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QS Edizioni - venerdì 10 luglio 2020

Regioni e Asl - Friuli Venezia Giulia

Coronavirus. Sindacati medici incontrano la Regione. Chiesti più tamponi e Dpi. “Puntare sui giovani medici”

immagine 30 marzo - “Un incontro cordiale”, lo definisce Alberto Peratoner dell’Aaroi Emac, che però, con Valtiero Fregonese dell’Anaao e Antonio Maria Miotti dell’Ampo Ascoti Faisl, evidenziano la necessità di garantire maggiore protezione al personale sanitario e di istruirlo in maniera uniforme sulle procedure e i percorsi da seguire in ambito assistenziale. Chiesta anche la valorizzazione dei medici specializzandi e dei neo laureati: “Troppi rischi per i colleghi pensionati”.
In piena emergenza Covid-19, i sindacati della dirigenza medica, sanitaria, veterinaria, professionale, tecnica e amministrativa del Friuli Venezia Giulia hanno incontrato, nei giorni scorsi, il vicepresidente e assessore alla salute Riccardo Riccardi ed il direttore Centrale di Salute Gianna Zamaro. L’incontro mirava a trovare delle soluzioni sulle diverse criticità regionali relative alla situazione epidemica in corso. Alla riunione è stata richiesta l’immediata necessità di fornire sicurezza e maggiore protezione ai medici ed operatori sanitari, un maggiore utilizzo di tamponi diagnostici per tutto il personale, la fornitura di DPI in numero e tipologia adeguata, senza declassamento a mascherine chirurgiche, e tutto quanto necessita il servizio sanitario di nuovi medici.
 
E’ stato sottolineato al Vicegovernatore Riccardi e al direttore Zamaro, che anche i medici di medicina generale sono in difficoltà e lamentano scarse risorse. E’ stato chiesto un maggiore controllo sulle strutture sanitarie, con annullamento di attività cliniche ed interventi differibili, per liberare risorse per la lotta all’epidemia e per ridurre presenze e concentrazioni di dipendenti. A questo scopo, in particolare per quanti non coinvolti da mansioni cliniche, è stata chiesta l’applicazione dell’art. 87 del DL 18 del 17 marzo 2020 che considera lo smart working quale modalità ordinaria di lavoro.
 
“Un incontro cordiale fra le parti dove è stato spiegato dagli attori regionali esordisce Alberto Peratoner, AAROI EMAC – che vista l’emergenza Coronavirus mondiale ci sono grosse carenze nel recuperare i DPI per il personale sanitario, ma che la Regione FVG sta facendo il possibile per approvvigionarsi attraverso reti mondiali. Sul fronte di nuove forze di lavoro, sappiamo bene che non è sufficiente comprare nuovi ventilatori o aumentare di nuovi posti la terapia intensiva, ma dobbiamo essere pratici oltre che realisti. Servono nuovi medici e capaci di fare funzionare le terapie intensive. Con tutto il rispetto per i colleghi pensionati, che sicuramente danno un grosso contributo in questo momento storico, va sottolineato che i medici in quiescenza, per età, restano fra le persone più a rischio se contagiati. Noi siamo dell’idea che i neo laureati e gli specializzandi siano le categorie sulle quali si dovrebbe puntare di più”. L’incontro è stato soddisfacente per l’AAROI seppur con i limiti della drammaticità della situazione, ma non per responsabilità del governo regionale.
 
Anche per l’Anaao Assomed l’incontro ha avuto un tono di collaborazione e di disponibilità da parte dei vertici regionali. “Sulle nostre richieste che riguardano il blocco delle attività ambulatoriali ordinarie, sia nel pubblico che nelle strutture private accreditate, sono state accolte e sul punto siamo soddisfatti, perché ora tutte le risorse disponibili devono essere convogliate per affrontare l’emergenza. Avevamo chiesto che il privato accreditato venga coinvolto con le loro strutture sull’emergenza Coronavirus facendo da polmone per certi tipi ammalati. Dove c’è stata un po’ di discussione è sul fatto che Anaao Assomed FVG chiede che vengano fatti i tamponi a tutto il personale sanitario se si vuole evitare che lo stesso personale, contagiato al virus ma magari asintomatico, diventi a sua volta fonte di contagio”, spiega il Segretario regionale Anaao Assomed FVG Valtiero Fregonese, che ribadisce ancora una volta l’importanza della misura di mantenere immune dal Covid-19 il personale sanitario, rendendosi conto che per mantenere monitorato tutti gli addetti ai lavori serve uno sforzo da parte di tutti i medici e non solo che facciano tamponi ogni 48/h e altrettanto personale che faccia le analisi; ma è uno sacrificio che paga in termini di risorse disponibili e cautelando o stesso personale medico.
 
Anche per Anpo Ascoti Fials Medici, Antonio Maria Miotti l’incontro è stato sereno e cordiale su tutti i fronti. “Abbiamo insistito molto che comunicazione ed informazione interne alle Aziende Sanitarie devono essere condivise e rivolte a tutti i dipendenti. Anche protocolli ed indicazioni comportamentali, ad esempio per le procedure legate alla protezione individuale, gli spostamenti del personale tra i vari reparti o strutture, devono essere precisi ed uniformi in tutta la Regione e tra le Aziende. Questo è un argomento che riguarda qualunque operatore, non solo medico, ma dal fisioterapista al necroforo. Le indicazioni devono essere poche ma chiare, se si vuole circoscrivere al massimo il potenziale contagio da Covid-19”. All’incontro, il Vicepresidente Riccardi Riccardo ha reso noti agli gli scriventi alcuni importanti provvedimenti, come il blocco dell’attività ordinaria ed ambulatoriale differibile nelle Aziende Sanitarie, il coinvolgimento delle strutture sanitarie private, ed alcune iniziative per l’assistenza domiciliare e l’emergenza sociale. Il direttore Centrale di Salute Gianna Zamaro nei quesiti esposti ha fornito molte risposte, con un evidente segnale di apertura, condivisione ed impegno.
 
Endrius Salvalaggio
30 marzo 2020
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