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Lo psicologo di base promotore di prevenzione

25 OTT - Gentile Direttore,
intervengo in merito all’articolo, pubblicato sul vostro sito, in cui il presidente nazionale del sindacato Snami avrebbe affermato che “...dello psicologo dentro i nostri studi non sappiamo cosa farcene“. Nonostante l’arcinota definizione OMS, il SSN sembra ancora focalizzato decisamente sulla dimensione fisica, meno su quella sociale, ed ancora meno su quella psichica della salute; coerentemente al dato che ancora la malattia fisica è fondamentalmente più accettata rispetto a qualsiasi forma di disagio psichico.

Se dunque tutti i cittadini italiani dispongono prima di un pediatra e poi di un medico di base, oltre che di tutti i servizi ospedalieri e specialistici e ambulatoriali offerti dal SSN, l’accesso alle prestazioni dello Psicologo sembra essere riservata a specifiche categorie di persone sofferenti o a rischio [1]; e di conseguenza, l'assistenza pubblica al disagio psichico è organizzata in servizi specifici.
 
È ben noto viceversa come almeno la metà delle richieste che le persone rivolgono ai medici di base, nella "proposta" di un sintomo somatico esprimano disagi di tipo relazionale/esistenziale [2]; e come le più recenti tendenze della psicologia della salute e della psicosomatica [3] indichino che qualunque tipo di problema venga sottoposto al medico può trovare migliore soluzione se, oltre ad essere considerato in termini biologici, viene inquadrato nel contesto relazionale e nel ciclo di vita del paziente.


In tale contesto, uno psicologo e un MMG insieme nello stesso studio e dietro la stessa scrivania potrebbero costituire una risposta efficace alla domanda di salute delle persone, ed assumere un eccezionale valore in termini di prevenzione, minore spesa per il SSN e maggiore appropriatezza degli interventi.
L’inserimento stabile ed istituzionale della figura di uno Psicologo di base accanto al MMG – e al PLS – potrebbe dunque permettere di:
• garantire un accesso diretto a uno psicologo a tutta la popolazione;
• offrire un ascolto che prenda in esame, oltre alla condizione biologica, anche la situazione relazionale, intrapsichica, di ciclo di vita del paziente;
• intervenire in una fase iniziale del disagio, in cui non si sono ancora strutturate malattie gravi e croniche sul piano somatico, o organizzazioni intrapsichiche
• fortemente limitanti una realizzazione ottimale dell'individuo;
• eventualmente, in casi molto limitati e specifici, effettuare correttamente degli invii a specialisti della Salute Mentale;
• favorire un interscambio ed integrare le reciproche competenze tra Medicina e Psicologia, con arricchimento culturale di entrambe le figure professionali; •limitare la spesa farmaceutica, le indagini cliniche e le visite specialistiche, nella misura in cui queste derivino dalla lettura del disagio entro un modello
forzatamente ed esclusivamente biologico. Accade infatti in molti casi che il MMG, non essendo in grado di soddisfare la domanda complessa del paziente, tenta di fornirvi una risposta ricorrendo ad indagini cliniche o alla somministrazione di farmaci (di cui spesso peraltro è il primo a riconoscere la dubbia utilità).

Una sperimentazione in questo campo, che dura ormai da oltre 10 anni, è stata attuata dalla Scuola di Specializzazione in Psicologia della Salute dell'Università "Sapienza" di Roma [4], ed ha coinvolto studi medici di Roma, Orvieto e Rieti per un periodo di 3 anni ciascuno; riscuotendo il gradimento della maggioranza dei pazienti. Essa ha comportato un numero esiguo di invii ad operatori della salute mentale, ed ha quindi dissipato anche il timore di un incremento di richieste ai servizi specialistici psichiatrici e di un conseguente aumento di spesa. La sperimentazione è stata sino ad ora realizzata per gli adulti, ma sarebbe utilissimo anche verificare gli effetti, anche in termini di prevenzione, di una sua estensione all’area pediatrica.

Dott. Giuseppe Luigi Palma
Dirigente Psicologo ASL Lecce
Segretario Regionale A.U.P.I. Puglia, già Presidente del Consiglio Nazionale Ordine degli Psicologi
 
[1] Prof. Luigi Solano
[2] Balint, 1957; Katon, 1985; Magill e Garrett, 1988

[3] Bertini, 1988; Solano, 2001
[4] Solano e Fayella, 2007; Solano et al., 2009; Solano et al., 2010; Tomassoni e Solano, 2003; Tomassoni, Iacarella e Solano, 2002); Solano 2013, Solano 2011 – Dal Sintomo alla Persona, medico e Psicologo insieme per l’assistenza di base; Solano 2003 - Una base più sicura

25 ottobre 2019
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