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QS Edizioni - domenica 18 novembre 2018

Regioni e Asl - Basilicata

Vertenza Aias Potenza. La Fials scrive a Pittella: “Se la Onlus non paga è colpa della Asp”

immagine 15 giugno - Il sindacato evidenzia come l’Aias paghi “puntualmente” gli stipendi “non appena l’Asp versa le somme dovute”. No della Fials alla proposta di pagamento diretto ai dipendenti degli arretrati da parte della Asp: “Oltre a bloccare l’operato della onlus e a mettere a rischio la continuità assistenziale”, comporterebbe “un ulteriore perdita di tempo” e “creerebbe discrepanze di trattamento tra lavoratori”.
Il segretario regionale Fials Puglia, Luciana Bellitti, e il segretario provinciale Fials Potenza, Giuseppe Costanzo, chiedono “l’immediato pagamento all’Aias di quanto dovuto per l’attività corrente e per quella arretrata, previa dichiarazione dell’Aias sul pagamento immediato di almeno due spettanze mensili a tutti i dipendenti”. Lo fanno con una lettera inviata, tra gli altri, al commissario Straordinario Asp, Giovanni Chiarelli, e la presidente della Regione Marcello Pittella, a seguito di quanto emerso nel corso dell’incontro tenutosi il giorno 13 giugno 2018 presso il Dipartimento Politiche della Persona della Regione Basilicata in merito alla vertenza Aias.

La Fials, infatti, si dissocia dalle decisioni prese in merito al pagamento diretto delle spettanze stipendiali e arretrate da parte dell’Azienda Sanitaria di Potenza e precisa che “il mancato pagamento ai dipendenti degli arretrati da parte dell’Aias è dovuto a una mancata corresponsione all’Aias per gli anni 2015 e 2016 della somma di  1.283.192 euro da parte dell’Asp, mentre la onlus paga puntualmente le spettanze stipendiali non appena l’Azienda sanitaria versa le somme dovute. Gli arretrati, pertanto, non vengono sanati non per mancanza di volontà da parte dell’Aias, ma perché è l’ente pubblico a non aver versato somme dovute per prestazioni autorizzate e mai pagate”.

Per il sindacato, “invece di discutere di come sanare questa situazione, l’incontro, oltre a rinviare al 30 giugno quello che è il nocciolo del problema (licenziamenti collettivi), si è concentrato sul pagamento diretto ai dipendenti di arretrati che la onlus non versa non per cattiva volontà ma per colpa di accordi disattesi con l’Asp che hanno creato uno squilibrio finanziario con conseguenti stipendi arretrati”.

La Fials ha quindi precisato come “in sede di riunione si è appreso che le delibere per pagare l’Aias erano pronte; tuttavia sono state bloccate, nonostante la onlus con le stesse dichiarava che avrebbe subito pagato a tutti i dipendenti due mensilità (la corrente e una arretrata); questo blocco, con l’eventuale pagamento diretto, oltre a tutti i problemi evidenziati, porterebbe un’ulteriore perdita di tempo per il ricevimento da parte di dipendenti già fortemente penalizzati dai ritardi (e solo coloro che ne faranno richiesta, cosa inaccettabile), delle spettanze”.

Per la Fials l’ipotesi di pagamento diretto degli arretrati ai dipendenti, “oltre a bloccare di fatto l’operato della onlus e a mettere a rischio la continuità assistenziale dei pazienti, in quanto vi sarebbero problemi nello stesso pagamento delle utenze e delle spese correnti indispensabili per il prosieguo dell’attività, creerebbe una disparità di trattamento tra i lavoratori, che avrebbero accesso al pagamento degli arretrati tramite domanda individuale, con alcuni che rischierebbero di restare fuori per esaurimento del budget o per scelta di non ricorrere al pagamento diretto a tutela della propria azienda, non vedendosi pagati non solo gli arretrati, ma finanche lo stipendio corrente”.

“Tutta questa situazione – prosegue il sindacato - metterebbe a rischio la vita stessa della onlus e il prosieguo lavorativo di tutti i dipendenti e non solamente quelli attualmente a rischio che si sta tentando di salvare. L’Aias ha sempre pagato i lavoratori nel momento in cui sono state versate le somme dovute e pertanto questa ipotesi di pagamento diretto, per la quale nessun accordo è stato preso e sottoscritto come riportato erroneamente dalla stampa odierna, è incomprensibile e altamente pericolosa”.

La Fials, infine, denuncia “il comportamento irresponsabile della politica, più volte sollecitata ad essere presente, ma assente dall’importante tavolo e degli altri sindacati che, nonostante la nostra ferma opposizione già al tavolo della trattativa, invece di tutelare il salario e la continuità lavorativa dei dipendenti Aias di Potenza, sta mettendo a rischio, con una proposta irricevibile, il posto di lavoro di tutti i dipendenti Aias, la continuità assistenziale dei pazienti e la stessa vita della onlus”.

Il sindacato chiede pertanto al Commissario Asp e ai vertici regionali “di non procedere al pagamento diretto ai dipendenti Aias secondo la proposta sopra descritta, che comporterebbe ulteriore perdita di tempo per l’attivazione delle procedure amministrative, ma soprattutto creerebbe discrepanze di trattamento tra lavoratori. Sarebbero lasciati fuori, infatti, coloro che, per senso di responsabilità verso la loro Azienda (che senza risorse finanziarie potrebbe dover chiudere i battenti), e verso i pazienti e le loro famiglie (che rischierebbero di rimanere senza assistenza), non presenterebbero la domanda”. Quanto di versare immediatamente all’Aias quanto dovuto per l’attività corrente e per quella arretrata, così da permetterle di iniziare a sanare gli arretrati.
15 giugno 2018
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