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I ritardi nella seconda ondata

21 OTT - Gentile Direttore,
il Presidente Conte ha dichiarato che si sta provvedendo a garantire, per fronteggiare l’emergenza, gli Ospedali, i posti letto, i Reparti intensivi e subintensivi, ma non ha specificato come risolverà il problema di reperire il personale che li dovrà far funzionare. Purtroppo la realtà è che i concorsi a tempo indeterminato, che consentirebbero l’ingresso nel SSN degli specializzandi dell’ultimo anno, in molte Regioni d’Italia non sono stati fatti e gli incarichi a tempo determinato continuano ad essere disertati dagli Specialisti.
 
Inoltre, dopo l’esperienza pandemica molti operatori sanitari hanno deciso di andare in pensione o di dimettersi, sfruttando varie alternative, gli Ospedali sono in affanno e il Territorio inesistente, nella maggior parte delle Regioni, per carenza di personale.
 
Molti Direttori di SC non sono stati sostituti negli anni e questa instabilità dirigenziale non aiuta gli assetti organizzativi e l’incertezza non è attrattiva per la partecipazione ai concorsi.
 
Nei mesi estivi, quando il SARS COV 2 ha dato un po’ di tregua, non ci si è preparati ad affrontare la recrudescenza di un virus che non è mai sparito e non si è minimamente motivato il personale sanitario, sfinito, che ha lavorato incessantemente e con abnegazione, nonostante i contratti scaduti e nessuna speranza di ripresa delle trattative per un rinnovo adeguato.

 
Tutta l’estate è stata una campagna elettorale continua, con il virus che aspettava solo l’autunno per rinvigorirsi, incurante delle affermazioni dei politici che sostengono che siamo pronti ad affrontarlo.
 
Non è vero, non siamo pronti ovunque. La Regionalizzazione del Sistema Sanitario ha creato molte disparità territoriali, anche se il Governo ragiona su un assetto di media nazionale, che però non tiene conto delle differenze di prestazioni erogate ai cittadini delle varie Regioni. Bisogna rinforzare, a tutti i livelli, il vero SSN se vogliamo vincere questa guerra.
 
Non devono esistere realtà in cui i cittadini devono effettuare il tampone per Covid-19 privatamente perché non hanno risposte dal servizio pubblico: questo è un esame necessario non solo per la salute del singolo, ma per quello della comunità e come tale va garantito.
Bisogna far funzionare sia il territorio sia l’Ospedale, che devono lavorare in sinergia e i servizi vanno erogati non solo in funzione del Covid-19: anche le altre patologie devono essere curate, dato che continuano a colpire e a progredire.
 
La CISL Medici lo ha già detto prima della pandemia, continua a dirlo e non si stancherà mai di dire che il depotenziamento continuo e inarrestabile del SSN sta creando grossi problemi alla salute pubblica e mina il diritto alla cura dei cittadini.
Il SSN è allo sbando e bisogna intervenire velocemente con una programmazione oculata e soprattutto omogenea su tutto il Territorio, elevando il livello delle realtà più fragili.
 
E’ necessario e impellente che il Governo si confronti e ascolti le OO.SS. e le Società Scientifiche, che rappresentano il “fronte” di questa guerra a tutti i livelli. Questo potrebbe aiutare il Governo a trovare soluzioni più articolate e concrete, senza nulla togliere alle importanti competenze epidemiologiche e scientifiche degli esperti del Ministero.
 
Giuseppina Fera
Cisl Medici

21 ottobre 2020
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