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Diagnostica ai medici di famiglia: quel “tesoretto” per la formazione

17 FEB - Gentile direttore,
con la firma del ministro Speranza dei decreti attuativi è cominciato il lungo iter burocratico-organizzativo per dotare i medici di medicina generale delle attrezzature diagnostiche e far diventare la diagnostica strumentale di primo livello il “quinto pilastro” che caratterizza la disciplina della medicina generale insieme agli altri quattro tradizionali che sono acuzie ambulatoriali, prevenzione, domiciliarità e cronicità.
 
Per arrivare ad una attuazione definitiva e concreta bisognerà passare dal rinnovo dell’ACN Medicina Generale, dai conseguenti AIR, dalle delibere delle singole regioni e infine dagli atti delle aziende sanitarie locali. E’ facile immaginare che la diagnostica strumentale avrà bisogno ancora di tempo (probabilmente in termini di anni) prima di arrivare effettivamente negli studi dei medici su gran parte del territorio nazionale.  

Durante questi anni si avrà un massiccio ricambio generazionale che porterà la maggioranza degli attuali medici di assistenza primaria in attività ad essere sostituiti dagli attuali medici in formazione che in questi anni si stanno formando per praticare una professione che sarà necessariamente diversa da quella esercitata dai loro predecessori.


Proprio per questo è verosimile immaginare che la maggior parte degli attuali MMG in attività over 60  non vedranno mai nei loro ambulatori la rivoluzione diagnostica e dunque non si pongono il problema della formazione per l’utilizzo dell’attrezzatura, sebbene le 40 ore di formazione obbligatoria (e retribuita) previsti dagli ACN, verranno orientati specificatamente a “iniziative di formazione per l’utilizzo delle apparecchiature strumentali”.  Il Ministero della Salute si è quindi posto il problema della formazione degli operatori finali, ovvero i MMG, tralasciando però quelli “intermedi”.

I grandi esclusi da questo provvedimento del governo sono i medici di medicina generale in formazione che ancora nel 2020 scontano il mancato aggiornamento dei programmi didattici del CFSMG sulla base delle nuove esigenze del SSN.

Per quale motivo il governo non ha predisposto dei fondi per l’inserimento di appositi corsi all’interno della specializzazione in medicina generale ovvero il CFSMG?

I corsisti e i giovani medici specializzati sono oggi costretti a pagare costosi corsi di formazione supplementari che non sono certamente alla portata di tutti sia da un punto di visita economico che dal punto di vista logistico-organizzativo visto che in molte regioni tali attività non vengono neanche riconosciute come attività formativa.

E’ necessaria dunque una riforma dei programmi del CFSMG e soprattutto un rilancio della qualità della formazione, nell’ottica di una “medicina generale 3.0”, finanziando in tal senso anche per i medici in formazione i corsi necessari a colmare il gap.

LA NOSTRA PROPOSTA (vedi anche approfondimento allegato)
Come Associazione Liberi Specializzandi: Medicina Generale abbiamo individuato, all’interno del finanziamento vincolato per la formazione in medicina generale i fondi necessari a garantire 850 euro all’anno per ogni corsista (2500 euro alla fine del diploma di 3 anni) prevedendo un uso più efficiente e razionale del capitolo della “Compartecipazione della Sicilia”, per finanziare la riforma dei programmi del CFSMG e l’inserimento all’interno di essi di appositi corsi di diagnostica strumentale.

 Tale  proposta è a costo zero perché non prevede un nuovo stanziamento di fondi bensì un loro uso più razionale in quanto ad oggi tale fondo ammonta a circa 2 milioni di euro l’anno che corrispondono a circa 850 euro/l’anno per ogni medico in formazione, e che vengono “drenati” dalle risorse complessive (vincolate alla formazione in medicina generale) e destinati ad un uso indefinito generale nei bilanci delle regioni.
 
Come è possibile vedere dalla tabella del riparto del finanziamento vincolato per la formazione in medicina generale dell’ultimo triennio, quello del 2019-2022, la Sicilia ha compartecipato alle regioni oltre 2 milioni di euro che si sono andati a sommare alle altre voci del riparto (costi di organizzazione dei corsi e costi per borse di formazione).

Il meccanismo è molto semplice, ogni anno lo stato versa alla Sicilia la sua quota al 100% spettante sia per costi di organizzazione dei corsi sia per le borse di formazione, come a tutte le altre 15 regioni facenti parte del riparto FSN.

Essendo la Sicilia soggetta a compartecipazione però, il  49.11%  del totale finanziato per quell’anno (per il 2019 è stato quasi 4.9 milioni di euro), viene recuperato dallo Stato ma non va a finanziare né costi di organizzazione, né borse di formazione, né va in un fondo vincolato di qualsiasi altra natura (non essendo specificato né menzionato nelle determine del CIPE) e ripartito ulteriormente alle altre 15 regioni che vedono quindi nella Compartecipazione della Sicilia un “bonus” annuale da usare per fini che potrebbero non essere necessariamente quelli della formazione in medicina generale (non essendo specificato il suo utilizzo).
 
Se andiamo a fare una media degli ultimi anni, la “Compartecipazione della Sicilia” ha drenato 2 milioni di euro all’anno al finanziamento vincolato per la formazione in medicina generale.

 Se dividiamo il singolo finanziamento regionale derivante dalla Compartecipazione della Sicilia,  per le borse di formazione annuali delle singole regioni, vedremo come ogni regione possa finanziare annualmente circa 850 euro a corsista e destinarli ad un uso vincolato per la formazione della diagnostica strumentale, andando quindi a colmare quel GAP che si è creato ad oggi la formazione nel corso dei giovani medici e le 40 ore retribuite di  formazione continua dei MMG.
 
Se il governo vuole che l’operazione diagnostica strumentale vada davvero a buon fine è necessario investire oggi sulla formazione dei MMG perché è oggi che si stanno formando i medici del domani.

E date le sfide che attendono la sanità pubblica nei prossimi decenni non possiamo più permetterci di perdere ulteriore tempo.
 
Roberto Bellacicco, Medico in formazione spec. in Medicina Generale
Claudio Cappelli, Medico di Medicina Generale
ALS - Medicina Generale

17 febbraio 2020
© Riproduzione riservata


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