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Raddoppio dello sconto per le farmacie. Non dovrebbe essere uguale per tutti

10 LUG - Gentile direttore,
Le scrivo in merito alla Spending Review, capitolo Sanità, disposti normativi a carico delle Farmacie. Come ben sa, lo sconto che tutte le farmacie sul territorio nazionale dovranno obbligatoriamente fare al SSN per l'anno in corso è raddoppiato, portandolo dall'1,82 % al 3,65 %.
Oggi c'è l'Assemblea Straordinaria di Federfarma e allo stesso tempo una manifestazione di protesta davanti a Montecitorio.

Mi trovo sostanzialmente d'accordo con quanto espresso dal Direttivo Nazionale, in quanto questa ulteriore "tassa" (chiamamola con il giusto nome) s'inserisce in un quadro di tagli, nuove aperture e aperture di canale che hanno un unico scopo: indebolire e mortificare una categoria di professionisti che ogni giorno svolge un servizio pubblico di altissimo livello e molto ben apprezzato non solo dai consumatori-pazienti ma da tutti gli indici di soddisfazione nazionali e sovranazionali.

Il Governo Monti come sappiamo tira dritto e sui "saldi" della manovra non accetta compromessi.
Bene, è l'ora di guardare all'interno della categoria chi meglio può sopportare questo ulteriore sconto al Ssn applicando una proporzionalità dello sconto in base al fatturato della farmacia e agli anni di effettivo servizio.

Le farmacie istituite antecedentemente al tetto della territoriale (quindi prima del 2004), forti delle liquidità pregresse e dei tempi a zero sconti e più in generale "delle vacche grasse", dovrebbero contribuire molto di più rispetto a tutte le farmacie che da poco sono in servizio o da pochi anni.
Inoltre, le farmacie rurali dovrebbero essere totalmente esenti.
Perchè una farmacia in periferia di Napoli o Milano deve praticare lo stesso sconto al SSN di una farmacia al centro di Milano o di Napoli o di Roma? Sarebbe una misura non iniqua.

Dovrebbe essere la presidente Racca a farsi portavoce di questa misura a favore dei più "piccoli".
Anche le farmacie che si trovano in Regioni sottoposte a Piani di Rientro dovrebbero essere esentate in tutto o in parte e i motivi sono chiari e palesi sotto gli occhi di tutta Italia, tecnici compresi.
Perchè una farmacia in periferia di Napoli, ammettiamo Asl Na 1 o Na 2, che vede i suoi guadagni e i suoi soldi tornare indietro dallo Stato dopo circa 2 o 3 anni, fare un ulteriore sconto allo Stato? Anzi, lo Stato dovrebbe pagare gli interessi (quelli che invece chiede Farbanca o le altre banche in anticipo ai titolari).

Commento solo velocemente, ma ci vorrebbe una lettera ben più lunga e a parte, la provocazione (perchè tale si tratta) di quei colleghi para-farmacisti che si dicono pronti a dispensare farmaci qualora le farmacie (quelle vere) proclamerebbero lo sciopero nazionale.
A tali para-colleghi dico : perchè prima di parlare e gridare alla liberalizzazione e ai proclami (inutili, aggiungo) non si espongono anche loro a livello economico e finanziario con le banche facendosi debiti e ipoteche sulle loro case e auto?
E' bello provocare, aizzare la polemica, giudicare e soprattutto fomentare la liberalizzazione, quando tutti gli oneri (legali, fiscali e sociali) sono spostati verso una sola categoria di farmacisti.
Senza offesa, cari para-colleghi di automedicazione, lasciate perdere e siate meno faziosi!
 
Dott.Alberto Catapano
Farmacista








 

10 luglio 2012
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