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QS Edizioni - lunedì 19 novembre 2018

Lavoro e Professioni

Risonanze magnetiche, domani in vigore il decreto sugli standard di sicurezza. Beux (Tsrm): “Siano rispettati o procederemo con gli esposti”

immagine 8 novembre - La Federazione degli Ordini dei Tecnici sanitari di radiologia medica si era già espressa criticamente sul decreto e ha più volte chiesto un incontro – mai avvenuto - al ministro Grillo. Ora invita a segnalare all’Ordine di appartenenza “ogni lacuna gestionale e organizzativa che disattendesse le previsioni del decreto ministeriale” e avverte: “Daremo pieno sostegno legale a tutti i colleghi che saranno costretti a sospendere il servizio per negligenza delle Amministrazioni”. IL DECRETO
In vista della prossima entrata in vigore, prevista per domani, del decreto del Ministro della salute “Determinazione degli standard di sicurezza e impiego per le apparecchiature a risonanza magnetica”, pubblicato in G.U. lo scorso 10 ottobre 2018, la Federazione nazionale degli Ordini dei Tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione (Fmo Tsrm Pstrp) ha inviato un’informazione preventiva alle Aziende sanitarie e ai TSRM affinché nei siti RM le attività si svolgano davvero come previsto dalle recenti disposizioni ministeriali: a partire dal 9 novembre, in tutte le strutture dove verranno effettuate indagini di risonanza magnetica, i responsabili delle strutture, pubbliche e private, dovranno garantire che il Medico Responsabile della Prestazione, un medico radiologo, effettui personalmente il vaglio e la giustificazione dell’esame, compilando e apponendo firma sul questionario anamnestico, e sia presente durante tutto il suo processo.

Tutto ciò sia per rispetto del decreto e della sicurezza attesa sia per evitare che i TSRM possano essere coinvolti in comportamenti che violino la norma con conseguenti responsabilità personali per i fatti che ne potrebbero derivare.

“In tale prospettiva – spiega il presidente Fmo Tsrm Pstrp, Alessandro Beux - la Federazione ha, da una parte, invitato le Aziende sanitarie, pubbliche e private, ad adeguare i loro modelli organizzativi e di erogazione delle prestazioni di risonanza e, dall’altra, gli iscritti TSRM a segnalare all’Ordine di appartenenza ogni lacuna gestionale e organizzativa che disattendesse le previsioni del decreto ministeriale e in particolare tutti i casi in cui le Amministrazioni non garantiscano la necessaria copertura del servizio da parte delle figure espressamente citate e coinvolte nella prestazione diagnostica di risonanza magnetica. Saranno poi la Federazione nazionale e gli Ordini a rivolgersi alle Autorità competenti, nonché a compiere direttamente delle ispezioni, con relative verbalizzazioni”.

La Federazione nazionale annuncia quindi l’intenzione, “col supporto dei sindacati”, di dare “pieno sostegno legale a tutti i colleghi che saranno costretti a sospendere il servizio per negligenza delle Amministrazioni che non permetteranno l’effettuazione della prestazione diagnostica rispettosa della normativa e del diritto dei cittadini e degli operatori addetti alla sicurezza e alla qualità degli esami”.

“Sul decreto – ricorda Beux - ci siamo già espressi criticamente, sia per questioni di metodo - i TSRM non sono stati coinvolti nella stesura del DM, nonostante siano l’unico operatore sempre fisicamente presente durante la conduzione di un’indagine di risonanza magnetica-  che di merito -nel testo del DM i TSRM non sono mai richiamati esplicitamente, nonostante siano l’unico operatore sempre fisicamente presente durante la conduzione di un’indagine di risonanza magnetica e nonostante le chiare indicazioni che solo pochi anni fa l’INAIL fornì sul tema oggetto del decreto: ‘Preme infine evidenziare come sia altrettanto auspicabile che anche il Tecnico Sanitario di Radiologia Medica (TSRM), che più degli altri può contribuire ad evidenziare in modo efficace e immediato il verificarsi di situazioni di emergenza o comunque anomale che insorgano nel corso dell’ordinaria attività diagnostica, venga direttamente coinvolto nella messa in atto delle strategie prevenzionistiche e protezionistiche di sicurezza individuate dal MR e dall’Er”.

“Per esporre le suddette criticità – evidenzi Beux - abbiamo più volte richiesto un confronto al Ministro della Salute, On. Giulia Grillo, non realizzatosi. Anche su questo rifletteremo e agiremo di conseguenza perché è inammissibile che un Ministro della Repubblica possa decidere di non incontrare i rappresentanti di enti sussidiari dello Stato, vigilati dal suo Dicastero, rappresentativi di 220.000 professionisti sanitari. Tale prolungato atteggiamento ha recentemente indotto i Presidenti degli Ordini a una riflessione determinata e coesa, e già portato alcuni di essi ad assumere decisioni senza precedenti, da guardare con la massima attenzione per le loro possibili conseguenze”.
8 novembre 2018
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