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QS Edizioni - lunedì 18 novembre 2019

Regioni e Asl - Friuli Venezia Giulia

Disabilità. A Trieste nasce “Durante e dopo di noi”, la Fondazione di partecipazione a difesa dei più fragili. Intervista all’assessore Grilli

immagine 30 agosto - Un progetto che, come spiega l’assessore al Welfare del Comune di Triste in questa intervista, è stato pensato per essere “uno strumento di garanzia dell'appropriatezza, della qualità e dell'equità dei servizi rivolti alle persone disabili, per garantire loro dignità e una buona qualità di vita soprattutto con riferimento ai servizi residenziali: tramite ausilii per la permanenza al proprio domicilio, coabitazioni - nei casi di disabilità lievi - case famiglia o gruppi appartamento”
Un progetto a tutela delle persone portatrici di disabilità che ha preso forma il mese scorso dopo 3 legislature. E’ nata nel mese di agosto la Fondazione di partecipazione “Durante e dopo di noi”, un programma approvato da tutte le forze politiche del Comune di Trieste che ha ricevuto il via libera attraverso la delibera di Consiglio comunale n. 38 del 29.07.2019. A scandire le tappe e il progetto è l’Assessore al Welfare del Comune di Trieste, Carlo Grilli: “Questo progetto è stato sviluppato, passo dopo passo, all'interno dei tavoli del Piano di zona, partendo dalla presa d'atto della crescente necessità di offrire adeguati percorsi di autonomia “assistita” alle persone con disabilità, a fronte dei nuovi bisogni emergenti”.

Assessore Grilli, quando un progetto è condiviso da tutte le forze politiche, vuol dire che siamo in presenza di un progetto importante.. Ce ne vuole parlare?
E' un risultato di cui vado veramente fiero, e per il quale esprimo tutta la mia riconoscenza allo staff del Dipartimento Politiche Sociali che mi ha accompagnato nel percorso di avvicinamento all'obiettivo, che era appunto la costituzione della Fondazione di partecipazione “Durante e dopo di noi – Donna Colonna dei Principi di Stigliano ETS – Ente del Terzo Settore”. Sono soddisfatto soprattutto del messaggio che questo risultato trasmette: che un progetto articolato e partecipato, dedicato alle persone con particolari fragilità, che ha la finalità di garantire ai cittadini una risposta adeguata ai bisogni, può fungere da leva per una mediazione e una condivisione di obiettivi concreti e virtuosi, che rappresentano la mission dell'Ente pubblico nella sua più alta espressione. Sono certo che rappresenti un buon esempio di azione dell'Ente pubblico che si proietta all'esterno, verso la società civile, per individuare ulteriori strumenti di spessore e risorse alternative per i servizi a favore della disabilità, mantenendo tuttavia una regia pubblica a garanzia del conseguimento della finalità d'origine.

Con la delibera comunale n. 38 del 29.07.2019 il Comune di Trieste ha dato il via libera alla formazione della Fondazione “Durante e dopo di noi”. Quale sarà il ruolo della Regione o di altre istituzioni?
La Regione Friuli Venezia Giulia ha il compito di dettare la disciplina per il riconoscimento giuridico delle fondazioni ed esercita il controllo e la vigilanza ai sensi dell´art. 25 del Codice civile.

A livello operativo, nella delibera si legge che, per non togliere risorse alla Fondazione, si punterà alla massima trasparenza e non ci saranno compensi per chi è in Consiglio di Amministrazione. Su questi presupposti, quando inizierà la struttura a prestare il proprio servizio, cosa offrirà e dove sarà collocata?
Dopo il via libera del Consiglio Comunale, la Fondazione sarà formalmente costituita con atto notarile e inizierà concretamente la sua attività. Per volontà di questa Amministrazione, la sede sarà ubicata presso gli uffici del Dipartimento Servizi e Politiche Sociali, in Via Mazzini 25, a significare che l'operato del nuovo soggetto, ancorché esso sia caratterizzato da una forte composizione privata, è garantito da una costante e puntuale vigilanza da parte dell'Ente pubblico. L'auspicio tuttavia è che entro qualche anno la Fondazione possa funzionare in modo autonomo, seppur controllata dai quattro componenti pubblici che saranno sempre presenti nel Consiglio di Amministrazione (3 membri in rappresentanza del Comune di Trieste ed 1 in rappresentanza dei Comuni limitrofi). La prima azione della Fondazione sarà la promozione di una capillare campagna informativa incentrata sulla gestione dei lasciti testamentari che potranno essere utilizzati in complementarietà con l'azione dell'Ente pubblico, al fine di assicurare trasparenza e garanzia di una destinazione d'uso appropriata, in linea con le finalità costitutive della Fondazione.

Per realizzare questo importante progetto le forze politiche di maggioranza e di minoranza hanno lavorato insieme. Non sempre accade...
Questo progetto è stato sviluppato, passo dopo passo, all'interno dei tavoli del Piano di zona, partendo dalla presa d'atto della crescente necessità di offrire adeguati percorsi di autonomia “assistita” alle persone con disabilità, a fronte dei nuovi bisogni emergenti.

La Fondazione è stata pensata per essere uno strumento di garanzia dell'appropriatezza, della qualità e dell'equità dei servizi rivolti alle persone disabili, per garantire loro dignità e una buona qualità di vita soprattutto con riferimento ai servizi residenziali: tramite ausilii per la permanenza al proprio domicilio, coabitazioni - nei casi di disabilità lievi - case famiglia o gruppi appartamento. Si tratta di soluzioni già disponibili nel Comune di Trieste, ma bisogna fare i conti con la progressiva contrazione delle risorse pubbliche e l'incremento costante delle situazioni di disabilità riscontrato negli ultimi anni.

Ecco dunque che questa importante progettualità è stata portata all'attenzione dell'assemblea cittadina ed ha ottenuto il consenso unanime dei presenti. E di questo, come ho già detto, sono decisamente orgoglioso: che i componenti del Consiglio comunale abbiano saputo dimostrare coesione, al di là dell'appartenenza, nella consapevolezza di agire per il bene della comunità, è un fatto che mi preme evidenziare, e per il quale desidero ribadire la mia riconoscenza, perché risponde a quello che è, o dovrebbe essere, il fine vero della politica, compiere delle scelte che facciano fronte, nel miglior modo possibile, ai bisogni reali dei cittadini.
 
Endrius Salvalaggio
30 agosto 2019
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