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QS Edizioni - venerdì 22 novembre 2019

Governo e Parlamento

Vaccini. Con la legge 5 Stelle-Lega gli obblighi sparirebbero? Non è detto, a stabilirlo sarebbe il livello di copertura e, ad oggi, nessuna regione ha raggiunto la soglia di sicurezza per tutte le vaccinazioni. Ecco la mappa dei “nuovi” obblighi

immagine 7 aprile - Il ddl vaccini della maggioranza prevede che l'obbligo con relativa certificazione per l'ingresso a scuola (e in questo caso non solo per gli asili ma per tutte le scuole) scatti solo in caso di mancato raggiungimento del livello di copertura vaccinale previsto dal Piano vaccini. La nostra simulazione, basata sui dati del ministero della Salute, mostra che in realtà ad oggi nessuna Regione raggiunge il target per tutte le vaccinazioni previste e quindi, in teoria, anche se a macchia di leopardo e in alcuni casi magari solo per pochi vaccini, l'obbligo, con le relative sanzioni, potrebbe restare in piedi in tutte le Regioni
Obbligo sì, obbligo no... E’ stato il tormentone che ha accompagnato tutta la discussione della legge Lorenzin, ora tornato di attualità, con sortite pro e contro e vari distinguo, da quando il Senato ha avviato l’esame del disegno di legge targato 5 Stelle-Lega, nato per onorare il contratto di Governo che sul punto dice: “Pur con l’obiettivo di tutelare la salute individuale e collettiva, garantendo le necessarie coperture vaccinali, va affrontata la tematica del giusto equilibrio tra il diritto all’istruzione e il diritto alla salute, tutelando i bambini in età prescolare e scolare che potrebbero essere a rischio di esclusione sociale”.
 
Un “giusto equilibrio” che sta cercando di trovare il citato Ddl e che in proposito prevede in sostanza quello che è stato definito come “obbligo flessibile”. E cioè, ferma restando la cancellazione tout court dell’obbligo e delle relative sanzioni e adempimenti per le dieci vaccinazioni previste dalla legge Lorenzin appena entrato in vigore il nuovo Piano nazionale vaccini, si inserisce la possibilità di attuare piani straordinari di intervento qualora si rilevino significativi scostamenti dagli obiettivi fissati dal nuovo Piano tali da ingenerare il rischio di compromettere l’immunità di gruppo.
 
In questo caso le autorità preposte potranno rendere nuovamente obbligatorie quelle vaccinazioni la cui copertura risultasse sotto la soglia di sicurezza, con annesse sanzioni e anche l’obbligo di presentare la certificazione vaccinale per l’ingresso nelle scuole di ogni ordine e grado, quindi non più solo gli asili, e prevedendo anche l’eventuale obbligo vaccinale per gli operatori sanitari.
 
Insomma via l’obbligo per le dieci vaccinazioni appena approvato il nuovo Piano vaccini (anche se recentemente il presidente 5 Stelle della Commissione Sanità del Senato Pierpaolo Sileri, dopo avere presentato insieme alla Lega un emendamento per cancellare da subito, senza aspettare il nuovo Piano vaccini, l’obbligo di certificazione delle vaccinazioni per l’ingresso agli asili, ha detto che potrebbe restare l’obbligo per il morbillo), ma possibile ripristino dell’obbligo di una o più vaccinazioni qualora le relative coperture dovessero calare sotto la soglia di sicurezza.
 
Quindi, tutti gli obblighi spariranno, salvo poi reinserirli a secondo delle valutazioni sulle soglie di copertura? Se dovessimo seguire alla lettera l’attuale testo nulla cambierebbe fino all’approvazione del nuovo Piano vaccini (salvo dovesse essere accolto il citato emendamento Sileri che cancellerebbe da subito l’obbligo di certificazione per l’ingresso negli asili) ma in ogni caso prima o poi i conti con gli andamenti delle vaccinazioni bisognerà farli per capire se sarà il caso o meno di reinserire, anche se temporaneamente (come dice la nuova proposta di legge), obblighi e sanzioni per ripristinare la soglia di sicurezza.
 
