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Covid. Lombardia, approvata mozione di sollecito al Governo per attuare le procedure di risarcimento alle famiglie dei 360 medici “caduti sul campo” in Italia

E di tutti i sanitari che hanno riportato danni permanenti a causa del virus (dipendenti, convenzionati o liberi professionisti). La mozione approvata a larghissima maggioranza dal Consiglio Regionale (primo firmatario Riccardo Pase). I camici bianchi milanesi: “Medici e Odontoiatri si sono ritrovati a combattere durante i primi mesi della pandemia una guerra a difesa di tutti i cittadini con pochissime armi con cui difendersi”.

07 SET - “Dallo scorso marzo siamo in attesa che il Parlamento finanzi la legge che prevede l'equo risarcimento per i famigliari di tutti i medici che hanno perso la vita a causa del Covid 19 e di tutti i medici e dei sanitari che hanno riportato danni permanenti a causa del virus, che siano dipendenti, convenzionati o liberi professionisti”.

Lo dice Roberto Carlo Rossi, presidente dell'Ordine provinciale dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Milano, dopo l’approvazione a larghissima maggioranza della mozione del Consiglio Regionale della Lombardia (primo firmatario il consigliere della Lega Riccardo Pase) che chiede al Parlamento di rifinanziare e ampliare il fondo istituito dall’articolo 22-bis del decreto legge numero 18 del 2020.

“In tutti questi mesi, purtroppo, abbiamo dovuto constatare che finché si è trattato di parlare di medici eroi e di dare pacche sulle spalle, nelle celebrazioni e nei discorsi ufficiali, tutti sono stati in prima fila – sottolinea Rossi – ma appena si è toccato l'argomento spinoso degli indennizzi, gli stessi si sono defilati lasciando cadere la questione. Finalmente, in Lombardia, una delle regioni dove la pandemia ha colpito più duro, qualcosa si muove”.


“Medici e Odontoiatri si sono ritrovati a combattere durante i primi mesi della pandemia una guerra a difesa di tutti i cittadini con pochissime armi con cui difendersi”, spiega Andrea Senna, presidente della Commissione Albo Odontoiatri di Milano”.

“Era il periodo in cui era molto difficile reperire dispositivi di protezione individuale adeguati. Nonostante questo – prosegue – con grande senso del dovere in nome del nostro Giuramento, i medici e gli Odontoiatri italiani e con loro infermieri e operatori sociosanitari non si sono tirati indietro ma hanno affrontato il pericolo rischiando anche la vita e in alcuni casi perdendola”.

“Voglio ricordare il grande senso di responsabilità degli Odontoiatri milanesi – prosegue Senna -, che da subito hanno risposto all’appello dell’Ordine, quando per limitare al massimo la circolazione delle persone a marzo dello scorso anno avevamo chiesto ai nostri iscritti di sospendere tutte le terapie elettive mantenendo però i servizi di urgenza per non appesantire i pronto soccorso delle strutture pubbliche o convenzionate già fortemente provate dall’emergenza”.

“Per comprendere l'urgenza del provvedimento è sufficiente ricordare – sottolinea Rossi – che a Milano i medici deceduti a causa del Covid 19 sono 22 (360 in tutta Italia), ma sono molti di più i professionisti che riportano conseguenze permanenti solo per aver contratto il virus. A distanza di tempo – aggiunge – alcuni di loro manifestano danni neurologici, neuro-muscolari, psicologici, neuro-psichiatrici come nebbia da Covid e amnesie, come abbiamo accertato nella Commissione post-COVID che abbiamo appositamente costituito all’Ordine di Milano. Anche se sappiamo che parliamo di numerosissimi casi, neppure noi siamo in grado in grado di quantificarne il numero preciso, perché in assenza di tutele, i medici non avanzano alcuna domanda di risarcimento”.

“Estremamente giusto è quindi il contenuto del DDL di indennizzo dei sanitari deceduti o danneggiati in modo permanente da Covid 19 – concludono Rossi e Senna – scritta con l’importante contributo del nostro Ordine e presentata in Senato lo scorso anno. Apprendiamo quindi con grande soddisfazione la notizia dell’approvazione, da parte del Consiglio Regionale, della mozione del Consigliere Riccardo Pase che chiede alla Giunta lombarda di farsi promotrice presso le sedi istituzionali competenti perché questo DDL venga finalmente promulgato riconoscendo un giusto indennizzo che non ripaga certo della vita chi è caduto o delle lesioni permanenti chi le ha contratte ma è un concreto segno di riconoscenza di tutti i cittadini italiani nei confronti di chi si è battuto per loro, per difenderli e curarli”.
 
Lorenzo Proia

07 settembre 2021
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