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La violenza ai tempi del Covid

13 MAG - Gentile direttore,
la gestione dei diritti civili in Italia è stata decisamente sottovalutata, dal momento che siamo stati travolti dai morti e dai moribondi. Eppure sembra che stiamo tornando al medioevo. Esistono ad esempio elementi di confine che nella Salute Mentale sconfinano sempre troppo facilmente nella violenza istituzionale o personale.
 
Questo video mostra il caso di un TSO ad una persona comune che protestava contro la Pandemia. Se fosse stato un esagitato contestatore delle leggi draconiane lo avrebbero potuto semplicemente arrestare. Invece è stato fermato e sedato dai medici, come si evidenzia nelle riprese video dal balcone. 
 
Attualmente, riporta l'ANSA, il fratello avvocato del paziente non riesce ad ottenere neanche di vederlo.
 

La mia valutazione come psichiatra è ovviamente parziale, ma è straordinario, per la Storia della Psichiatria, il fatto che abbiamo una documentazione  diretta del paziente prima di un TSO.
 
Il monologo è privo degli elementi classici di allucinazione e angoscia. Il tono dell'umore è esaltato come lo sarebbe in chiunque stia protestando eroicamente contro lo Stato di Polizia, che oggettivamente lo circonda.
 
Non esiste paranoia evidente, se non quella dell'idea che l'intera pandemia sia un complotto internazionale, ma questa idea è condivisa da milioni di persone in Italia. Non è sufficiente per giustificare il TSO, dal momento che non produce azioni violente, ma una protesta originale e legittima. Il video dal balcone dimostra che non c'è stata nessuna aggressione da parte del paziente.
 
Non abbiamo invece la documentazione del colloquio con gli psichiatri e dubito che la relazione sanitaria sia altrettanto vivace di un video in diretta. La suggestione rimarrà a livello pubblico a favore del paziente, anche se sarà ben motivata come siamo sicuri che sia. D'altra parte basta un solo medico per togliere un TSO e quindi questo è stato di fatto sostenuto da tutti i medici che lo hanno visto finora.
 
In attesa delle motivazioni specifiche dobbiamo interrogarci sull'introduzione delle nuove tecnologie nel campo della nostra vita e della nostra professione, sperando che non si tratti di un episodio di violenza istituzionale di cui potremmo solo vergognarci.
 
Passiamo ad un esempio opposto di violenza personale. È molto grave anche questo episodio che mette insieme due discriminazioni: una donna Covid positiva e due figli omosessuali, perseguitati dai vicini di casa. L'appello della madre, con mascherina chirurgica nonostante sia a casa sua, è stato fatto a GayHelpOnline proprio la domenica dedicata alla Festa delle Mamme.
 
Forse non è l'unica aggressione verso persone Covid positive e perfino il personale sanitario nazionale ha subito discriminazione dai vicini, gli stessi che ci hanno applaudito come eroi. L'odio sociale è diventata la cifra reale di questa pandemia ed ha colpito cinesi e ciclisti. 

Questo video ci introduce altri due elementi specifici che porteranno danni alle persone, sulla base del comportamento alterato e violento: i pregiudizi, in questo caso omofobi e contro le persone Covid positive, e l'agito persecutorio.
 
Ci sono due elementi di grave discriminazione, non tutelati da nessuna legge italiana e neanche dagli psichiatri che ignorano in Italia il rischio di violenza domestica e suicidio degli adolescenti LGBTI.
 
E' invece presente l'agito persecutorio come elemento di danno alla Salute Mentale che viene peggiorato ed esasperato dalla quarantena, dalla crisi economica e dalle attuali restrizioni. Gli aggressori sono probabilmente gente comune, come quella del video precedente.
 
L'irritabilità è uno dei primi sintomi, come l'insonnia, e concludiamo questa lettera con un appello alla sensibilità dei lettori a chiedere sostegno psicologico, senza fare gli eroi o i giustizieri, e vigilare sul rispetto dei Diritti e della Libertà delle Persone, invece che danneggiarle.
 
Manlio Converti
Psichiatra
Presidente AMIGAY

13 maggio 2020
© Riproduzione riservata


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