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QS Edizioni - lunedì 19 novembre 2018

Lavoro e Professioni

Medicina Generale. Va in soffitta l’ammissione degli idonei al corso. Ipotesi stralcio aree Medicina Penitenziaria e Urgenza da Acn

immagine 30 ottobre - È proseguito oggi al Ministero della Salute il lavoro sul provvedimento per il riordino dell’accesso a Medicina generale. Previste anche misure per il riconoscimento delle esperienze lavorative per accedere al corso e la valorizzazione delle attività professionalizzanti.
Prosegue il lavoro al Ministero della Salute sul provvedimento per il riordino dell’accesso a Medicina generale che tante polemiche ha creato nelle ultime settimane con i sindacati della Medicina generale in rivolta per possibili sanatorie.
 
Da quanto si apprende, dal testo sarebbe stata cancellata una delle misure più contestate e bollate come sanatoria, ovvero l’ammissione degli idonei al corso di formazione.
 
Nel provvedimento, che ancora non è chiaro se sarà un decreto, un disegno di legge o un emendamento alla Legge di Bilancio, dovrebbe essere poi presente una misura per il riconoscimento parziale delle esperienze lavorative al fine dell’accesso al corso di medicina generale. Ma per definire il tutto, ovvero quali esperienze lavorative o di formazione complementare, è prevista l’emanazione di un successivo Decreto ministeriale che dovrà disegnare il perimetro.
 
Altra grande novità è l'ipotesi di stralcio dall’Accordo collettivo nazionale della medicina generale delle aree della Medicina penitenziaria e della Medicina di Emergenza Urgenza. In sostanza la misura, che in ogni caso dovrà essere discussa nell’ambito delle trattative per il rinnovo della convenzione, darebbe la possibilità ai medici che non hanno concluso il primo ciclo di laurea, di poter accedere a posti a tempo indeterminato nelle due aree. Per la medicina d’urgenza sarà sufficiente aver frequentato il corso ad hoc da 400 ore e probabilmente una strada simile sarà trovata anche per la Penitenziaria.
 
Infine, prevista anche la valorizzazione con il superamento delle incompatibilità delle attività professionalizzanti (formazione-lavoro già previste in Acn ma mai pienamente realizzate), ovvero di chi frequenta il corso e che nel frattempo lavora.  
 
L.F.
30 ottobre 2018
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