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A Niguarda raggiunto il traguardo di 2mila trapianti di fegato

Un risultato conseguito grazie a un grande lavoro di équipe e al miglioramento delle tecniche che l’ospedale milanese ha saputo mettere in pratica in questi ultimi anni. Gallera: “Dobbiamo continuare a diffondere la sensibilità alla donazione, vero e proprio moltiplicatore di vita”

06 SET - È un dato record a quattro cifre, quello che arriva dal Transplant Center dell’Ospedale Niguarda dove è stato eseguito il trapianto di fegato numero 2mila. 
 
Numeri significativi, Niguarda è infatti il primo centro in Lombardia con 117 trapianti di fegato nel 2018 su 1.200 effettuati in tutta Italia. Un grande lavoro per l’équipe guidata da Luciano De Carlis che, oltre ai trapianti di fegato, vanta numeri considerevoli anche per quelli di rene (63 gli interventi realizzati nel 2018) e per quelli combinati rene-pancreas (150 interventi da quando è iniziata l’attività).
 
“Questo traguardo importante ci porta a riflettere anche sul tema della donazione. Infatti, senza la generosità e l’altruismo di coloro che decidono di donare non ci sarebbe la possibilità di effettuare questi interventi che in molti casi sono delle vere e proprie misure salva vita – commenta Giulio Gallera, Assessore al Welfare di Regione Lombardia – E in questa gara di solidarietà la Lombardia è tra le regioni più virtuose. Questo sicuramente ci rende orgogliosi, ma dobbiamo continuare a diffondere la sensibilità alla donazione, vero e proprio moltiplicatore di vita”.

 
“Si tratta di un risultato importante. La soglia dei 2mila trapianti l’abbiamo già superata di slancio con 3 interventi in 36 ore – spiega lo stesso De Carlis, Direttore della Chirurgia Generale e dei Trapianti, entrato nell’equipe nel 1985, anno dei primi trapianti di fegato a Niguarda – tutto questo è possibile solo grazie all’impegno di tante professionalità coinvolte: dai chirurghi agli epatologi, dagli infermieri agli anestesisti. Il trapianto come sempre è uno ‘spartito suonato’ da più interpreti”.
 
In generale, l’indicazione principale per il trapianto di fegato rimane la cirrosi. “Circa l’80% dei pazienti arriva al trapianto come conseguenza di questa condizione spesso causata dal virus dell'epatite B e C – spiega Luca Saverio Belli, Direttore dell’Epatologia e Gastroenterologia di Niguarda – nel 60% dei casi, inoltre, la malattia si accompagna ad una patologia oncologica causata dalla cirrosi stessa”.
 
Professionalità, tecnologie e tecniche innovative. L’ampia casistica del Transplant Center di Niguarda è anche una diretta conseguenza del miglioramento delle tecniche a disposizione e che l’ospedale milanese ha saputo mettere in pratica in questi ultimi anni. Su tutti il trapianto a cuore fermo, una procedura che grazie all'utilizzo di tecniche e tecnologie molto sofisticate consente di utilizzare anche gli organi provenienti da donatori in cui la morte sopraggiunge per una cessata attività cardiaca. Questa procedura si differenzia dal prelievo tradizionale, condotto su donatore in stato di morte cerebrale accertata, in cui invece l'attività cardiaca persiste. “Nel 2015 abbiamo portato a termine con successo il primo trapianto di fegato a cuore fermo a livello nazionale, utilizzando una combinazione tecnica non ancora sperimentata a livello clinico in nessun paese del mondo – ricorda De Carlis – da allora l’attività si è perfezionata e ad oggi Niguarda concentra la quasi totalità dei casi effettuati in Italia”.
 
Il Niguarda Transplant Center nel 2017 è stato il primo centro in Italia ha raggiungere il traguardo del 100° trapianto di fegato da vivente tra pazienti adulti.  Nel 2001 sempre a Niguarda era stata portata a termine la prima procedura di questo tipo a livello nazionale. Da allora nel centro milanese si è mantenuta alta la specializzazione per questa tipologia di intervento che prevede l'asportazione di una parte di organo da un donatore in vita e che richiede grande esperienza e specifiche conoscenze soprattutto nel caso di trapianto da adulto ad adulto. Questa variante, infatti, è più complessa della donazione adulto-bambino che rimane comunque la modalità di donazione più praticata in Italia, per il trapianto di fegato da vivente.
 
“L’Ospedale Niguarda è uno dei pochi centri in Lombardia ad effettuare trapianti per quasi tutti gli organi – ricorda Marco Bosio, Direttore Generale di Niguarda – senza dimenticare i trapianti di tessuti e cellule (come ad esempio le cornee). Tecnologie di ultima generazione ma anche il lavoro quotidiano di équipe mediche e chirurgiche specialistiche muovono a Niguarda una cultura di vita, che cresce e si espande”.

06 settembre 2019
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