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QS Edizioni - sabato 22 febbraio 2020

Lavoro e Professioni

Coronavirus. Ministero arruola anche i Mmg in formazione. Ma sindacati e giovani medici chiedono chiarimenti

immagine 6 febbraio - Con una nota integrativa all’ordinanza ministeriale del 25 gennaio con cui si dispone l’arruolamento a tempo determinato (co.co.co) di medici per far fronte all’epidemia, il Ministero ha rimarcato come questa possibilità sia estesa anche ai medici che stanno svolgendo il corso di formazione in Medicina generale. Contrario il Sigm: “Svilita la formazione”. Smi: “Speranza chiarisca”.
Lo scorso 25 gennaio ill Ministero della Salute ha emanato un'Ordinanza concernente “Misure Profilattiche contro il nuovo Coronavirus (2019-nCoV)”, seguita dalla Circolare inviata il 30 gennaio 2020 agli Assessorati alla Sanità delle Regioni e Province Autonome e al Coordinamento Tecnico della Commissione Salute.
 
La novità della circolare è che si prevede il coinvolgimento attivo dei medici che seguono i corsi di formazione in medicina generale "che si renderanno disponibili  a collaborare" con il ministero della Salute. 
 
La circolare sottolinea "che le ore di attività svolte dai suddetti medici dovranno essere considerate a tutti gli effetti quali attività pratiche, da computarsi nel monte ore complessivo" dei corsi di formazione. La nota ministeriale specifica poi che "tenuto conto che ai medici frequentanti il corso di formazione specifica in medicina generale - che si renderanno disponibili a collaborare con questo Ministero - sarà conferito un incarico di collaborazione coordinata e continuativa, dalle borse di studio ad essi corrisposte dalle Regioni dovranno essere detratti, in quota parte, gli emolumenti relativi ai giorni in cui i suddetti medici hanno prestato servizio ai sensi dell’Ordinanza in parola. Ciò al fine di escludere il possibile cumulo tra la gli emolumenti derivanti dalla borsa di studio e quelli previsti dall’incarico di collaborazione coordinata e continuativa di cui all’Ordinanza in questione". 
 

Ma la misura non è piaciuta al Dipartimento di Medicina Generale (SIMeG) del Segretariato Italiano Giovani Medici (SIGM) che ha espresso la sua “forte contrarietà”. “Si tratta – scrive in una nota - di attività che verranno svolte negli orari destinati alle attività formative del corso,  “da computarsi nel monte ore complessivo previsto dall’art. 26, comma 1 del citato decreto legislativo n. 368/1999””. Inoltre “non saranno di fatto retribuite, in quanto “dalle borse di studio ad essi corrisposte dalle Regioni dovranno essere detratti, in quota parte, gli emolumenti relativi ai giorni in cui i suddetti medici hanno prestato servizio ai sensi dell’Ordinanza in parola. Ciò al fine di escludere il possibile cumulo tra la gli emolumenti derivanti dalla borsa di studio e quelli previsti dall’incarico di collaborazione coordinata e continuativa di cui all’Ordinanza in questione”.
 
“Si tratta . rilevano i Giovani medici - , pertanto, dell’ennesimo provvedimento con il quale la formazione specifica in Medicina Generale risulta svilita e i colleghi in formazione privati del percorso formativo che meritano, in quanto tali attività non rientrano tra quelle previste nel corso di formazione e non consentono ai futuri medici di medicina generale di  acquisire le competenze necessarie. I corsisti dovrebbero avere, quindi, la possibilità di svolgere tali attività al di fuori delle ore di formazione (anche con permessi speciali al di fuori del 30 giorni di assenza, senza interruzioni del periodo formativo), percependo una retribuzione ulteriore rispetto alla borsa di studio e non vedendo quest’ultima ridursi proporzionalmente”.
 
“Riteniamo – concludono - sia più equo dare in via prioritaria l’opportunità di collaborare a tali iniziative ai medici esclusi dai percorsi di formazione e solo subordinatamente ai medici in formazione in medicina generale e senza che queste attività compromettano in alcun modo il loro percorso formativo nè che vengano svolte a titolo gratuito”.
 
Ma dubbi arrivano anche dai sindacati. “Ci giunge notizia dalle nostre sedi regionali che le Regioni si stanno attivando a livello locale per il “reclutamento” dei corsisti per la partecipazione alle attività ministeriali o ad altre attività che saranno promulgate a livello regionale per far fronte all’emergenza sanitaria”, ha dichiarato Delia Epifani, annunciando una lettera al Ministro Speranza.

“Tale evenienza ha però provocato numerosi dubbi in merito alla gestione di queste attività e soprattutto a come queste saranno conciliate con le attività pratiche previste dal CFSMG in base al D.Lgs. n. 368/99. Per quanto l’ordinanza tuteli i corsisti e contempli l’attività svolta per il Ministero come computabile nell’ambito dell’attività pratica, senza quindi riduzione del periodo formativo del CFSMG stesso, non è ben chiaro in sostituzione a quale periodo formativo queste attività verranno svolte. Inoltre, desta molta preoccupazione il fatto che questa sostituzione possa ledere gli obiettivi formativi previsti dal D.Lgs. n. 368/99”.

“C’è da aggiungere, poi, in merito agli emolumenti del CFSMG, secondo l’ordinanza ministeriale, questi saranno sospesi per non cumularsi a quelli previsti dalle attività di collaborazione ministeriale. Se questo però è chiaro per queste ultime, non è altrettanto chiaro per le attività di collaborazione regionale, per le quali non è esplicitato se ci sarà un compenso e in quanto questo ammonti. Infine, permangono dei dubbi in merito alla presentazione delle candidature per le suddette attività, sia ministeriali che regionali, e alle modalità di selezione delle stesse”.

“Chiediamo al Ministro Speranza delucidazioni su come saranno conciliate le attività pratiche dei corsisti e le attività di collaborazione ministeriale e regionale, senza ledere gli obiettivi formativi propri del Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale. Vorremmo chiarimenti, inoltre, sulla modalità di candidatura allo svolgimento delle attività citate e successiva selezione delle domande eventualmente pervenute” conclude Epifani dello SMI.
6 febbraio 2020
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