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Besta e Istituto dei Tumori. Nursind: arriva la sosta a pagamento, stimate spese per 500 euro annue per i lavoratori

Ma anche disagi per i pazienti, persone anziane e utenti dei due ospedali che arrivano da fuori città. È quanto denuncia il sindacato degli infermieri che chiede un confronto con il Comune di Milano per trovare soluzioni alternative a questo provvedimento, che intacca l’accessibilità dei due presidi Milano

20 MAG - “Strisce blu” a pagamento per le auto nell’ambito di sosta 31 Argonne Milano, ovvero nella zona in cui si trovano due dei più importanti ospedali della città le Fondazioni Irccs Istituto nazionale tumori e Carlo Besta. 4.500 parcheggi a pagamento che si aggiungono ai 2mila già precedentemente tracciati.
Una decisione che per il NurSind di Milano, sindacato delle professioni infermieristiche, peserà su ogni operatore sanitario fino a 500 euro l’anno.
 
Per questo il sindacato chiede al Comune di aprire una trattativa per poter trovare soluzioni alternative a quello che si preannuncia un disagio gravissimo, sia per i lavoratori sia per i pazienti, considerato che i (pochi) parcheggi delimitati dalle strisce bianche sono già presi d’assalto dalle prime ore del mattino per la presenza in zona di diverse sedi universitarie.
 
Le tariffe previste dalla nuova modalità sono: gratuito per i residenti; 250 euro all’anno per i domiciliati; 30 euro al mese per lavoratori e operatori locali (come gli infermieri turnisti) che operano nelle fasce orarie con ingresso al posto di lavoro antecedente le 6:30 antimeridiane o uscita in orari successiva le 21. Per tutti gli altri utilizzatori, la tariffa oraria è di 1,20 euro nella fascia 08- 13 ad eccezione di Via Venezian (sede dell’Istituto Nazionale Tumori) dove la fascia oraria a pagamento è dalle 8 alle 19.

In alternativa, ci sono due forme di abbonamento: 50 euro/mensile e 500 euro/annuale. I posti auto interni all’Istituto dei Tumori sono solo 163, a fronte di un totale di 1.500 dipendenti.
 
Al fine di trovare una soluzione il più agevole e congrua possibile per le migliaia di persone coinvolte, il NurSind segreteria di Milano ha inoltrato una lettera indirizzata sia all’assessore mobilità e ambiente del Comune di Milano, Marco Granelli, sia ai direttori generali dell’Istituto nazionale dei tumori e del Besta. “Sebbene l’autorizzazione alla sosta agevolata risulti tra le modalità operative già definite nella relativa ordinanza comunale, tramite rispettivi abbonamenti – scrive il sindacato – senza voler alimentare polemica alcuna, c’è da dire che se la rivoluzione della mobilità passa anche dalle strisce blu, per le centinaia di Infermieri e operatori sanitari interessati, turnisti e a giornata, dipendenti dei due Irccs rispettivamente Tumori e Besta, ci sarà un’ulteriore tassa, che inciderà per almeno il 3% sulla busta paga di ogni professionista della salute”.
 
E ancora: “Se l’obiettivo del Comune di Milano è favorire la mobilità pubblica scoraggiando l’uso dell’auto privata di chi viene da altre zone o da fuori città, occorre però tutelare la sosta, come per i residenti, anche per chi offre assistenza e garantisce i servizi ogni giorno h24, trascorrendo gran parte del proprio tempo lavorando in Ospedale. Non possiamo quindi che ritenere utile e necessario un confronto con i soggetti in indirizzo per capire meglio quali altre possibili soluzioni (e con quali tempistiche) possano essere prese in considerazione. Ad esempio, rivalutazione della distribuzione/utilizzo dei posti disponibili per il personale degli Istituti in indirizzo.Inoltre, si potrebbero prevedere ulteriori sconti sugli abbonamenti mensili e annuale con ulteriore riduzione se gli operatori dei due Istituti fanno parte del medesimo nucleo familiare; o anche la possibilità di acquisto di specifici carnet come modalità sostitutive all’abbonamento mensile/annuale, nonché l’individuazione di parcheggi gratuiti fuori dall’ambito di sosta in questione, con l’eventuale presa in considerazione della creazione di alcuni collegamenti non a pagamento, legati agli orari dei turni, verso le due strutture in questione”.

20 maggio 2019
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