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Lombardia. Caso Maugeri: Corte dei conti chiede 47,5 mln di risarcimento a Formigoni, ex vertici e “pontieri”

Il collegio giudicante ha sostanzialmente riconosciuto la fondatezza delle accuse, accertando l’esistenza di un “complesso sistema illecito” per “drenare elevati importi di denaro, erogati alla Fondazione Maugeri dalla Regione Lombardia a titolo di remunerazione delle c.d. “funzioni non tariffabili”, e destinarli ad alcuni” soggetti.

17 SET - Con sentenza n. 231 depositata il 16 settembre 2019, la Corte dei conti – Sezione giurisdizionale della Lombardia, a seguito di atto di citazione della Procura regionale, ha condannato in via solidale l’ex- Presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, gli ex-vertici della Fondazione Maugeri, Umberto Maugeri e Costantino Passerino, e la Fondazione stessa, nonché alcuni “pontieri” coinvolti nel “maneggio di fondi di provenienza pubblica”, Pierangelo Daccò e Antonio Simone, al risarcimento del danno erariale pari ad euro 47.485.583,00, oltre accessori, in favore della Regione Lombardia, convertendo in pignoramento il sequestro conservativo già autorizzato con separato provvedimento. Lo fa sapere la Corte dei Conti in una nota.

Il collegio giudicante ha parzialmente accolto la domanda della Procura, limitando la condanna ad un importo minore di quello richiesto in citazione e dichiarando il difetto di giurisdizione nei confronti di uno dei soggetti convenuti, ma ha sostanzialmente riconosciuto la fondatezza dell’impianto accusatorio, accertando “l’esistenza di un complesso sistema illecito che coinvolgeva i soggetti predetti ed una rete di società italiane ed estere costituenti il tramite per drenare elevati importi di denaro, erogati alla Fondazione Maugeri dalla Regione Lombardia a titolo di remunerazione delle c.d. “funzioni non tariffabili”, e destinarli ad alcuni dei convenuti”.


La vicenda è stata ritenuta dalla Sezione giurisdizionale di significativo rilievo anche sotto il profilo del danno erariale, con riferimento alla “illecita distrazione di risorse finanziarie che, anziché essere destinate a remunerare l’espletamento di funzioni di interesse pubblico, sono andate ad illecito profitto di alcuni soggetti compartecipi di un comprovato sodalizio criminoso, avente ad oggetto il mercimonio delle funzioni politico-amministrative, in un ambito, quale quello sanitario, particolarmente rilevante per l’interesse pubblico”, quantificandone l’importo nella misura predetta.

17 settembre 2019
© Riproduzione riservata


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