E a quel punto che succederebbe? Non abbiamo la sfera di cristallo ma un’idea ce la possiamo fare guardando all’oggi e alle attuali coperture, ipotizzando che esse rimangano tali nel breve periodo (per i pessimisti e fautori dell’obbligo esse ovviamente rischiano addirittura di scendere una volta cancellati gli obblighi).
 
La nostra simulazione dell'applicazione del ddl M5S-Lega. Premesso che al momento manca ancora il nuovo Piano nazionale di prevenzione vaccinale (Pnpv) previsto dal ddl e che le anagrafi vaccinali latitano in diverse Regioni, abbiamo verificato quali siano le attuali coperture per i 10 vaccini attualmente obbligatori, ricordando che la soglia di sicurezza attuale è fissata al 95% (vedi Piano nazionale vaccini in vigore).
 
Per farlo abbiamo usato gli ultimi dati sulle coperture vaccinali diffusi nei giorni scorsi dal ministero della Salute, considerando rispettata la soglia di sicurezza quando la copertura è su valori compresi tra il 94 e il 95% (valutando quindi in modo ottimistico che quelle Regioni oggi al limite della soglia di sicurezza del 95% la possano raggiungere a breve) e considerando invece sotto soglia - e quindi passibili di possibile rispristino di obbligo e sanzioni con contestuale obbligatorietà di presentazione della certificazione per l'ingresso nelle scuole - quelle vaccinazioni che presentano valori di copertura sotto il 94% (per il quadro complessivo vedi tabella allegata, pubblicata anche a fine articolo):
 
Polio: sulla base dei dati attuali di copertura la vaccinazione potrebbe restare obbligatoria a Bolzano, in Friuli Venezia Giulia, Veneto e Sicilia dove non è stata raggiunta la soglia di sicurezza con quote di copertura attuale al di sotto del 94/95%.

Pertosse: potrebbe restare obbligatoria a Bolzano, in Veneto, Friuli Venezia Giulia e Sicilia.

Difterite: potrebbe restare obbligatoria a Bolzano, in Veneto, Friuli Venezia Giulia e Sicilia.
 
Tetano: potrebbe restare obbligatoria a Bolzano, in Friuli Venezia Giulia e Sicilia.
 
Epatite B: potrebbe restare obbligatoria a Bolzano, in Veneto, Friuli Venezia Giulia, Marche e Sicilia.
 
Haemophilus influenzae tipo B: potrebbe restare obbligatoria a Bolzano, in Veneto, Friuli Venezia Giulia, Marche e Sicilia.
 
Morbillo: potrebbe restare obbligatoria in Valle d’Aosta, Bolzano, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Marche, Abruzzo, Calabria e Sicilia. (In proposito ricordiamo che il senatore Sileri ha proposto che in ogni caso la vaccinazione del morbillo resti obbligatoria proprio in relazione all’ancora basso livello di copertura in molte realtà regionali).
 
Parotite: potrebbe restare obbligatoria in Valle d'Aosta, Bolzano, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Marche, Abruzzo, Calabria e Sicilia.
 
Rosolia: potrebbe restare obbligatoria in Valle d'Aosta, Bolzano, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Marche, Abruzzo, Calabria e Sicilia.
 
Varicella: potrebbe restare obbligatoria in tutte le Regioni, perché nessuna ha al momento raggiunto la soglia di sicurezza.

Da notare che mancano i dati di Molise e Campania, come si può evincere dalla tabella qui sotto a cura del Ministero della Salute, sui cui dati abbiamo basato la nostra simulazione:
 
 

 
Insomma, ad oggi gli obiettivi di sicurezza vaccinali prefissati dal vecchio Piano nazionale vaccini non vengono raggiunti in diverse Regioni. Cosa che, anche con la nuova proposta di legge di M5S e Lega, potrebbe far mantenere in vigore l’obbligo per molte vaccinazioni in molte Regioni. Per di più, rispetto ad oggi, la mancata certificazione dell'avvenuta vaccinazione non impedirebbe solo l'accesso ad asili nido e scuole di infanzia, ma a tutte le istituzioni scolastiche del sistema nazionale di istruzione. Si andrebbe così paradossalmente a verificare, seppur a macchia di leopardo, un'ulteriore stretta rispetto a quanto previsto dall'attuale normativa vigente.
 
Ecco il riepilogo dei risultati della nostra simulazione:
 

 

Giovanni Rodriquez
7 aprile 2019
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