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Il “caso” Vianello e le nostre responsabilità

27 GEN - Gentile Direttore,
abbiamo appreso nei giorni scorsi dell'ipotesi formulata dal Dott. Vianello sul rischio manipolativo cervicale. Non intendiamo entrare nel merito della presunta relazione tra manipolazione del rachide e ictus, ritenendo che altre debbano essere le sedi tecniche e istituzionali per simili approfondimenti. Né, di conseguenza, vogliamo esprimere alcuna raccomandazione all'autore della medesima opinione.
 
In rappresentanza degli osteopati che esercitano solo questa professione dopo studi autorizzati in Italia e all'estero, condividiamo l'urgenza della decretazione in materia a principale tutela della salute, ma anche allo scopo di transitare l'Osteopatia da una condizione di evidente precarietà verso un nuovo contesto di adeguata regolamentazione.
 
Nondimeno, ci riferiamo con fermezza al proliferare senza controllo dei corsi di formazione autoreferenziali nella stessa disciplina, rappresentando questi il termine essenziale della relazione causa-effetto con il rischio clinico e pedagogico per tutte le persone interessate a questa nuova professione sanitaria.

 
E' questa incomprensibile tolleranza, a nostro avviso, la ragione principale per cui l'Osteopatia italiana si trova oggi in condizioni di debolezza anche per propria responsabilità.
 
E tra le recidive che confermano lo stesso errore citiamo:
1) La perdurante condiscendenza verso scuole e insegnamenti con requisiti assai discutibili e legalmente contestabili;
2) I tentativi di aggirare gli ostacoli mediante richieste di autoregolamentazioni e sanatorie impossibili;
3) La debolezza e la parzialità del confronto istituzionale;
4) Le difficoltà nel difendere la dignità e il valore dell'Osteopatia come professione sanitaria, ancor prima e meglio delle legittime istanze degli osteopati.
 
La nostra analisi è pubblica e riscontrabile anche al sito web ADOE. A fronte della stessa, siamo consapevoli che esistano buone soluzioni a tutela della salute e per l'istituzione dell'Osteopatia più seria. Per questa ragione torniamo ad esprimere fiducia verso il legislatore, che auspichiamo essere oltre che tempestivo anche coerente con la legge 3/2018 e con i recenti provvedimenti in tema di sicurezza delle cure, responsabilità professionale e dialogo interdisciplinare sanitario.
 
Il Comitato direttivo e il Comitato scientifico ADOE
Associazione tecnico-scientifica degli Osteopati Esclusivi
 


27 gennaio 2020
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