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QS Edizioni - sabato 21 luglio 2018

Regioni e Asl - Emilia Romagna

Gibertoni (M5S): “Troppe discriminazioni per le donne medico. La regione intervenga”

immagine 21 maggio - “Donne sempre più numerose all’interno delle nostre strutture sanitarie ma le loro condizioni di lavoro non migliorano affatto”. Il consigliere Gibertoni ha presentato un’interpellanza sulle diseguaglianze di genere nel settore sanitario: “Opportuno, anche in collaborazione con l’Ordine dei medici, istituire un Osservatorio di pari opportunità in ambito sanitario”
“Carichi di lavoro spesso troppo sbilanciati, difficoltà nel far conciliare il lavoro con la vita privata, discriminazioni che fanno fatica a scomparire”.
ha presentato un’interpellanza alla Giunta sulle diseguaglianze di genere nel settore sanitario in particolare per quel che riguarda la condizione delle donne medico, Giulia Gibertoni, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle
 
“Da indagini che sono state portate avanti negli ultimi tempi in tema parità e discriminazioni, emerge con chiarezza che le donne medico sono sempre più numerose all’interno delle nostre strutture sanitarie, ma le loro condizioni di lavoro non migliorano affatto – spiega Giulia Gibertoni – un recente sondaggio dell'Ordine dei medici di Bologna ha evidenziato come le donne intervistate abbiano messo in cima alle loro priorità la richiesta di un welfare che permetta di conciliare professione e famiglia. E pensiamo che le istituzioni debbano fare di tutto per cercare di attuare questa richiesta”.
 
Ecco perché nella sua interpellanza Gibertoni chiede alla Regione quali azioni intende mettere in atto per rispondere positivamente alle istanze avanzate dall’Ordine dei medici per rimuovere le discriminazioni in essere sia nel sistema sanitario pubblico che privato a danno dei medici di genere femminile, oltre a specificare quali azioni si ritiene di mettere in atto per la conciliazione dei tempi di vita privata e lavoro per le dottoresse che operano nel sistema sanitario pubblico e privato della Regione. “Crediamo inoltre che sarebbe opportuno, magari anche in collaborazione con l’Ordine dei medici – conclude – istituire un Osservatorio di pari opportunità in ambito sanitario, dove le donne medico potranno denunciare prevaricazioni e soprusi, senza che la propria identità venga svelata e magari utilizzata contro di loro”.
21 maggio 2018
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