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08 DICEMBRE 2019
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La libertà è una priorità anche al Pronto Soccorso

09 SET - Gentile Direttore,
quando parliamo di Salute Mentale parliamo solo di contenzione? Questo produce un eccesso di stigma nei confronti della Salute Mentale. Dovremmo parlare anche della Qualità dei Servizi offerti negli SPDC, nella pulizia, nella umanizzazione della cura e nello spazio a disposizione, nella abitudine di consentire il Diritto al Fumo, ma anche di un argomento di attualità come i Codici per il Pronto Soccorso.
 
Ormai i codici si moltiplicano, ognuno vuole il suo, e così anche noi della Salute Mentale potremmo chiederne uno, ovviamente riservato, per Privacy, ma anche per darci maggiore importanza, come il codice Rosa (violenza di Genere) o quello Lilla (DCA), che già esistono ma che ci coinvolgono poco.
 
La maggior parte dei colleghi già si ricorda il tempo perso per aspettare un'ambulanza, all'epoca in cui erano i medici del CSM ad arrivare sempre per primi a casa dei pazienti o per la via, su segnalazione di parenti o delle forze dell'ordine o della assistente sociale.

 
Attualmente quello che ci fa "perdere tempo" sono le attese infinite al Pronto Soccorso, anche di alcune ore, dove noi stessi abbiamo imposto che si dovesse passare, nella maggior parte delle ASL, ma è un dato a macchia di leopardo, per praticare il Prelievo e l'ECG.
 
Vi chiederete perché... I motivi sono ben due:
1) Oggettivamente molte agitazioni psicomotorie hanno causa organica e molti pazienti psichiatrici si trascurano dal punto di vista organico;
2) Questo permette di dilazionare il ricovero e obbliga a contenere farmacologicamente il paziente in modo adeguato prima del ricovero stesso, riducendo poi l'abuso della contenzione.
 
Il Tempo al Pronto Soccorso è una Doppia Pena. L'insofferenza nei confronti della Salute Mentale è infatti ancora enorme e nonostante il punto numero uno sia prevalente nella realtà, questo fatto è ignorato dai colleghi e dal personale che guardano solo alla diagnosi di Psichiatria ed al problema numero due, in modo ingiustificato.
 
Andiamo ai dati del Ministero della Salute:
Nel 2015 il 2% degli accessi al PS era per diagnosi Psichiatrica. Di questi solo il 14% veniva ricoverato, la metà in psichiatria e la metà in altri reparti !!!! Le diagnosi di Schizofrenia o Psicosi sono state invece oltre il 26% il che vuol dire anche che alla diagnosi di Psicosi non corrisponde il ricovero, giustamente, quando la causa dell'accesso non è la psicosi o quando comunque è differibile al Centro di Salute Mentale.
 
Nel 2017 il 2,8% degli accessi al PS era per diagnosi di Psichiatria (a questo punto tutti i CSM avevano delegato definitivamente al 118 la presa in carico dell'Urgenza). Di questi però solo il 13,1% veniva ricoverato, mantenendo stabile la percentuale di ricoveri e di diagnosi come nel 2015.
 
A somme fatte 38.791 persone in carico alla Psichiatria sono state ricoverate in SPDC nel 2017 ed altrettante in altri reparti per altre diagnosi nel 2017.
 
Per oltre 500.000 persone in carico alla Psichiatria, l'accesso al PS è esistato in dimissioni non solo verso il CSM ma anche verso altro Ambulatorio del Territorio, perché ovviamente le persone della Salute Mentale soffrono anche di Cardiopatie e Tumori...
 
L'accesso con un codice separato in quanto utenti della Salute Mentale è pertanto ampiamente ingiustificato!
 
Potremmo chiederci se, su indicazione dello specialista o del medico del 118 che accompagna, sia possibile discriminare le 38mila persone destinate (predestinate) al ricovero (volontario o TSO, questo non lo sappiamo) e rendere meno lunga la loro presenza in Pronto Soccorso.
 
Sicuramente questo libererebbe più velocemente il personale del 118 e della Salute Mentale e permetterebbe quindi una maggiore efficienza dei Servizi Sanitari. Tuttavia sarebbe una discriminazione rispetto ad altri utenti, codice rosso verde giallo, oppure dovremmo fare anche un triage della condizione di Salute Mentale in rosso verde e giallo e pretendere un accesso differenziato omologo o comunque prioritario?
 
Spetta ai Dirigenti del Pronto Soccorso stabilire se questa quota minima di persone (38mila pazienti accompagnati dal 118 o dalla Salute Mentale
con indicazione di ricovero volontario o TSO) oppure lasciare che la loro esistenza sia anche nella attesa al Pronto Soccorso uguale a quella delle altre persone.
 
Spetta ai Diritgenti della Salute Mentale e del 118 stabilire se l'attesa è congrua o se velocizzarla migliorerebbe la propria efficienza, indipendentemente dalla condizione e dai bisogni dell'utenza del Pronto Soccorso.
 
E' tuttavia chiaro che passare per il Pronto Soccorso è necessario perché la metà dei ricoveri dei Sofferenti Psichici avviene in altri reparti, mentre la maggior parte degli accessi esita in dimissioni verso il territorio (CSM o altri ambulatori).
 
La libertà dallo stigma oltre che dalla contenzione è a mio avviso prioritaria!
 
Manlio Converti
Psichiatra 

09 settembre 2019
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