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Istituto nazionale Tumori. Compie un anno il progetto internamente dedicato ai pazienti cinesi

Il progetto sperimentale “Linkage” è finanziato dall’Aiom. C’è uno sportello e una mediatrice culturale. L'obiettivo è migliorare i percorsi assistenziali ma anche creare il primo registro dei pazienti cinesi dell’Int Gallera: “Oltre ad abbattere le barriere linguistiche, ci permette di disegnare un quadro epidemiologico più ampio rispetto alle malattie oncologiche”.

28 GIU - La comunicazione tra medico e paziente è fondamentale in ogni percorso di cura. Quando alle difficoltà consuete si aggiungono quelle linguistiche e culturali, tutto può diventare tremendamente complicato e spiegare i concetti più semplici si trasforma in un’impresa. Per questo, l’Istituto Nazionale dei Tumori, in collaborazione con Aiom (Associazione Italiana di Oncologia Medica), ha istituito un servizio permanente di mediazione linguistica e culturale per accogliere e assistere i pazienti cinesi affetti da malattie oncologiche e residenti in Italia.

“L’INT è il primo istituto oncologico ad aver sperimentato un servizio così strutturato, con una reperibilità telefonica dedicata e una ricerca attiva dei pazienti cinesi con eventuali difficoltà linguistiche e di comunicazione”, afferma Enzo Lucchini, Presidente Istituto dei Tumori Milano. “La grande attenzione ai bisogni dei pazienti è da sempre una vocazione del nostro Istituto e la comunità cinese è una delle più numerose”.

“Per Regione Lombardia la comunicazione medico-paziente è alla base di ogni percorso di cura” afferma l’assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera. “Il progetto sperimentale proposto dall’Istituto Nazionale Tumori, in particolare, è molto interessante perché oltre ad abbattere le barriere linguistiche in ambito sanitario nei confronti della comunità cinese a Milano, migliorandone i percorsi assistenziali, ci permette di disegnare un quadro epidemiologico più ampio rispetto alle malattie oncologiche”.  


“Come sappiamo a Milano è presente una comunità cinese ben radicata per motivi di lavoro e di studio. Il Consolato Generale Cinese costantemente attento  alle esigenze di queste persone  è da sempre  impegnato a fornire la migliore assistenza, sia nell’ambito della salute che in quello della sicurezza” afferma Guan Haibo, Console di Scienze e Tecnologia, Cultura e Istruzione del Consolato Generale cinese a Milano. “Oggi l’Istituto Nazionale dei Tumori, insieme all’Associazione AIOM, ha messo in cantiere un progetto mirato alla mediazione linguistica e culturale che si propone di offrire un aiuto concreto ai pazienti oncologici cinesi che hanno difficoltà ad accedere ai servizi sanitari italiani. Ci auguriamo che la collaborazione dell’INT con l’Associazione Alumni della Zhejiang University possa contribuire a mantenere alta l’attenzione sulle patologie oncologiche dei cittadini cinesi, sia dal punto di vista della prevenzione che della cura”.

In Italia, secondo i dati Istat del 2016, i cinesi sono quasi 334 mila, l’8,5% dei non italiani. Solo a Milano la comunità cinese è composta da oltre 35 mila persone facendone la città con la popolazione cinese residente più numerosa di tutta l'Italia.

Iniziato nel 2016, il progetto “Linkage” è finanziato da Aiom, è seguito dall'URP dell'Istituto, prevede uno sportello (aperto il martedì dalle 10 alle 12 e il giovedì dalle 14 alle 16) con un numero di telefono e un indirizzo mail dedicati (366 9985581 e informa.cina@istitutotumori.mi.it). Il servizio è seguito dalla mediatrice culturale Francesca Bavastro che assiste da un lato gli operatori sanitari e dall’altro i pazienti e i loro familiari dal primo contatto ai momenti seguenti di accertamento diagnostico, ricovero, visite successive.

“Linkage è un progetto in cui Aiom crede molto e lavoreremo per rifinanziarlo anche per quest’anno” precisa Carmine Pinto, Presidente Aiom. “La nostra Società Scientifica è da sempre impegnata nel migliorare la qualità di vita dei pazienti anche quelli che non sono italiani. In tal senso, “Linkage” permette di fornire informazioni importanti ad una comunità numerosa come quella cinese che può avere difficoltà di comunicazione, che devono essere abbattute per consentire il miglior percorso diagnostico e terapeutico”.

