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In Calabria nessuna indennità per rischio biologico per Covid 19

14 MAG - Gentile Direttore,
in questo triste periodo di pandemia un ruolo cruciale è svolto dai Medici e dai Biologi che lavorano quotidianamente nel silenzio dei laboratori di Virologia. Loro sono parte integrante di quella linea Maginot, complesso integrato di fortificazioni, opere e ostacoli che difende la popolazione dal Corona virus... in Calabria, come nel resto d’Italia.
 
Il grande lavoro che i colleghi portano avanti insieme ai tecnici di laboratorio ormai da mesi non è sotto le luci dei riflettori, non si legge sui titoli dei giornali ma è da loro che dipende la chiave di volta della conoscenza e della diagnosi: l’ormai famoso tampone.
 
Il piano di rientro che da anni dissangua la nostra terra ha portato alla chiusura di numerosi ospedali e laboratori e quelli rimasti vanno avanti grazie al sacrificio dei pochi Medici e Biologi in organico che garantiscono ogni giorno una grande mole di campioni processati a costo di rinunciare al riposo e alla propria vita personale. Non si contano le lunghe ore di lavoro alternate alla reperibilità e le giornate festive passate in servizio per combattere in prima linea questa aspra battaglia. Quello che nessuno racconta è l’alto rischio che Medici e Biologi fronteggiano con l’esposizione diretta al virus.

 
Ricordiamo inoltre che la nostra regione è una delle poche sul territorio nazionale a non corrispondere l’indennità di rischio biologico per il Covid-19.
 
E’ per tutti questi motivi che riteniamo doveroso chiarire che il problema del mancato processamento di alcuni tamponi non può assolutamente essere imputato al personale della virologia che se mai è vittima del sistema, essendo stato abbandonato a combattere in solitudine senza il conforto di un doveroso piano di assunzioni per l’aumento di organico che poteva essere messo in atto sfruttando la normativa emergenziale COVID-19 malgrado il piano di rientro.
 
Rivolgiamo a chi ha compiti di Governo in questa delicata faccenda un accorato appello:
- chiediamo l’assunzione di nuovo personale con contratti di lavoro stabili e con la programmazione di un doveroso piano di formazione procedendo al contempo all’acquisto di nuovi macchinari e supervisionando le forniture di reagenti seppure nell’ambito della nota carenza nazionale;
- chiediamo di assicurare tutto il supporto logistico necessario tramite l’affiancamento di personale amministrativo;
- chiediamo l’attivazione di nuovi laboratori per il processamento dei tamponi nel territorio della regione al fine di consentire l’aumento delle prestazioni fondamentale per gestione della “Fase 2”.
 
In questi giorni i Colleghi sono ingiustamente bersagliati da lamentele ed accuse assolutamente infondate che aumentano il carico, già molto alto, di stress lavorativo.
 
Esprimiamo la nostra solidarietà̀ a chi con il proprio lavoro e con il proprio sacrificio ci permette ogni giorno di combattere questa battaglia e ribadiamo a chi ha compiti di governo l’auspicio di considerare il problema del processamento dei tamponi come prioritario per il buon esito della lotta al virus.
 
Non vogliamo essere vittime di una guerra che deve essere combattuta anche e soprattutto attraverso scelte strategiche costruttive e decisive che permettano finalmente il superamento delle riforme lacrime e sangue imposte da più di dieci anni di piano di rientro.
 
Gemma Filice
Responsabile Anaao Giovani Calabria

 

14 maggio 2020
© Riproduzione riservata


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