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Carenza specialisti. Serve un bagno di realtà per fare scelta giusta

27 MAG - Gentile Direttore,
all'interno del Decreto Calabria, che da oggi arriverà nell'Aula della Camera dei Deputati, si è riaperta una discussione sulla carenza di medici specialisti nei reparti dei nostri ospedali. Un'emergenza per la sostenibilità del nostro sistema sanitario nazionale che anno dopo anno, mese dopo mese, si amplifica anche in virtu' della progressiva (e potenzialmente accelerata dagli effetti di "quota 100") uscita di medici verso il pensionamento. Un emergenza su cui anche le Regioni hanno chiesto al Parlamento di intervenire in modo solerte.
 
Una discussione che certo chiede di essere affrontata in modo sistemico, risolvendo il tema dell'imbuto formativo che oggi impedisce a molti medici di intraprendere un percorso di specializzazione dopo l'abilitazione, con l'indifferibile aumento delle borse di specialità, affrontando il tema delle condizioni di lavoro massacranti di alcuni contesti sanitari che oggi svolgono una funzione deterrente ad intraprendere percorsi di formazione specialistica in alcuni ambiti, affrontando l'assenza di una remunerazione coerente e proporzionale al carico di lavoro e l'assenza di sbocchi professionali solidi. Serve dunque una riflessione e degli interventi di carattere strutturale, su cui convenire fra tutti i diversi attori.

 
Ma non di meno serve affrontare la situazione attuale con interventi capaci di dare risposte immediate, di affrontare nel "qui ed ora" l'emergenza, capaci di farci superare, indenni da rischi maggiori, gli anni che necessariamente ci separano dagli effetti di eventuali soluzioni strutturali (che per altro, ahinoi, non sono ancora nemmeno all'ordine del giorno dell'agenda di politica sanitaria del Governo). 
Penso in primis alla situazione dell'Emergenza Urgenza, la cui drammaticità circa il tema del personale è stata più volte, anche da queste pagine, evidenziata dai professionisti e dalla società scientifica di riferimento.
 
Ma penso anche ad altri ambiti specialistici che vivono situazioni analoghe. E allora stupisce e preoccupa la marcia indietro della maggioranza parlamentare che aveva presentato un emendamento al DL Calabria che mirava a garantire la continuità nell’erogazione dei Lea, in un momento critico per il reperimento di risorse mediche specializzate, da un lato attraverso la possibilità in via eccezionale, per soli due anni, di far accedere a specifiche procedure concorsuali in Emergenza Urgenza il personale medico privo di diploma di specializzazione, in deroga a quanto previsto dalla legge 368/99, che avesse prestato servizio per almeno 4 anni in strutture di emergenza urgenza, dall'altro, più in generale, attraverso la possibilità di assunzione a tempo determinato di medici in formazione specialistica nell'ultimo anno di scuola.
 
Il tutto necessariamente nel rispetto della programmazione dei fabbisogni di personale. Il Governo, attraverso la relatrice del provvedimento, ha preteso il ritiro dell'emendamento. Una scelta che considero sbagliata, per cui ho deciso di farlo mio e ripresentarlo e dunque sarà nella discussione parlamentare che si sta avviando. 
Credo che sia necessario un bagno di realtà per poter convenire sulla necessità di approvare l'emendamento, consentendo una soluzione temporanea che fornisca ossigeno a servizi che sono in grande difficoltà.
 
Nel farlo non di meno va ribadita la sua parzialità e temporaneità, va ribadito che non può essere l'eccezione che si fa regola e va ribadita, anche attraverso l'approvazione di emendamenti che vanno in questa direzione, la necessità di aumentare le borse di specialità e di migliorare le condizioni lavorative e salariali.
Ma la carenza di medici specialisti chiede risposte subito e il Parlamento è nelle condizioni di fare la cosa giusta che parla alla difficile quotidianità di tanti professionisti che lavorano nei reparti degli ospedali italiani.


 
Luca Rizzo Nervo (PD)
Deputato XII Commissione - Affari sociali

27 maggio 2019
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