Ma “Linkage” non si ferma al solo sportello di accoglienza. Infatti, l'obiettivo è quello di creare il primo registro dei pazienti cinesi dell’INT, con i dati demografici, diagnostici, di trattamento e follow-up. “Puntiamo - spiega Giuseppe Procopio, Responsabile S.S. Oncologia medica genitourinaria dell’Oncologia Medica, ideatore e responsabile dell’iniziativa - ad arrivare ad un numero di pazienti tale da consentire l’analisi delle caratteristiche e del tipo di patologie tipiche di una popolazione che, come quella cinese, ha una propria identità culturale e la mantiene anche nel nostro paese”.

“L’Associazione Alumni dell’Università Zhejiang in Italia, una delle più prestigiose università in Cina e tra le prime 100 nella classifica mondiale, è molto onorata di poter collaborare con l'Istituto Nazionale Tumori per la salute della comunità cinese. Con la guida del Consolato Generale Cinese a Milano, faremo di tutto per mantenere alta l’attenzione verso le malattie oncologiche e per aiutarli in caso di necessità”, afferma Cai Maosheng, Presidente Associazione Alumni della Zhejiang University di Hanghzou.

Finora, nel Registro sono stati inclusi 42 pazienti, di un’età compresa tra i 2 e i 76 anni, di cui il 78% (33 soggetti) ha deciso di aderire al trattamento proposto in Istituto. Di questi, 26 sono in cura presso INT, gli altri hanno deciso di rivolgersi ad un centro più vicino a casa. «Naturalmente questi sono i primi dati raccolti ma ci piacerebbe estendere il progetto a tutta Italia per un più rapido ampliamento del registro dei pazienti» precisa Giuseppe Procopio. “Ci auguriamo che la diffusione di informazioni su questa iniziativa, unica nel suo genere, renda possibile non solo un percorso di assistenza e cure dedicato alla popolazione cinese per aiutarla in termini assistenziali, ma anche per raccogliere informazioni utili dal punto di vista epidemiologico e clinico”.

La popolazione cinese, spiega l’Istituto nazionale tumori, “presenta incidenze molto elevate di epatite B (il 7% della popolazione, 90 milioni di persone) e le malattie epatiche colpiscono 300 milioni di cinesi. «In Cina si registra il più alto tasso di incidenza di epatocarcinoma (HCC) e ogni anno sono 383mila i decessi dovuti a cancro al fegato: quasi la metà del totale mondiale» - afferma Vincenzo Mazzaferro, Direttore dell’Unità di Chirurgia dell’Apparato Digerente e Trapianto di Fegato dell’INT, che collabora già attivamente con i centri di epatologia e oncologia della Fudan University di Shangai, uno dei maggiori atenei cinesi con 37mila studenti, e della Second Military Medical University di Shangai, uno dei centri terapeutici a maggior volume sul fegato in Cina. «Le competenze acquisite anche grazie a progetti congiunti sono naturalmente a disposizione della popolazione cinese residente in Italia. In Istituto, abbiamo curato numerosi pazienti cinesi con queste problematiche, generalmente accompagnati da figli o nipoti che parlano italiano perché nati nel nostro paese. La sensazione però è che sia ancora scarso il riferimento dei pazienti cinesi a strutture oncologiche di alto profilo. Quello dell’informazione specifica nella comunità cinese in questo campo è un settore molto importante su cui lavorare”.

“Linkage” prevede, inoltre, una campagna con materiali informativi in lingua cinese sulla prevenzione per favorire l'adozione di un sano stile di vita e, specificatamente per i pazienti oncologici, due fascicoli dedicati alla radioterapia (“Radioterapia: quando, perché, quali effetti”) e alla chemioterapia (“Chemioterapia: quando, perché, quali effetti”), disponibili in Istituto e, al momento, distribuiti da Aimac-Associazione Italiana Malati di Cancro e presso gli studi dei medici di base della zona di via Paolo Sarpi a Milano. Alla stesura degli opuscoli hanno collaborato i medici dell’INT.

28 giugno 2017
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