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Enpam appartiene a tutti i medici non solo a quattro sigle sindacati

08 MAG - Gentile Direttore,
quando si scrive una lettera pubblica e si ricevono contemporaneamente le prese di posizione di FIMMG, ANAAO, SUMAI e ANDI, espressione massima del sistema di minoranza organizzata che parla quotidianamente a nome di tutta la professione medica e odontoiatrica, si ha la certezza di aver toccato con le proprie argomentazioni un nervo scoperto.
 
Le quattro single sindacali esprimono il loro parere favorevole all’espletamento delle elezioni ENPAM, fissate per il 17 maggio, unico appuntamento elettorale rimasto in piedi in Italia e, probabilmente, nel mondo nel mezzo della pandemia COVID19. I medici sono ancora impegnati in pieno per frenare le ondate dell’epidemia ma dovrebbero, secondo questo criterio, essere massivamente partecipi di un agone elettorale che, per definizione, dividerà la Professione in diverse fazioni pronte a sfidarsi attraverso una serrata campagna elettorale.

 
In particolare, le parole del Dott. Silvestro Scotti, Segretario Nazionale Generale FIMMG, Presidente dell’OMCeO di Napoli e fresco di nomina come membro proprio del CdA di Fondazione ENPAM, ci lasciano molto perplessi avendo dichiarato, in merito alla richiesta avanzata da diverse associazioni - tra cui la nostra - di sospendere le elezioni:  “[…] non è possibile escludere […] che la richiesta formulata sia funzionale proprio a celare le eventuali difficoltà da esse avute nel partecipare al processo elettorale non tanto per le condizioni emergenziali attualmente esistenti ma per sostanziale difetto di rappresentanza e consenso”. Parole apripista riprese quasi in fotocopia dal sindacato degli odontoiatri ANDI.
 
Nessuno ha messo in dubbio lo sforzo che la FIMMG ha fatto per “garantire ai propri associati ed iscritti una effettiva ed efficace partecipazione al processo elettorale” il diritto di voto. La domanda sarebbe da porre per le altre categorie di elettori. Infatti, non ci risulta che nessun medico di medicina generale sia stato escluso dalle categorie di appartenenza, come invece è avvenuto a tutti i neoabilitati e studenti iscritti all’Ente, che per attestare il proprio diritto di voto hanno dovuto inviare ben due PEC, con certificati rilasciati telematicamente dall’Ente stesso.
 
E ancora, è stato richiesto che il riconoscimento del diritto di voto passi per gli ordini di appartenenza, non prevedendo una procedura per gli studenti, i quali, a ragione, iniziano a sospettare che sono considerati solo per far quadrare i bilanci dell’ente, ma non per esprimere la loro rappresentanza.
Abbiamo firmato quella lettera insieme a molte altre associazioni sindacali o professionali che potranno o meno rispondere a beneficio della comprensione di questa situazione da parte dei suoi lettori e di tutti i colleghi.
 
Noi non siamo un sindacato bensì un’associazione che da più di 10 anni è tetto comune di tutti i giovani medici under 40 e, per questo, sentiamo la necessità di rispondere a queste dichiarazioni che, in modo arrogante e autoreferenziale, intendono minare il diritto più inviolabile, il nostro diritto di parola.
 
La nostra associazione di giovani medici è l’unica ad avere rappresentanti eletti all’interno del Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari, con oltre 2.000 preferenze, ed è anche l’unica che allo scorso mandato dell’Assemblea Nazionale ENPAM ha portato nell’organo i giovani medici con oltre 1.500 preferenze. Preferenze che non hanno nulla da invidiare alle 1.837 del sindacato SUMAI, o alle 6.096 della stessa FIMMG che, per quanto superiori in numero assoluto, sono espressioni di differenti categorie ingiustamente rappresentante in termini di eligendi secondo il discutibile statuto ENPAM: 26 eligendi per la FIMMG e 8 per il SUMAI, contro il nostro unico posto per i contribuenti esclusivi di quota A, per lo più giovani medici.
 
È forse questione di comodo attaccare oggi sulla base di una supposta rappresentatività?
Si chiede di avallare la scelta di andare ancora alle urne, forse per legittimare un consiglio che altrimenti teme di essere rappresentativo soltanto di sé stesso?
 
In Italia sono circa 400.000 i medici e gli odontoiatri iscritti agli ordini provinciali. Sono tutti consapevoli e d’accordo che queste minoranze organizzate parlino a nome proprio e, soprattutto, arrivino a gestire attraverso una somma di cariche la Fondazione ENPAM, patrimonio di tutele personali e professionali che appartiene a ogni singolo camice bianco?
 
Alla luce di questi fatti, crediamo queste elezioni non brillino per democrazia e trasparenza, tra elettori esclusi, liste ammesse con riserva, candidati facenti parte della commissione elettorale, procedure di consegna liste non adatte alla mole dei dati trasmessi.
Chiediamo a Tutti i colleghi e a tutte le Associazioni e Società della grande costellazione della professione medica e odontoiatrica di aprire gli occhi e di chiedersi se non sia arrivato il momento di mostrare a questo sistema chiuso fatto da minoranze organizzate che è finito il tempo di arrogarsi il diritto di parlare a nome di tutti i medici e odontoiatri d’Italia.
 
L’ENPAM appartiene a tutti i medici, torni a essere il luogo dove tutti i medici si sentono a casa.
 
Segretariato Italiano Giovani Medici (SIGM)

08 maggio 2020
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