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Draghi: l’uomo giusto al momento giusto

di Biagio Papotto

05 FEB - Gentile direttore,
come medici e rivolgendoci ai medici, non abbiamo la pretesa di chiarire il significato di termini come discromatopsia e neppure di cromofobia. Eppure…forse c’è comunque necessità di spiegare brevemente il titolo di questo modesto contributo alla discussione sull’epidemia in atto.
 
La CISL Medici, non da sola ma non certo per seconda ad alcuno, aveva scritto e ripetuto – negli anni passati – delle gravissime carenze in cui tutto il SSN si dibatteva, e aveva puntualmente denunciato le grossolane e spesso neppure nascoste manovre per ridurre le dotazioni tecniche e umane dello stesso, a tutto vantaggio dei politici del momento e dei loro amici, o – peggio – per la trasandatezza con cui quasi ogni cosa, purtroppo, viene gestita nel nostro bellissimo Paese.
 
E a dispetto di quanto qualche superficiale lettore potrebbe pensare…lo facciamo ancora, certi come siamo che non basti aumentare le risorse economiche a disposizione (che peraltro giova ricordare come siano solo promesse, al momento…) per portare ad un visibile miglioramento e ad una positiva stabilizzazione del sistema sanitario italiano.
 
Tanti e troppi, infatti, sono stati i danni procurati, perché anche una pur robusta iniezione di liquidità possa essere sufficiente. Condizione necessaria ma non sufficiente, come si imparava a scuola. Un’altra condizione imprescindibile riguarda le dotazioni organiche, e basta uno sguardo anche distratto alle corsie per vedere le gravi carenze in atto. Ma se mai in Italia esistesse uno statista degno di tale nome…ecco che non potrebbe non vedere come si manchi del tutto in programmazione, nel disegno cioè del SSN che vogliamo e che dobbiamo lasciare in eredità.
 
Assistiamo invece, direttore, a penosi “scaricabarile” che niente hanno di nobilmente politico e molto invece di squallidamente partitico, con le diverse realtà che si azzuffano additando le colpe altrui (anche perché da troppo tempo non abbiamo politici che possano seriamente vantarsi di qualcosa di buono fatto, ma solo lagnarsi degli errori altrui, in una malintesa gara a chi fa meno danni, anziché a chi porta maggiori miglioramenti…) e promettendo soluzioni quasi istantanee e un futuro migliore se solo dessimo loro fiducia.
 
E’ storia patria, ormai, il frequente alternarsi di governi di varia identità, spesso multicolore – per restare al tema di questo pezzo – e i risultati però sono drammaticamente sotto gli occhi di tutti: nessun accettabile “salto di qualità” e anzi un declino inarrestabile, culminato in funerea puntualità con l’attuale pandemia, che ha provocato ormai quasi 100.000 morti, centinaia di colleghi deceduti (non certo per proprie mancanze, anzi !) e un’economia che – se tutto andasse bene – avrà bisogno di anni ed anni per riprendersi.
 
In questo scenario inquietante, direttore, come medici ed esponenti sindacali noi della CISL Medici sentiamo forte il bisogno di gridare “basta!” ai politici che gestiscono questo Paese, ad iniziare dai presidenti di regione, nessuno escluso, che ormai gareggiano soltanto affinché il proprio territorio non sia “di colore” più scuro degli altri, considerando un’ignominia la classificazione e non piuttosto – come dovrebbero - i motivi tecnici che tale decisione hanno provocato. E vediamo puerili confronti, errori corretti in corsa, tamponi di vario tipo calcolati assieme, ordinanze, ricorsi, promesse…
 
Anziché essere tutti costoro rossi per la vergogna, come si diceva un tempo…assistiamo invece alla vergogna dell’invidia, che per antica consuetudine pare faccia diventare gialli… Si gongola per un cambio di tonalità e poi ci si scaglia contro il governo centrale, o il CTS, o si trovano facili scusanti sui ritardi nella fornitura dei vaccini, mentre si sbaglia di continuo in una lotta disumana che vede i medici e i cittadini essere vittime incolpevoli di tanta tracotante ignoranza.
 
Né giova sperare che le cose potranno andar meglio, direttore, giacché queste persone sembrano soffrire curiosamente tutte assieme di una sindrome imitativo/competitiva che ci fa venire a mente la lugubre previsione di Platone “…Quando un popolo, divorato dalla sete di libertà, si trova ad avere a capo dei coppieri che gliene versano a sazietà…”.
 
Concludo queste righe sui problemi con un’addolorata convinzione sui colori, direttore: con questa gente, per i camici bianchi…il futuro è nero. E allora vorrei testimoniare, approfittando della Sua ospitalità, che noi non staremo in silenzio a permettere questo ennesimo scempio, di tempo e risorse.
 
In queste ore stiamo assistendo ad un tentativo di creazione di un nuovo governo. Il presidente della Repubblica ha affidato un incarico esplorativo ad un eminente economista che ha già saputo dare concrete e brillanti prove di sé, in Italia ed in Europa, riscuotendo consensi e rispetto. Come CISL Medici siamo fiduciosi che sia “l’uomo giusto al momento giusto”, il contraltare ideale ai meschini interessi cui purtroppo siamo quasi assuefatti ad assistere. Uno statista – auspichiamo – che faccia dimenticare i piccoli politici che si assiepano rumorosamente nei talk show, frettolosi solo di “salire sul carro” o tracciare fumosi “distinguo”.
 
La luminosa esperienza del governo Ciampi, quando un economista fu chiamato a rimediare ai guai combinati dai politici, ci fa sperare, anche se, onestamente, vorremmo – ogni tanto – che la concertazione sociale, l’interesse primario del bene del Paese, fossero più e meglio compresi da coloro i quali dovrebbero essere espressione schietta del popolo votante, e non intuizione di un capo dello Stato.
 
Biagio Papotto
Segretario nazionale Cisl Medici 

05 febbraio 2021
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