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Smi frena l’entusiasmo sull’Air: “Usato come cavallo di Troia per riforma cronicità”. Ma appone la firma tecnica

Enzo Scafuro, segretario regionale, del sindacato, sottolinea che quella dello Smi è stata “solo una firma tecnica” al nuovo Air, accompagnata da una dichiarazione a verbale che chiarisce come la stessa firma “non vada intesa come piena accettazione delle deliberazioni della Regione Lombardia”. Per lo Smi, nei fatti, “anche in questo Accordo Regionale Integrativo non si è voluto investire nella medicina generale”.

02 MAG - “I due sindacati più rappresentatiti del comparto medico a livello regionale (Snami e Fimmg) hanno firmato precedentemente l’AIR 2019, tanto che l’assessore regionale al welfare, Giulio Gallera, si affrettò a commentare quanto avvenuto come una svolta epocale per la riforma della presa in carico (PIC). Ma la questione non può essere considerata entusiasmante. Siamo di tutt’altro avviso perché la nostra decisione di apporre solo una firma tecnica vuole rimarcare come anche in questo Accordo Regionale Integrativo non si è voluto investire nella medicina generale”. A distanza di un paio di settimane dall’accordo, interviene così Enzo Scafuro, Segretario Regionale dello SMI della Lombardia.

Per Scafuro, “non si può, come fa la Regione Lombardia, utilizzare l’AIR da Cavallo di Troia nel tentativo illusorio di raggiungere il 90% dei pazienti cronici che non hanno voluto aderire alla presa in carico della cronicità. La mia parte sindacale rigetta questa logica dell’assistenza a ‘menù fisso’ che non permette ai cittadini di avere libertà’ di scelta per prestazioni né su chi deve erogarle. Anche per questo continueremo ad opporci contro un’ulteriore spinta alla privatizzazione del sistema sanitario regionale lombardo. Per queste regioni abbiamo scelto di apporre solo una firma tecnica all’Air”.


“La firma tecnica di oggi dello SMI (accompagnata da una dichiarazione a verbale in calce dell’accordo) non va intesa, quindi, come piena accettazione delle deliberazioni della Regione Lombardia. Allo stesso tempo – conclude il segretario regionale del Sindacato Medici Italiani del Lombardia - continueremo la nostra battaglia per la difesa della salute dei cittadini e della dignità della professione medica anche con le impugnazioni al TAR lombardo”.

02 maggio 2019
© Riproduzione riservata


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