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Covid. Toti: “Regole troppo complesse per i cittadini, semplifichiamo”. Operativa l’ordinanza che equipara test antigenici a molecolari

“Tutti questi tamponi, tutto quel livello di tracciamento che le norme ci obbligano a fare in realtà sappiamo tutti che il sistema non sarà in grado di farlo: dovremo distogliere migliaia di persone da compiti più importanti come i vaccini e curare i malati”, è la critica del governatore. Sulla campagna vaccinale si punta “alle 100 mila dosi settimanali”.

10 GEN - Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria e assessore alla Sanità ha voluto fare il punto ieri sera sulla situazione pandemica in una conferenza stampa nella Sala Trasparenza della Regione. A fianco del governatore il direttore generale di Alisa Filippo Ansaldi, oltre a loro presenti il responsabile Dipartimento interaziendale regionale di emergenza-urgenza e direttore dell’Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale Policlinico “San Martino” Angelo Gratarola e il responsabile del Dipartimento interaziendale regionale di Malattie Infettive e direttore della Clinica di Malattie Infettive del “San Martino” Matteo Bassetti.
 
Ha spiegato Toti come in Liguria vi sia al momento “una circolazione del virus come mai abbiamo avuto nelle ondate precedenti, ma abbiamo meno terapie intensive delle ondate precedenti, dove due terzi di pazienti sono persone non vaccinate. Il numero delle prime dosi sta aumentando anche tra gli irriducibili no vax. Certo è che avrei voluto un po’ più strette le norme che ci siamo dati. Diciamo che ce le facciamo andare bene così per il momento”.
 
Temo che le regole che stiamo mettendo siano troppo complesse anche per i cittadini italiani da seguire – è la preoccupazione del presidente -. Dovremo arrivare a due cose semplici. La prima cosa è occuparci dei sintomatici, lasciando perdere la circolazione del virus che ormai è così potente da rendere impossibile tenerla sotto controllo. Poi, tutti questi tamponi, tutto quel livello di tracciamento che le norme ci obbligano a fare in realtà sappiamo tutti che il sistema non sarà in grado di farlo: dovremo distogliere migliaia di persone da compiti più importanti come i vaccini e curare i malati. Siamo arrivati al punto in cui o inseriamo il vaccino obbligatorio per tutti dai 18 anni in su o inseriamo il super green pass per tutte le categorie, attività  e le fasce d'età. Anzi facciamola così – chiosa Toti -: non esiste più il green pass da tampone, esiste solo quello da doppia e tripla vaccinazione”.
 
Da oggi Liguria e Paese ripartono “dopo le festività”, ed entrano “in vigore le misure previste nell'ultimo provvedimento del governo” e l’ordinanza regionale firmata da Toti il 7 gennaio “che spero possa semplificare la vita di molti cittadini, equiparando il tampone antigenico rapido e il tampone molecolare per l’accertamento della positività, per l’uscita dalla quarantena e dall’isolamento. Nelle prossime settimane ci saranno ancora difficoltà – ha proseguito il governatore -, momenti di confusione ma il sistema regionale c’è, sta lavorando su tutti i fronti senza particolari punti di emergenza”.
 
“La macchina è rodata”, ha infatti spiegato Toti, “sappiamo di dover contrastare una variante Omicron che si sta diffondendo molto rapidamente ma che ha anche vantaggi competitivi rispetto alla gravità della malattia in particolare per le persone vaccinate. Riteniamo quindi di poterla affrontare con prudente apprensione ma conoscendo il nemico e avendo messo in campo gli strumenti necessari”. In merito all'ordinanza regionale ha spiegato che “con l'equiparazione dei test rapidi antigenici ai molecolari speriamo di sciogliere quel collo di bottiglia che si è creato con i tamponi molecolari in base a un sistema che sta dando problemi in tutta Italia e che non è più in grado di reggere i ritmi di un’infezione che si espande vorticosamente sia pure con una proiezione sugli ospedali fortemente limitata grazie alle persone vaccinate”.
 
Da questo lunedì in Liguria dunque il test rapido antigenico effettuato presso uno degli erogatori accreditati “sarà sufficiente per decretare la positività, il termine della quarantena e l’uscita dalla malattia. In quest’ultimo caso – ha spiegato il presidente – l’ordinanza prevede la possibilità, trascorsi il periodo di isolamento e tre giorni senza sintomi, di uscire da casa per poter certificare la propria negatività”.

Toti ha detto di aspettarsi che “le ospedalizzazioni possano crescere nelle prossime settimane” e che da quest’oggi si assisterà al potenziamento “della disponibilità di posti letto nelle strutture territoriali a bassa intensità e inseriremo nuovamente anche la Protezione civile nella loro gestione per consentire di superare il picco senza particolari difficoltà”. Mentre per quanto riguarda la campagna vaccinale, “cercheremo di raggiungere entro un paio di settimane le 100 mila dosi settimanali”.
 
Infine, nella conferenza stampa di ieri il presidente di Regione Liguria è intervenuto anche sulle eventuali chiusure degli istituti scolastici: “sarebbe stato surreale tener chiuse le scuole, dove ci sono regole molto ordinate, e poi lasciare i bambini andare in pizzeria con i genitori, giocare a calcetto o fare qualsiasi attività ludica senza però lasciar loro frequentare la scuola. Quando abbiamo chiuso le scuole, in passato, eravamo in lockdown”. Al contrario, “il Paese riapre e le persone tornano al lavoro. Il Governo ha dichiarato di impugnare ogni ordinanza che preveda la chiusura delle scuole da domani, data decisa per la riapertura: noi non abbiamo mai pensato di agire con un’ordinanza, ben sapendo che l’età scolare è un’età di ampia circolazione del virus ma nella consapevolezza che, in un Paese totalmente aperto, la chiusura delle scuole avrebbe costituito un disallineamento importante, anche sotto il profilo dei valori”.
 
Lorenzo Proia

10 gennaio 2022
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