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Nuovo DM 70: scarsa attenzione per l’area pediatrica

di Domenico Minasi

08 NOV - Gentile Direttore,
nella valutazione  della bozza di modifica del DM 70/2015 sugli standard ospedalieri appare opportuna anche un’analisi della proposta nella parte  relativa alle cure pediatriche considerato che  l’accordo siglato in Conferenza Stato Regioni il 21/12/2017 stabilisce che la riorganizzazione dell’assistenza pediatrica ospedaliera  deve avvenire proprio secondo  i criteri individuati per l’intera rete  nazionale con il decreto interministeriale 70/2015.
 
È pertanto evidente che qualunque progetto di riforma dello stesso decreto non potrà non considerare la specificità pediatrica, soprattutto perché le indicazioni che saranno contenute nel testo daranno luogo ad un nuovo provvedimento generale di programmazione   da parte delle Regioni che interesserà anche l’assistenza ai minori.
 
Una novità rispetto al DM 70 relativa ai bacini minimi e massimi per ciascuna disciplina, è la definizione di sette aree omogenee e delle discipline afferenti ad ognuna di esse. Le aree omogenee identificate sono: area medica, area chirurgica, area salute della donna e materno-infantile, area critica, area della salute mentale, area post-acuzie, area dei servizi.
 
L’area salute della donna e materno- infantile comprende nido, ostetricia e ginecologia, pediatria, fisiopatologia della riproduzione umana e  neonatologia.
 
Le atre specialità pediatriche sono inserite in aree diverse:  chirugia pediatrica, cardiochirurgia pediatrica, neurochirurgia pediatrica ed urologia pediatrica  nell’area chirurgica; onco-ematologia pediatrica e nefrologia pediatrica nell’area medica; grandi ustioni pediatriche e  terapia intensiva neonatale nell’area critica, la neuropsichiatria infantile nell’area della salute mentale.
 
La collocazione di strutture pediatriche all’interno di aree omogene diverse da quella pediatrica (o eventualmente materno-infantile) non pare tenere conto della specificità delle cure pediatriche e potrebbe costituire una premessa capace di creare fraintendimenti  sia nella definizione strutturale delle Reti ospedaliere regionali  che, a livello aziendale, dei Dipartimenti considerato anche quanto riportato nel testo della bozza che recita”…la definizione delle aree omogenee supporta l’attivazione dell’integrazione aziendale ed interaziendale tra le varie discipline secondo in modello dipartimentale al fine di assicurare maggiore flessibilità organizzativa nella gestione dei posti letto…”.
 
È tuttavia evidente che tali specialità pediatriche potrebbero giovarsi anche di nuovi di modelli organizzativo-assistenziali che oltre ad interessare l’area pediatrica consentano di coinvolgere su temi specifici  le omologhe specialità dell’adulto.
 
L’inserimento di tutte le specialità pediatriche nell’area pediatrica (materno infantile) appare quindi più opportuno. Non solo per ribadire che la specificità delle cure pediatriche deve essere sempre tenuta in considerazione in ogni contesto organizzativo dell’assistenza sanitaria  del nostro paese, ma anche per evidenziare che per soddisfare i bisogni assistenziali di bambini e adolescenti  oltre a competenze e strumenti specifici, sono necessari anche  adeguati modelli organizzativi
 
Come già previsto dal DM 70, l’individuazione delle strutture complesse, semplici dipartimentali con degenza e dei servizi senza degenza ma con autonomia organizzativa, che costituiranno la rete assistenziale ospedaliera dovrà essere fatta tenendo conto dei bacini d’utenza.
 
Per quanto riguarda l’area della salute delle donna e del bambino sono confermati i bacini d’utenza già previsti dal DM 70 per ostetrica e ginecologia (150-300.000 ) pediatria (150-300.000), neonatologia (600.000-1.200.000).
 
Restano invariati anche quelli relativi alle specialità pediatriche inserite in  altre aree omogenee  come chirurgia pediatrica (1.250.000-2.500.000) neuropsichiatria infantile (2.000.000-4.000.000) terapia intensiva neonatale (600.000-1.200.000) onco-ematologia pediatrica (2.000.000 4-000.000).
 
Qualche variazione in aumento, che determinerà un riduzione dei posti letto disponibili, si registra  invece per neurochirugia pediatrica (4.000.000-8.000.000),urologia pediatrica (4.000.000-8.000.000), cardiochirurgia pediatrica (4.000.000-8.000.000) e Grandi ustioni pediatriche (3.000.000-6.000.000).
 
Il nuovo DM prevede tra l’altro che per alcune specialità come pediatria, medicina generale, geriatria e neuropsichiatria infantile, le regioni potranno “…rimoduare i posti letto sulla base della domanda di salute, fermo restando il numero complessivi dei posti letto”. Questo significa che in ogni Regione la Pediatria potrebbe  correre il  serio rischio di una riduzione dei posti letto e, di conseguenza, anche del numero di strutture complesse. In questa prospettive diventa sempre più indispensabile un cambiamento nell’erogazione delle cure primarie nell’ambito di un nuovo, concreto e definitivo modello d’integrazione tra  ospedale e territorio.
 
Nell’elenco delle strutture complesse indicate nella proposta non è purtroppo presente la Terapia Intensiva pediatrica e questo appare in contrasto con quanto riportato nel documento che esprime invece la volontà di potenziare proprio quelle attività che la pandemia ha evidenziato come carenti, la terapia intensiva e area semintensiva.
 
Sarebbe quindi opportuno che nel nuovo DM 70 questa lacuna fosse colmata indicando anche il relativo bacino d’utenza che potrebbe essere previsto tra 2.000.000 e 4.000.000 di abitanti nell’ottica di una equa ed  omogenea distribuzione di queste strutture  su tutto il territorio nazionale.
 
Anche per il Pronto soccorso pediatrico il nuovo documento non riporta indicazioni specifiche cosi come, nel paragrafo dedicato alla Rete Traumatologica, non è fatta alcune menzione relativa al Trauma Center pediatrico previsto invece dal documento Stato-Regioni del 21/12/2017.
 
Infine, per quanto riguarda la Rete dei Punti Nascita, il documento prevede la possibilità per le Regioni, di chiedere una deroga al Comitato Nazionale Percorso nascita per il mantenimento di quelli sub-standard (< 500 parti/anno) attivi al momento della approvazione del decreto  ove sussista un disagio orografico ed in presenza h 24 sia di  specifiche figure professionali (ginecologo, ostetrica/o, pediatra e anestesista) che  di alcune specialità in guardia attiva come terapia intensiva, cardiologia, chirurgia generale, diagnostica per immagini e laboratorio. Una scelta che tuttavia  sembra non tenere conto dell’attuale difficolta nel reperire le figure professionali richieste e, soprattutto, dei potenziali  rischi  legati alla gestione dell’emergenze urgenze ostretrico/ginecologiche e neonatali in questi presidi
 
In conclusione, nell’attuale proposta di revisione del DM70/2015 appare evidente una scarsa attenzione per le problematiche assistenziali dell’area pediatrica. Questo suggerisce un’attenta ed indispensabile rivalutazione della stessa proposta finalizzata  a migliorare l’appropriatezza e la qualità delle cure pediatriche  per renderle più adeguate all’evoluzione dei bisogni assistenziali di bambini e adolescenti, spesso nuovi e particolari,  tenendo conto che un paese che non tutela  i minori è un paese  che non ha  futuro.
 
Domenico Minasi
Presidente Associazioni Pediatri Ospedalieri Italiani
Presidente Società Italiana di Pediatria sez. Calabria

08 novembre 2021
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