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QS Edizioni - venerdì 10 luglio 2020

Regioni e Asl - Friuli Venezia Giulia

Coronavirus. Lucchini (Omceo Pordenone) scrive al Prefetto: “Mancano ancora Dpi a medici ospedalieri e del territorio”

immagine 2 aprile - Un problema, quello della consegne dei dispositivi, che per Guido Lucchini occorre risolvere al più presto. Perché “sconfiggere l’infezione Covid-19 non dipenderà soltanto dalle cure che verranno fatte negli ospedali ma, in tema di epidemie, molto dipende dallo stato di salute dei professionisti delle cure”. Nella lettera anche la richiesta di sottoporre a tampone tutti gli operatori sanitari “onde evitare che essi possano divenire inconsci diffusori del contagio”. LA LETTERA
“Sconfiggere l’infezione Covid-19 non dipenderà soltanto dalle cure che verranno fatte negli ospedali ma, in tema di epidemie, dipenderà molto dallo stato di salute dei professionisti delle cure. Il punto fondamentale per vincere questa battaglia è dare la possibilità ai medici, innanzi tutto, di non contaminarsi e quindi di lavorare in tutta sicurezza”. A dirlo è Guido Lucchini, Presidente dell’Ordine dei medici ed odontoiatri di Pordenone, che manifesta le sue perplessità, ad oltre un mese dall’inizio dell’epidemia, come sia possibile che medici del territorio lavorino ancora nell’incertezza e rischino tutti i giorni di contagiare se stessi e le loro famiglie proprio perché mancano ancora una volta i sistemi protettivi.
 
“Lo scopo perseguito dall’ordine dei medici che rappresento –– continua Lucchini - è quello di garantire i cittadini, che a loro volta gli vengano impartite le cure da professionisti di alta qualità. In piena emergenza Covid-19, abbiamo ancora grosse lacune sulle consegne dei sistemi di protezione individuale per i medici sia ospedalieri che di territorio. Ergo, il rischio è quello che abbiamo visto sotto ai nostri occhi e cioè che i medici, invece di curare i pazienti infetti, siano loro stessi diffusori di Coronavirus e ahimè, qualche volta di morire”.
 
Dati della Regione, in Friuli Venezia Giulia ci sono, al primo di aprile, 1.685 positivi al Covid-19 e 122 decessi. Non ci ha pensato due volte qualche giorno fa il Presidente Lucchini a scrivere una lettera a Maria Rosaria Maiorino, Prefetto di Pordenone, con la quale ha voluto mettere al corrente e allo stesso tempo chiedere aiuto, affinché venga risolto nel più breve tempo possibile l’annoso problema delle dotazioni individuali.
 
“E’ in questo inquietante contesto - scandisce il Presidente Lucchini - che medici di medicina generale, che non sono ancora dotati di strumenti di protezione e che svolgono un efficace supporto ai colleghi ospedalieri ed ai loro collaboratori, visitano nei loro ambulatori e nelle case dei loro pazienti, persone di cui ignorano o stato di positività o meno al Covid-19. Un conto è equipaggiarsi e lavorare in terapia intensiva, altro conto è visitare chi il cui stato di salute si ignora, a mani nude o al massimo con delle mascherine chirurgiche. I medici di medicina del territorio hanno bisogno di tute, calzali, mascherine, guanti, occhiali, visiere, prodotti disinfettanti, nonché mascherine filtranti. Inoltre, ribadisco inoltre che tutti gli operatori sanitari onde evitare che essi possano divenire inconsci diffusori del contagio, necessitano di un costante monitoraggio dello stato di salute tramite tamponi. Altrimenti, il rischio di contagio sarà elevatissimo ed il numero di decessi nei medici non si fermerà al numero di sessanta”.
 
Endrius Salvalaggio
2 aprile 2020
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