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QS Edizioni - venerdì 10 luglio 2020

Regioni e Asl - Calabria

Usb: “Troppe incertezze sui precari, pronti a sciopero”

immagine 4 maggio - “Non ignoriamo il fatto che finalmente il Commissario Zuccatelli abbia preso il coraggio a due mani e avviato un percorso di stabilizzazione che in molti aspettavano da tempo. Da troppo tempo. Per la prima volta da molti anni, in questa regione, si inizia a dare dignità al lavoro svolto da tutte quelle persone che all’interno delle corsie hanno sempre combattuto, pur di garantire il Diritto alla Salute dei malati. E questo non può essere che un bene. Si vuole porre fine alla precarietà esistenziale e lavorativa”, spiega Giuseppe Toscano del Sindacato
“Ogni giorno su tutti i media il personale sanitario viene osannato come eroico. Ma nonostante ciò il futuro di molti lavoratori e degli importanti servizi che garantiscono sembra interessare poco alle istituzioni. Pur salutando con piacere la volontà di stabilizzazione del personale sanitario dell’Azienda Ospedaliera Pugliese ‘Ciaccio’ espressa nelle ultime due delibere di aprile vediamo ancora troppi punti oscuri nel percorso intrapreso. Per questo siamo stati costretti a mandare una comunicazione al Prefetto di Catanzaro dove dichiariamo lo stato di agitazione di tutto il settore sanitario dell’intera Provincia”.

È quanto si afferma in una nota a firma di Giuseppe Toscano della Federazione Pubblico impiego Usb Calabria in cui si minaccia, in mancanza di risposte chiare, il ricorso allo sciopero.

“Non ignoriamo il fatto - è detto nella nota - che finalmente il Commissario Zuccatelli abbia preso il coraggio a due mani e avviato un percorso di stabilizzazione che in molti aspettavano da tempo. Da troppo tempo. Per la prima volta da molti anni, in questa regione, si inizia a dare dignità al lavoro svolto da tutte quelle persone che all’interno delle corsie hanno sempre combattuto contro malfunzionamenti, carenze di mezzi e di personale, pur di garantire il Diritto alla Salute dei malati. E questo non può essere che un bene. Si vuole porre fine alla precarietà esistenziale e lavorativa di 200 lavoratori e si vuole, in netta contraddizione rispetto a quanto avvenuto finora, investire nel sistema sanitario pubblico e non più su quello privato”.

“La tragica lezione che il Covid19 sta impartendo a tutta l’Italia - è detto ancora nel documento - ci ha fatto capire finalmente l'importanza di un sistema sanitario pubblico efficiente e ben finanziato, che riesca a dare risposte concrete al bisogno di salute contrapponendolo al sistema dei ‘finti privati’ che, agendo in nome del profitto, non si sono fatti scrupoli nel creare focolai di contagio all’interno delle Rsa. Anche se salutiamo positivamente lo spirito politico della delibera, non possiamo però tacere sui molti punti oscuri presenti nella stessa. Non si capisce chi saranno le persone ad essere stabilizzate per prime. Quale sarà il criterio di scelta oltre al possesso dei requisiti?”

“Forse l'anzianità di servizio? – proseguono dal Sindacato -. Il fabbisogno del reparto? Inoltre, qualora non vi fosse parere negativo da parte della Funzione Pubblica per la stabilizzazione del personale che maturerà i requisiti nell'anno in corso, i contratti degli stessi saranno prolungati? E ancora, che faranno tutti i precari che non sono in possesso dei requisiti per la stabilizzazione dopo questi ultimi 20 giorni di proroga?”.

“Vogliamo vederci chiaro – è scritto ancora nella nota dell’Usb - e per questo proseguiremo con lo stato di agitazione fino a quando non avremo un incontro chiarificatore con il commissario Zuccatelli alla presenza dei vertici regionali. Ci riserviamo inoltre il diritto di proclamare uno sciopero di settore qualora le nostre richieste rimanessero inascoltate”.
4 maggio 2020
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