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QS Edizioni - venerdì 15 novembre 2019

Regioni e Asl - Abruzzo

Longhi (Sumai): “Colpo di coda della vecchia Giunta mette a rischio le prestazioni”

immagine 16 maggio - Tra i 48 provvedimenti adottati dalla ex Giunta il 7 febbraio, cioè 3 giorni prima delle elezioni regionali, compare la delibera 121 per la sospensione della parte economica legata all’Accordo integrativo regionale. “Una delibera che ci taglia gli stipendi, ma l’attuale Giunta, nonostante le nostre richieste, non è ancora intervenuta a bloccare l’atto. Non so fino a quando potremo erogare i servizi”, avverte il segretario regionale del Sumai. LA DELIBERA
Il 7 febbraio scorso, a tre giorni dalle elezioni amministrative regionali, la Giunta Regionale dell’Abruzzo guidata da Luciano D’Alfonso, e non riconfermata dagli elettori, ha approvato 48 provvedimenti tra cui una delibera, la 121, che sospende quella parte dello stipendio dei medici specialisti ambulatoriali legata all’Accordo Integrativo Regionale.
 
“Si tratta di emolumenti che, al pari di altre categorie di lavoratori della sanità, vengono erogati a seguito di contrattazione regionale che integra per legge quella nazionale, per l’effettuazione di quelle attività specialistiche che la Regione Abruzzo attraverso le proprie ASL, in base alla propria pianificazione sanitaria ritiene strategiche per garantire ai propri cittadini i livelli essenziali di assistenza”; spiega il Sumai Abruzzo, che non se al prende solo con la ex Giunta. “Parimenti la Giunta Regionale attualmente in carica, ignorando le reiterate richieste rivolte dal SUMAI Assoprof all’Assessorato alla Sanità, non ha proceduto alla sospensione dell’esecutività di tale delibera ed alla ripresa delle trattative per il rinnovo dell’Accordo Integrativo”.

Franco Longhi, segretario regionale del Sumai Assoprof Abruzzo, lancia però l’allarme sui rischi di quell’atto: “La cifra è consistente e va ad incidere sulla quota che la Regione eroga come compenso previsto dal vecchio AIR, di fatto tuttora vigente poiché il nuovo ancora non c’è”.

“Questa delibera – aggiunge Longhi – va ad impattare su attività che noi continuiamo a svolgere, e su cui c’era l’accordo con la Regione. E tra le altre quella finalizzataall’abbattimento delle liste d’attesa. La Regione ha assunto un atteggiamento arrogante, come se il suo scopo nella trattativa fosse solo quello di sospendere i compensi e non, come sarebbe stato auspicabile, di migliorare l’assistenza ai cittadini”.

“Essendo la delibera immediatamente esecutiva noi continuiamo a chiedere alla nuova Giunta di annullare quest’atto e di iniziare con noi una nuova trattativa che ci permetta, davanti ad obiettivi reali, di dare risposte ai bisogni di salute dei cittadini, programmando al meglio l’attività specialistica nei territori. Se siamo arrivati a questo punto – prosegue Longhi - è perché finora la vecchia amministrazione ci ha proposto accordi privi di contenuti e con risorse economiche di molto inferiori, rispetto a quelle previste dal precedente accordo ad oggi vigente. Ci siamo trovati al tavolo un interlocutore sordo ad ogni nostra proposta di mediazione. E tale atteggiamento è oggi fermamente riproposto dagli attuali amministratori regionali”.

“Noi – aggiunge il sindacalista – nel frattempo, nonostante la riduzione di stipendio, continuiamo a portare avanti i progetti su cui ci siamo impegnati, ma non sappiamo per quanto tempo ancora potremo continuare a farlo. Senza l’annullamento della delibera saremo costretti a sospendere la nostra attività e a rimetterci saranno i cittadini e i pazienti incolpevoli dell’accaduto”.

“Voglio ricordare – conclude Longhi – che i medici specialisti ambulatoriali e gli psicologi incontrano i cittadini con i loro bisogni di prevenzione, di diagnosi, di cura e presa in carico nei distretti sanitari, negli ospedali di comunità, nei serd, nei consultori, nelle carceri oltre che al loro domicilio nell’assistenza domiciliare. Insieme ai veterinari, impegnati nella tutela della sicurezza alimentare, sono gli attori di quella assistenza del territorio che nominalmente tutti gli amministratori vogliono incrementare”.
16 maggio 2019
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