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QS Edizioni - venerdì 10 luglio 2020

Scienza e Farmaci - Friuli Venezia Giulia

Coronavirus. Vignando (Snami FVG): “Dpi non bastano”

immagine 9 marzo - Il sindacato lancia l’allarme sulla carenza di dispositivi per la protezione individuale per i medici di medicina generali. "Ad oggi le forniture presso gli ambulatori sono del tutto insufficienti nonostante le ripetute richieste. Si duole del fatto che le forniture siano state fatte a macchia di leopardo oltreché in maniera tardiva. La Regione ha l’obbligo di creare le condizioni di sicurezza per tutti i medici”.
“Eravamo verso la fine di febbraio, quando ai Direttori Generali delle Aziende Sanitarie ASUGI, ASUFC, ASFOF, chiedevamo che a seguito della mutata situazione endemica nazionale, le aziende sanitarie si adoperassero a fornire quanto prima le dotazioni di protezione individuali di sicurezza necessarie ed indispensabili ai medici di: assistenza primaria, continuità assistenziale, EST/118 e medicina penitenziaria, che ogni giorno prestano la loro opera nei loro studi professionali (di prossimità) e nelle sedi di continuità assistenziale, nelle automediche, negli istituti penitenziari, negli hospice, ecc... e che, mai come in questo caso, mettono a rischio la propria salute e la propria vita, quella dei propri cari ed anche quella degli stessi cittadini da loro assistiti”.
 
A riferirlo è il Dott. Stefano Vignando Presidente Regionale SNAMI FVG che ricorda come già da inizio anno, quando giungevano le notizie sul Coronavirus e le immagini dalla Cina, anche in Italia, più precisamente dal Ministero della Salute, uscivano i primi provvedimenti e circolari. Dalla Regione FVG nessuno comunicava nulla.
 
“Infatti, dopo quasi un mese di allarme crescente da parte anche dell’OMS – spiega Vignando - vedendo che niente si muoveva, presi carta e penna contattando le Aziende Ospedaliere e la Direzione Centrale della Salute, per le rispettive competenze e come stabilito dai primi provvedimenti del Ministero della Salute, di adoperarsi a fornirci delle indicazioni specifiche oltre ai DPI. Da allora, attraverso le Aziende Sanitarie, ci sono state inviate le stesse circolari che il Ministero emanava. A volte ci inviavano delle circolari che erano già state superate da altre più recenti. Sui dispositivi di sicurezza, sempre le stesse Aziende Sanitarie, ci hanno fornito un kit con un camice verde, una mascherina monouso, che se la uso oggi domani non va più bene, ed un flaconcino di amuchina per lavarsi le mani. Credo che la Regione abbia l’obbligo di creare le condizioni di sicurezza per tutti i medici a svolgere il proprio lavoro sia per la incolumità del personale sanitario, sia per le persone che noi curiamo”.
 
SNAMI FVG lamenta che i cosiddetti DPI sino ad oggi forniti presso gli ambulatori dei medici di medicina generale sono del tutto insufficienti nonostante le ripetute richieste, inoltre si duole del fatto che le forniture siano state fatte a macchia di leopardo oltreché in maniera tardiva. Sempre SNAMI evidenzia come molte sedi ambulatoriali di Continuità Assistenziale siano ancora sprovviste di supporto per la registrazione delle chiamate. “Considerato che l’accesso negli ambulatori – conclude il Presidente Snami, Stefano Vignando – non avviene più in forma diretta ma attraverso il triage telefonico, abbiamo appreso con stupore e viva apprensione che alcuni ambulatori non sono ancora dotati di supporto magnetico o digitale per la registrazione delle chiamate da parte dei pazienti laddove, ricordiamo, in particolari situazioni, la registrazione delle chiamate in entrata assume un particolare rilievo anche ai fini medico legale”.
 
Endrius Salvalaggio
9 marzo 2020
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