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Como. Riorganizzazione continuità assistenziale. Tar boccia la delibera dell’Asl. Smi: “Un grande risultato a difesa del territorio”

Per i giudici amministrativi stabilire il fabbisogno dei medici di continuità assistenziale è competenza regionale. E poi: “Un diverso rapporto medico/popolazione, in aumento o in diminuzione, deve essere concordata nell’ambito degli Accordi regionali”. Scafuro (Smi): “Una buona notizia per i cittadini e i medici”. LA SENTENZA

22 APR - “La norma è chiara nello stabilire che la competenza a stabilire il fabbisogno dei medici di continuità assistenziale di ciascuna singola ASL è della Regione e non dell’ASL. In secondo luogo è chiaro che un diverso rapporto medico/popolazione, in aumento o in diminuzione, deve essere concordata nell’ambito degli Accordi regionali”. Questi tra i motivi per cui il Tar della Lombardia ha accolto il ricorso presentato dal Sindacato medici italiani (Smi) e annullato la delibera del Direttore Generale della ASL di Como n. 543 del 19 settembre 2013, per 15 giorni consecutivi nell'Albo Pretorio della ASL avente ad oggetto prime determinazioni in materia di razionalizzazione del servizio di continuità assistenziale, rilevazioni incarichi vacanti primo semestre 2013
 
La decisione del TAR Lombardia “che dà uno stop alla chiusura delle postazioni di guardia medica da parte dell'Asl di Como, oggi ATS Insubria, su ricorso del Sindacato dei Medici Italiani, è stata accolta con soddisfazione dal responsabile nazionale dell'Area convenzionata dello Smi, Enzo Scafuro: "Una buona notizia per i cittadini e i medici, ottenuto proprio mentre qualche sindacato si sta impegnando in questi mesi ad eliminare il servizio di Continuità Assistenziale svolto durante le ore notturne  (chiudendo appunto le postazioni di guardia medica)."


"Un grande risultato - aggiunge -  a difesa del territorio, dei pazienti e della categoria: è stata, infatti, finalmente depositata la sentenza del TAR della Lombardia che ha dato ragione al Sindacato dei Medici Italiani, unica sigla a farsi promotrice del ricorso alla giustizia amministrativa ".

"Tutto ha inizio nel dicembre 2013 - racconta il dirigente Smi - quando la Direzione Generale dell'Asl di Como decide di chiudere le postazioni di Continuità Assistenziale di Menaggio, Pognana Lario, di Cernobbio, lasciando in alcune di esse il Medico di Guardia solo nelle ore diurne al sabato e alla domenica ed eliminando il servizio notturno dalle 20,00 alle 8.00 negli altri giorni".

Scafuro, quindi, conclude: "Riuscirà forse questa sentenza a stemperare la frenetica attività di qualche sindacato che nel proporre l’H16 vuole di fatto ridurre un servizio riconosciuto dai LEA ai cittadini, mettere a rischio il posto di lavoro di molti colleghi, spostare sul 118 circa due milioni di visite notturne all’anno. A meno che non si decida di mandare al domicilio del paziente una figura professionale diversa dal medico, oppure privatizzare il servizio attualmente svolto dalla Continuità Assistenziale. È questo l'obiettivo ?".

22 aprile 2016
© Riproduzione riservata


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