera una sofferenza anossica, cioè senza ossigeno, superiore agli otto minuti, e nello stesso tempo il paziente visto dal medico del 118 in ambulatorio si potrebbe trovare da un momento all’altro di dover ritornare in sala d’attesa per essere visto da un nuovo medico. Il 50% circa dei medici del 118 marchigiani, essendo convenzionato, non può essere soggetto ad ulteriori aggravi di lavoro e disposizioni senza che ci sia dietro un accordo sindacale. La sentenza del giudice del lavoro numero 360/ 2017 è stata chiara: “Seppur non si nasconde che il contemporaneo esercizio di due attività diverse possa creare degli inconvenienti, eventualmente anche gravi, ma ciò è un profilo che attiene all’organizzazione del servizio sanitario”, e anche se la doppia attività potrebbe risultare stresso gena per il lavoratore dipendente, dovendo dividersi tra l’uscita sul territorio e la visita del paziente in ambulatorio, per il lavoratore convenzionato, invece, una "mansione aggiuntiva dà diritto ad un compenso aggiuntivo".
 
L’organizzazione del servizio deve essere quella che prevede la presenza di un infermiere che collabori con il medico del 118 e che sia dedicato all’ambulatorio dei verdi/bianchi e una procedura concordata con la centrale operativa per evitare un intervento con partenza ritardata. Già’ nelle diverse aree vaste della Regione Marche i vari direttori di zona avevano stipulato con le O.S.S. vari accordi in base ai quali il medico del 118 collabora in standby nelle attività di pronto soccorso, permettendo così di aiutare i medici interni al pronto soccorso. Ma l’Asur ha deciso di produrre un accordo unico valevole per tutti i medici del 118 della Regione, e firmato solo da due sigle sindacali (Film e Snami) che poco rappresentano i medici del 118 convenzionati delle Marche, essendo circa il 90% dei medici stessi iscritti al sindacato Smi, non firmatario di tale accordo.
 
La cosa più grave che i medici convenzionati denunciano è il dover constatare che i cittadini rappresentano per l’Asur un costo da dover liquidare con un prezzo: da 10 euro a cartella chiusa, ai 5 euro a cartella aperta! Pazienti di codice minori visti dall’Asur come una sorta di “salvadanaio”, in cui il medico del 118 butterà la sua moneta da 5 o 10 euro. Ma stiamo scherzando! Così si espongono i professionisti a contenziosi medico-legali, mettendo a rischio la salute di quei cittadini che seppure di codice minore sono sempre pazienti, senza considerare che spesso dietro ad un codice minore si può sempre nascondere una patologia insidiosa. Infatti un medico deve poter visitare in tutta tranquillità. È importante la qualità del servizio reso, ovvero la correttezza nell’inquadramento diagnostico e il corretto profilo assistenziale che ne consegue.
 
In realtà il medico del 118 può dare solo un supporto alle attività del pronto soccorso e non può risolvere il problema del sovraffollamento e né tantomeno può sostituirsi all’unità mancate; la sua collaborazione può essere solo sporadica e condizionata dalla disponibilità dopo aver concluso la “missione” alla quale è prioritariamente chiamato, basti pensare, in modo particolare a tutte quelle patologie tempo-dipendenti, che se trattate adeguatamente sul territorio e i pazienti trasportati all’ospedale competente per patologia, risolvono già in parte i problemi del pronto soccorso. Infatti quando al pronto soccorso giusto arrivano i pazienti giusti già è risolto il problema di dover “reindirizzare” i pazienti.
 
I medici del 118 del Sindacato medici italiani della Regione Marche si dichiarano costernati dalla determina Asur perché’ il paziente non è un prezzo da pagare, ma una persona bisognosa di attenzione e di cura.
 
La maggior parte dei medici del 118 della Regione Marche cesserà la collaborazione in stand-by nei pronto soccorso, e ciò potrebbe comportare dei disagi per il cittadino, chiedono di essere ascoltati urgentemente dall’Assessore/Presidente della sanità della Regione, proponendo un’unica e saggia risoluzione della problematica: il passaggio alla dipendenza per tutti i medici del 118, con l’integrazione definitiva del 118 con il pronto soccorso, e il riconoscimento del medico di ruolo unico, affinché la collaborazione del pronto soccorso possa iniziare direttamente dal letto del paziente.
 
Santina Catanese
Medico 118 responsabile Smi medici convenzionali 118 Marche

14 maggio 2019
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