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28 FEBBRAIO 2021
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Il consenso informato tra bioetica e diritto

20 GEN - Gentile Direttore,
per i titoli di Vicolo del Pavone, ho curato un volume titolato “Il consenso informato tra bioetica e diritto”. L’idea del libro è nata per due ragioni. In primo luogo, la mia personale convinzione che il consenso informato ai trattamenti sanitari non sia propriamente una conquista pacifica e definitiva che si è determinata in un dato momento e una volta per tutte, ma piuttosto qualcosa in divenire, che necessita di un costante sostegno e che deve ancora penetrare e conquistare spazi sociali: si trattava allora di realizzare un volume che fosse un contributo alla promozione di una “cultura del consenso informato”.
 
L’idea del libro è nata prima della pandemia di covid-19, ma quanto accaduto in questi mesi ha rafforzato la mia convinzione: Maurizio Mori, in un articolo apparso su Quotidiano Sanità, ha osservato come dalla fine del febbraio del 2020 si sia registrata una sorta di azzeramento del consenso informato nel nostro paese; e più in generale non mi sembra che il diritto al consenso informato abbia ricevuto particolare attenzione nel contesto della pandemia.

 
In secondo luogo, ho ritenuto proficuo unire competenze ed esperienze differenti per discutere del consenso informato e offrire ai lettori degli strumenti utili per una comprensione di questo istituto: ho così chiesto a diversi qualificati studiosi di collaborare nella stesura del volume in modo da prendere di mira il consenso informato con riflessioni di carattere bioetico, giuridico e medico.
 
Si tratta di studiosi noti negli ambienti accademici e medici, ma che comunque presento brevemente: Maurizio Mori è uno dei più autorevoli bioeticisti italiani, impegnato sul tema del consenso informato già dagli anni Ottanta, con i suoi scritti e le sue iniziative (penso per esempio alla rivista Bioetica o all’associazione Consulta di Bioetica che presiede) ha sostenuto e accompagnato l’affermarsi della libertà di cura nel nostro paese ed ha anche contribuito a plasmare il linguaggio stesso con cui affrontare temi come il consenso informato e il testamento biologico. Mariella Immacolato è un medico, responsabile di Medicina legale di una Asl Toscana, ma è anche una esponente di rilievo del dibattito bioetico e una attenta osservatrice dell’affermarsi del consenso informato in Italia.
 
Aladar Ianes è un medico, direttore medico di Korian Italia (Korian è un gruppo francese internazionale operante nel settore sanitario e in particolare nella cura e assistenza degli anziani), che al qualificato interesse scientifico e clinico per il paziente anziano, unisce anche un particolare interesse per i profili bioetici del rapporto tra medico e paziente.
 
Il volume si compone di quattro saggi. Il primo e fondamentale saggio, scritto da Mori, rappresenta una approfondita riflessione di natura bioetica sul consenso informato; il saggio presenta in una prospettiva che tiene conto di una visione storica la teoria filosofica e etica pienamente elaborata a sostegno del consenso informato e del testamento biologico.
 
Il secondo saggio, scritto da Immacolato, mette in luce, senza trascurare gli apporti forniti dalla medicina legale, quella prima significativa affermazione del consenso informato che si realizza in Italia negli anni Novanta; il saggio riproduce un articolo pubblicato dall’Autrice agli inizi degli anni Duemila (La rivoluzione silenziosa nella medicina italiana: consenso informato e comitati etici, in Notizie di Politeia, 2004): il rapido affermarsi del consenso informato nella pratica sanitaria rappresentava un cambiamento profondo del mondo della medicina e della professione medica, cambiamento che veniva colto lucidamente da Immacolato, che peraltro utilizzava l’espressione “rivoluzione silenziosa” per indicare la profondità del cambiamento apportato dall’affermazione del consenso informato, ma anche per sottolineare come la nuova pratica si fosse affermata in quegli anni come un qualcosa di sostanzialmente scontato e senza destare particolari clamori.
 
Il terzo saggio, di cui sono autore, è di carattere giuridico e discute del fondamento costituzionale del consenso informato, con particolare riferimento alla posizione della Corte costituzionale al riguardo, al fine di delineare i tratti caratteristici del “diritto al consenso informato” nel nostro ordinamento costituzionale.
 
Il quarto saggio, che è un’intervista a Ianes, si sofferma a presentare alcuni tratti caratteristici dell’esperienza concreta di Korian in relazione al consenso informato e al fine vita. Si tratta di una testimonianza pregnante e di particolare interesse per comprendere la “tenuta” del consenso informato nei confronti di persone che, per via dell’età e di patologie intercorrenti, non di rado incontrano difficoltà nel formulare un valido consenso/dissenso ai trattamenti sanitari. Ianes esplicita bene i valori sottesi al consenso informato e anche i problemi che la pratica incontra, fornendo alcuni aspetti di concretezza alle considerazione teoriche svolte nel volume.
 
Alessandro A. Negroni                                                                                                                                                          

Ricercatore in Filosofia del diritto, Università di Genova, Dipartimento di Giurisprudenza

20 gennaio 2021
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