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Ambulanze demedicalizzate. Opi Lombardia: “Infermieri nel servizio di emergenza urgenza sono un’importante risorsa”

L’Ordine interviene sulle polemiche in merito alle ambulanze con soli infermieri ed evidenzia la necessità di “non mettere in posizione antitetica le figure che compongono il sistema”. E sul sistema Lombardo, più volte chiamato in causa, evidenzia: “L’auto infermieristica si integra all’interno del sistema, di fatto non sostituendo sul territorio la presenza di altri mezzi avanzati con l’equipe medico-infermieristica a bordo, ma tessendo una rete che possa risultare funzionale alle esigenze del territorio e, nel contempo, sostenibile per il sistema”.

13 DIC - Nelle ultime settimane il dibatto sul sistema dell’emergenza-urgenza è salito alla ribalta per le vicende avvenute nella regione Emilia-Romagna, dove l’assessore alla salute Sergio Venturi è stato radiato dall’Ordine dei medici per aver “autorizzato” mediante una delibera l’istituzione di mezzi di soccorso avanzato con a bordo esclusivamente personale infermieristico. Ma il dibattito, legato anche ad altre vicende come la morte di una ragazza a Chiavenna, è diventato di portata nazionale.

Il sistema Lombardo è stato chiamato in causa nel dibattito, avendo già da tempo adottato questo modello. L’Opi Lombardia ha quindi deciso di scendere in campo per dire la sua, spiegando innanzitutto che nel modello lombardo “i mezzi (l’auto infermieristica) si integrano all’interno del sistema, di fatto non sostituendo sul territorio la presenza di altri mezzi avanzati con l’equipe medico-infermieristica a bordo, (automedica ed elisoccorso) ma tessendo una rete che possa risultare funzionale alle esigenze del territorio e , nel contempo, sostenibile per il sistema”.


“La letteratura scientifica internazionale – prosegue l’Opi Lombardia in una nota - ha evidenziato come tali sistemi siano efficaci e i numeri registrati in Regione Lombardia sembrano darne conferma: l’auto infermieristica in Regione ha svolto un servizio fondamentale per la comunità con più di 300.000 pazienti soccorsi e solo nel 3% dei casi è stata necessaria l’attivazione di un’automedica per supporto. E in nessuno di questi numerosi casi sono stati segnalati eventi avversi. Qualche giorno addietro anche l’assessore al Welfare di Regione Lombardia si è pronunciato sulla questione, sottolineando quanto gli infermieri rivestano un ruolo importante all’interno del sistema dell’emergenza lombarda”.

L’appello degli Ordini delle Professioni Infermieristiche della Lombardia è a “non ignorare mai che quando si parla di un servizio, non bisogna dimenticarsi che si parla di persone e professionisti che al suo interno operano. Ciò che capita spesso nel dibattito è che, ricorrendo a figure retoriche, si riduce tutto a ‘mezzi di soccorso’ o al ‘sistema di emergenza’, oppure alcune dichiarazioni mettano in posizione antitetica le figure che compongono il sistema”.

“Quello che ci pare utile ricordare – conclude l’Opi Lombardia - che chi lavora sui mezzi infermieristici in Lombardia è un Professionista, laureato, altamente specializzato e inderogabilmente abilitato all’esecuzione di specifici e normati algoritmi per la gestione di determinate situazioni di emergenza e urgenza. Algoritmi appresi e costantemente aggiornati tramite corsi erogati da A.R.E.U. stessa (l’Azienda regionale di emergenza urgenza lombarda) e conformi a Linee Guida riconosciute come Best Practice a livello internazionale e che esso opera in sinergia con tutti gli attori coinvolti nella macchina dei soccorsi”.  
 

13 dicembre 2018
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