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QS Edizioni - domenica 23 settembre 2018

Regioni e Asl - Calabria

Ambulatori privati. Tar boccia nuovo ricorso contro il decreto Scura

immagine 22 maggio - Lo scorso 23 aprile il Tribunale amministrativo aveva respinto un primo ricorso presentato dagli ambulatori e laboratori di analisi privati riuniti sotto le sigle Anisap e Federlab. Nei giorni scorsi la stessa sorte è toccata a un gruppo di laboratori privati di analisi cliniche. LA SENTENZA
La seconda sezione del Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria ha bocciato per la seconda volta in meno di un mese i ricorsi da parte delle strutture sanitarie private contro il decreto del commissario ad Acta Massimo Scura che ha stabilità i tetti di spesa per l’acquisto di prestazioni sanitarie da privati da parte della Regione. 

Dopo aver respinto un primo ricorso presentato dagli ambulatori e laboratori di analisi privati riuniti sotto le sigle Anisap e Federlab lo scorso 23 aprile, nei giorni scorsi la stessa sorte è toccata a un gruppo di laboratori privati di analisi cliniche. 

Ricorso infondato, sentenzia il Tar che ricorda come sull’argomento sia disponibile ormai una corposa giurisprudenza dettata dalle numerose sentenze già emesse.

“In particolare, con le predette sentenze è stato sottolineato che la riduzione del budget disposta con il DCA n. 128/2017 risponde ad esigenze assolutamente eccezionali e peculiari, costituendo essa conseguenza immediata e diretta dei vincoli di bilancio previsti dal Piano di Rientro dai disavanzi del SSR Calabrese che hanno imposto la riduzione della spesa da destinare all'acquisto delle prestazioni sanitarie di assistenza specialistica ambulatoriale erogate dalle strutture accreditate, impregiudicata la sostenibilità complessiva del sistema assistenziale, a fronte del proporzionale incremento delle potenzialità erogative delle strutture pubbliche in termini di efficientamento delle risorse e senza incremento di spesa”, si legge. 

E ancora, scrivono i giudici amministrativi: “Trattasi di criteri gestionali di impegno delle (limitate) risorse disponibili che devono essere correttamente riferiti a scelte ampiamente discrezionali dell'amministrazione e che pertanto non possono essere oggetto di sindacato in sede giurisdizionale se non sotto il profilo della manifesta irragionevolezza, che nella specie non è riscontrabile.
Invero la decisione di salvaguardare la capacità erogativa complessiva del sistema sanitario regionale, conseguendo il contenimento dei costi imposto dal Piano di rientro mediante una decurtazione della spesa da destinare all'acquisto di privati ed un utilizzo più efficiente (senza incremento dei relativi costi) delle strutture pubbliche, appare logicamente congruente rispetto alle relative premesse ed alla causa attributiva del potere”.
22 maggio 2018
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