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Al Gaslini ricostruito il cuore a bimba di 21 mesi

La  diagnosi prenatale aveva evidenziato un “isomerismo sinistro, canale atrio-ventricolare e blocco atrio-ventricolare completo”. Sottoposta a Bergamo, in periodo perinatale, alla chiusura di dotto di Botallo, e al posizionamento di un pacemaker, viveva legata ad apparecchiature per la respirazione. Oggi ha una prospettiva di una vita normale. Il papà: “Finalmente potremo viaggiare”. E MSC regala una crociera a tutta la famiglia

20 DIC - I medici dell’ospedale pediatrico Gaslini di Genova hanno ricostruito il cuore a una bambina di 21 mesi affetta da una grave malformazione dalla nascita, che in altri ospedali era stata ritenuta incorreggibile. Oggi la bambina può tornare a casa con mamma papà e fratellino per festeggiare il suo primo Natale lontano da ospedali e macchinari salvavita. Ma avrà anche un regalo speciale: nell’intervista rilasciata ieri sera al Tg1 il papà aveva espresso il desiderio di portare finalmente all’aria aperta la sua piccola, anzi addirittura in crociera tutti insieme.  Il direttore generale del Gaslini, Paolo Petralia, dall’estero - dove si trova in missione – sentito il desiderio del papà, ha subito contattato Daniela Picco, direttore generale di MSC Foundation, che con Gianni Onorato CEO Msc Cruises, hanno messo a disposizione della famiglia una crociera aperta: potranno scegliere data e destinazione tra tutte quelle proposte da Msc.

“Un regalo speciale per una famiglia speciale, che non si è mai arresa”, si legge nella nota stampa del Gaslini che dà la notizia.


La storia della piccola inizia circa 2 anni fa. “La  diagnosi prenatale - spiega il Gaslini in una nota - aveva evidenziato un ‘isomerismo sinistro, canale atrio-ventricolare e blocco atrio-ventricolare completo’”. La bambina era stata sottoposta a Bergamo, in periodo perinatale, alla chiusura di dotto di Botallo, e al posizionamento di un pacemaker. Da allora la sua sopravvivenza è sempre stata legata ad apparecchiature per la respirazione: per i primi due mesi di vita è stata dipendente da una ventilazione meccanica, poi da un supporto respiratorio non invasivo ma continuo, garantito da un apparecchiatura, e sempre nutrita solo attraverso un sondino naso gastrico.

Nell’ottobre 2019 la bambina è stata dimessa dal Centro che l’ha seguita dalla nascita “con referto - riferisce la nota del Gaslini - che ‘escludeva, dal punto di vista cardiologico e cardiochirurgico spazi terapeutici, se non come terapia medica di supporto’”.
Anche un’ulteriore consulenza, richiesta come “secondo opinion” nel marzo 2018, aveva dato esiti negativi, stabilendo che “vi fosse anche una controindicazione al trapianto del blocco cuore polmoni, per problemi tecnici e di ipotetica patologia dei vasi linfatici”.

“Dopo tanta sofferenza, eravamo di fronte alla sola prospettiva di vederla vivere soffrendo ancora, senza essere mai uscita dagli ospedali, senza una vita vera, sempre nel terrore di vederla morire da una momento all’altro. Ma non abbiamo mai perso la speranza, abbiamo continuato a cercare e abbiamo trovato la salvezza attraverso il passaparola di altri genitori di bimbi affetti da cardiopatie, operati con successo a Genova, che ci hanno consigliato di rivolgerci all’ospedale Gaslini” spiegano i genitori della piccola nella nota.

“Dopo una visita della bimba e un esame della documentazione ho ritenuto che fosse indispensabile una rivalutazione multispecialistica prima di dare una risposta definitiva ai genitori” spiega il dottor Giuseppe Pomè, direttore dell’UOC Cardiochirurgia dell’Istituto Giannina Gaslini di Genova, che l’ha operata.

La paziente all’Ospedale Gaslini viene dunque rivalutata: grazie al supporto del direttore della Cardiologia Maurizio Marasini, e del direttore della Pneumologia Oliviero Sacco, è stato possibile rivedere la diagnosi: “Non abbiamo riscontrato controindicazioni evidenti ad un intervento di correzione cardiaca, che certo si presentava ad alto rischio, ma possibile. L’operazione chirurgica avvenuta il 2 dicembre ha realizzato una correzione biventricolare con ricostruzione del cuore della bimba, con le quattro normali cavità cardiache e con le rispettive valvole. Allo stesso tempo si è proceduto alla correzione delle anomalie del deflusso del sangue delle vene polmonari e delle vene del circolo sistemico. Abbiamo così ottenuto un cuore funzionalmente e strutturalmente normale” spiega Pomè.

