toggle menu
QS Edizioni - sabato 21 luglio 2018

Regioni e Asl - Basilicata

La Basilicata contro l’infarto. Al via la campagna ‘Il cuore non aspetta, chiama subito il 118’

immagine 28 maggio - Presentata oggi una campagna promossa dalla Regione. L’obiettivo è diffondere la consapevolezza che per ridurre al massimo la mortalità e la successiva disabilità, in caso di infarto, è fondamentale chiamare tempestivamente i soccorsi. Franconi: “Il 95 per cento delle persone che si ricovera in maniera precoce riesce a infatti salvarsi”
Imparare a riconoscere i sintomi dell’infarto, partendo dal presupposto che possono essere diversi fra uomo e donna, ma anche intervenire nelle prime sei ore rivolgendosi al 118, per ridurre al massimo la mortalità o le eventuali successive disabilità: è questo lo scopo di una campagna di informazione e di sensibilizzazione nell’ambito del più ampio programma “Basilicata in salute”, che è stata avviata dal Dipartimento regionale alle Politiche della Persona. 

La prima tappa della campagna (“Il cuore non aspetta, chiama subito il 118”) è stata presentata oggi nel corso di una conferenza stampa. 
“Siamo qui per presentare una campagna di promozione e di informazione sull’infarto, che è la prima attività di un più ampio programma che si chiama Basilicata in salute”, ha detto l’assessore regionale alle Politiche per la persona Flavia Franconi. “Al momento attuale si tratta del primo protocollo diagnostico e terapeutico che parte dalla considerazione che i sintomi dell’infarto si differenziano fra donna e uomo: è una novità assoluta per l’Italia e per l’Europa. Con questa campagna cerchiamo anche di sfatare la ferma convinzione che l’infarto e le malattie cardiovascolari colpiscano gli uomini e non le donne. Le donne, che temono di morire per cancro alla mammella, in realtà molto spesso perdono la vita proprio per malattie cardiovascolari. L’intento della campagna di informazione - ha ribadito - è anche quello di aiutare il cittadino a riconoscere in breve tempo i sintomi dell’infarto, che nella donna sono molto più sfumati. Per salvare la nostra vita l’unica cosa da fare è chiamare e coinvolgere il 118: il 95 per cento delle persone che si ricovera in maniera precoce riesce a infatti salvarsi”. 

“Abbiamo svolto un lavoro di revisione del percorso diagnostico e terapeutico insieme al gruppo tecnico di cardiologia e al 118. Dopo aver valutato i dati a nostra disposizione abbiamo verificato che nonostante una rete di buon livello abbiamo una criticità: la maggiore mortalità avviene al di fuori dell’ospedale, a causa del mancato riconoscimento dei sintomi e del tempo che trascorre nel chiamare i soccorsi. L’intento è che uomini e donne non perdano tempo e che attivino l’intervento del 118 in un tempo giusto”, ha commentato il dirigente dell’ufficio regionale Pianificazione sanitaria, Giuseppe Montagano.

“Non bisogna perdere tempo: la prima cosa da fare in presenza di sintomi di infarto è chiamare il 118”, ha evidenziato il responsabile del 118 Diodoro Colarusso. “Questa campagna di informazione non è un punto di arrivo, ma di partenza. Abbiamo adeguato la nostra rete a tutte le linee guida internazionali, per offrire alla popolazione della Basilicata la migliore cura possibile. Il nostro intento, è comunque quello di dare equità all’intervento, considerando anche l’orografia della nostra regione”.
28 maggio 2018
© QS Edizioni - Riproduzione riservata