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Milano. Ecco come sarà il nuovo Policlinico, con la promessa di essere pronto e funzionante per la fine del 2023

Su quella che ora è una grande area cantiere di 23mila quadrati, sorgerà la nuova struttura formata da due edifici di 7 piani, uniti da un corpo centrale di 3 piani, il tutto con accesso a due piani interrati. Sotto l’intero edificio ci sarà un parcheggio da circa 500 posti auto, attrezzato per trasformarsi in uno spazio per la gestione di eventuali maxi-emergenze. L'intera struttura sarà realizzata con tecnologia anti-sismica e materiali a ridotto impatto ambientale

12 DIC - Un giardino terapeutico con spazi per leggere, fare yoga e pet therapy, 21 sale operatorie, 900 posti letto, 500 per il parcheggio e un costo complessivo di 201 milioni di euro, di cui oltre la metà ricavati dalla valorizzazione del patrimonio immobiliare del Fondo Ca' Granda: sono i numeri del nuovo Policlinico di Milano, di cui è stata posta la prima pietra a fine novembre e che dovrebbe essere pronto e completamente funzionante per la fine del 2023.

A realizzare la struttura sarà il Consorzio Stabile SIS, che dovrà eseguire tutti i lavori previsti dal Progetto Esecutivo, che vanno dall’esecuzione delle opere di scavo per la realizzazione delle fondazioni alla completa costruzione del nuovo Policlinico. Su quella che ora è una grande area cantiere di 23mila quadrati, sorgerà la nuova struttura formata da due edifici di 7 piani, uniti da un corpo centrale di 3 piani, il tutto con accesso a due piani interrati. Sotto l’intero edificio ci sarà un parcheggio da circa 500 posti auto, che verrà attrezzato per trasformarsi in uno spazio per la gestione di eventuali maxi-emergenze.
 
L'intera struttura sarà realizzata con una tecnologia anti-sismica e materiali a ridotto impatto ambientale. Nel corpo centrale ci saranno 21 sale operatorie e al piano terra la Galleria pedonale, uno spazio aperto per la città con negozi, servizi, una piazza coperta e un'area espositiva che potrà essere dedicata a mostre, convegni e ad iniziative rivolte al pubblico. Uno dei punti più innovativi del progetto sarà il Giardino Terapeutico sopraelevato, che riprende il modello della High Line di New York. Ampio come il Duomo di Milano, potrà ospitare percorsi di riabilitazione dei pazienti, e al tempo stesso offrire un po’ di relax ai familiari dei malati ed operatori sanitari.


Un edificio sarà dedicato a donna, neonato e bambino, con il Pronto Soccorso ostetrico-ginecologico, il Soccorso Violenza Sessuale e Domestica e il Pronto Soccorso Pediatrico. Ci sarà inoltre tutta l’Area ginecologica e l’Area dedicata alla Maternità e alla Patologia della Gravidanza con 11 sale travaglio (di cui 3 attrezzate per il parto in acqua), 3 sale operatorie per le urgenze ostetriche, e due ‘Case del Parto’, cioè dei mini-appartamenti che permetteranno alla donna di vivere l’esperienza del parto in casa ma restando in un ambiente protetto. Nell'altro edificio invece si concentreranno le attività medico-chirurgiche, con un’area polispecialistica medica per pazienti cronici e fragili e malattie rare, oltre ad un’area dedicata alla chirurgia, con particolare attenzione ai trapianti e l'organizzazione di percorsi di cura multidisciplinari.
 
Alcuni degli attuali padiglioni continueranno a funzionare ma con nuove funzioni: la famosa clinica Mangiagalli, dove nascono migliaia di bambini, diventerà un ospedale diurno con day hospital e day surgery, centro di procreazione medicalmente assistita e diverse attività ambulatoriali. Il Padiglione Guardia-Accettazione, realizzato nel 2015, che ospita il Pronto Soccorso Generale per gli adulti, sarà invece completato con nuove aree dedicate a prelievi, accettazione ed endoscopia.

Il costo complessivo per la realizzazione delle opere richieste dal bando è di 201 milioni di euro, ma di questi, 135 milioni sono stati ricavati dalla valorizzazione del patrimonio immobiliare (attraverso il Fondo Ca' Granda, appositamente costituito e dedicato al social housing), 30 milioni arrivano dalla regione Lombardia e 36 milioni dal Ministero della Salute.
 
"E' una grande opera architettonica e urbana che non consumerà suolo – spiega Marco Giachetti, presidente del Policlinico -, aumenterà la dotazione di verde cittadino e, attraverso un apposito fondo di housing sociale, ristruttureremo edifici che verranno affittati a canone calmierato". Inoltre grazie alle donazioni di benefattori e filantropi fatte nel corso dei secoli “il nuovo ospedale non peserà quasi per niente sulle tasche dei cittadini".
 
Come ha concluso Ezio Belleri, direttore generale del Policlinico, "il nostro non sarà solo un ospedale nuovo, ma anche un nuovo modo di rispondere alle esigenze di cura dei pazienti e dei cittadini. E' il punto di partenza per un'organizzazione e un modo di lavorare rinnovati, perché i princìpi cardine con cui questo nuovo ospedale è stato concepito sono la sinergia delle risorse e la condivisione delle tecnologie, per ottimizzare i costi e velocizzare i percorsi di cura”.
 
 

Adele Lapertosa 

12 dicembre 2019
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