“Il decorso è stato privo di complicazioni. La bimba oggi non ha più bisogno di ossigeno e di supporto respiratorio, ha iniziato ad alimentarsi per bocca: la prospettiva di una vita sostanzialmente normale diventa concreta” riferisce ancora Pomè.

“Complimenti all’equipe del Gaslini che ha ricostruito il cuore alla piccola bambina di 21 mesi, un intervento eccezionale che ha permesso di salvare una vita quando altri ospedali avevano pensato che non si potesse più fare nulla”, ha commentato il Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti. “Il Gaslini si conferma una volta ancora una delle eccellenze liguri e italiane, all’avanguardia in Europa, e noi siamo fieri di averlo a Genova. Alla piccola, che ora ha aspettative di vita normali, auguro un grosso in bocca al lupo e alla famiglia va il mio abbraccio. Non potevamo ricevere miglior regalo di Natale come quello di restituire la vita a una bambina”.

“Sono notizie che alleggeriscono il cuore e danno speranza e fiducia a tanti malati. La sanità ligure ed in questo caso l’Istituto pediatrico Giannina Gaslini ci confermano una sanità che funziona, e che abbiamo medici e personale sanitario di eccellenza” ha commentato il vice presidente di Regione Liguria e assessore regionale alla Sanità Sonia Viale.

“Ridare la vita ad una bambina è un risultato eccezionale, frutto della collaborazione di personale medico di grande valore professionale e umano: questa è la forza di un ospedale come il Gaslini, dove è possibile affrontare anche i casi più complessi e rari, potendo  contare sulla disponibilità, sull’esperienza e sull’integrazione sinergica  tra tutte le specialità pediatriche” spiega il presidente dell’Istituto Gaslini, Pietro Pongiglione.

“Oggi nostra figlia è una bambina che inizia nuovamente a vivere: respira autonomamente, inizia a mangiare vero cibo, inizia a giocare, ci abbraccia. Non ci sono parole per ringraziare il Gaslini: qui nostra figlia è nata un’altra volta!” commentano i genitori.

Un successo che si inserisce nel percorso intrapreso dal Gaslini, in particolare dal novembre 2017, quando è stato possibile incrementare l’attività di cardiochirurgia pediatrica e di trattamento dei cardiopatici congeniti in età adulta (GUCH), attraverso l’acquisizione di personale altamente qualificato, con la direzione dell’UOC Cardiochirurgia affidata al dottor Giuseppe Pomè.

“Negli ultimi due anni - fa sapere il Gaslini - l’attività cardiochirurgica è incrementata circa del 50% rispetto agli anni precedenti: sono stati trattati 470 pazienti dei quali oltre il 50% provenienti da altre regioni – con un aumento della mobilità attiva di casi complessi che oggi vengono trattati al Gaslini -; il 25 % dalla Liguria e il 25% dall’estero, da dove provengono prevalentemente casi molto complessi. Netto miglioramento dei risultati clinici: la sopravvivenza complessiva dei pazienti operati è stata del 99%, in linea con i migliori centri di cardiochirurgia pediatrica nordamericani ed europei”.

“Anche la complessità della patologia trattata al Gaslini è aumentata nel periodo, grazie all’incremento di parti programmati presso l’Istituto. Ulteriore punto di forza è la possibilità di un percorso che prevede la nascita programmata presso il Gaslini di neonati con cardiopatie congenite complesse, diagnosticate in utero e subito trattate: con il fondamentale vantaggio di una presa in carico immediata e multispecialistica  a  partire dalla Diagnosi Prenatale, all’Ostetricia e alla Neonatalogia, fino alla Cardiologia interventistica e alla Rianimazione, che contribuiscono nella gestione ottimale del paziente cardiopatico complesso”, spiega l’Istituto.

Le patologie cardiache più trattate al Gaslini sono la cardiochirurgia neonatale, le correzioni biventricolari nelle cardiopatie complesse, la chirurgia valvolare in età pediatrica e la correzione di cardiopatie congenite in pazienti in età adulta (nell’ambito della rete regionale GUCH in collaborazione con ASL3 e ICLAS).

20 dicembre 2019
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