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QS Edizioni - venerdì 29 marzo 2024

Lavoro e Professioni

“Governo e Regioni ingrati con professioni sanitarie”. Fials scende in piazza il 25 giugno

immagine 24 giugno - Il sindacato parte domani con una serie di proteste. Carbone: “E’ ora di dire “basta” a questi teatrini della politica nazionale e soprattutto regionale. I soliti programmi, trita e ritrita, come quelli della Rai in questi mesi di pandemia, il solito film, la solita pellicola avvolta e riavvolta. Così la stragrande maggioranza delle regioni: “nei nostri bilanci non vi sono risorse per premiare gli operatori sanitari” ma a loro il nostro “grazie” la nostra simbolica “medaglia””.
“L’abnegazione del personale sanitario impegnato nell’emergenza Covid-19 a sottrarre i malati dalle grinfie della morte anche a costo della propria vita, è una nobile testimonianza dell’alto valore della Vita, ma accanto a questo encomiabile impegno, è avvilente vedere una politica, governo e regioni, impegnati prima in un’autoreferenzialità verso gli stessi operatori sanitari e successivamente in un “ingrato” riconoscimento premiale”. Così incalza Giuseppe Carbone, Segretario Generale FIALS, sposando la causa degli operatori sanitari che si attendevano “una politica coesa del governo e delle regioni nel concedere risorse economiche di consistente “premialità”, eppure la scelta di non riconoscere una specifica indennità Covid nazionale sta creando notevoli disparità di trattamento tra il personale sanitario delle Regioni che hanno affrontato l’emergenza”.

“E’ ora di dire “basta” – rimarca - a questi teatrini della politica nazionale e soprattutto regionale. I soliti programmi, trita e ritrita, come quelli della Rai in questi mesi di pandemia, il solito film, la solita pellicola avvolta e riavvolta. Così la stragrande maggioranza delle regioni: “nei nostri bilanci non vi sono risorse per premiare gli operatori sanitari” ma a loro il nostro “grazie” la nostra simbolica “medaglia””.

Domani 25 giugno, dinanzi ad ogni singola regione la FIALS manifesta per “non dimenticare” tutti i professionisti sanitari che con “grande professionalità e sacrificio hanno affrontato l’emergenza pandemica in questi mesi, per “manifestare” il disagio e la rabbia per la mancata considerazione di una “premialità dignitosa” e la paura per un “futuro” quanto mai incerto per il “rinnovo contrattuale””.

“Gli operatori sanitari -ripete Carbone - non vogliono “medaglie al valore” concesse agli eroi, loro sono “professionisti” e tali devono essere considerati e quindi premiati con risorse economiche DIGNITOSE”.

“Se aveva fatto tanto scalpore -denuncia Carbone- la proposta al Dl Cura Italia di un bonus uguale per tutti (l’idea era di 1000 euro ma giudicato un importo vergognoso), la ricetta inventata dai soliti sindacati, con il connubio della Conferenza delle Regioni, è stata quella di spostare l’asse a livello di singola regione per dare la possibilità di aumentare le risorse del governo pari almeno al doppio di quelli stanziati dal governo con il decreto “Cura Italia””.  
“Una ricetta – precisa -  risultata improvvida che ha generato un abisso di scenari ben lontani dall’idea di una sanità unica. Solo in 9 regioni sono stati definiti accordi ma quasi tutti con risorse di “premialità” irrisorie e vergognose per gli operatori sanitari, delle quali oltre il 40% rientrano nelle tasche del governo e delle regioni risucchiate dalla tassazione anche disomogenea tanto che gli ausiliari ed OSS riceveranno il modesto premio maggiore rispetto a quello delle professioni sanitarie e degli stessi medici. Tutti insieme in piazza domani, con l’inizio di una maratona di manifestazioni mensili regionali che si concluderà con una grande manifestazione nazionale a Roma, senza precedenti il 19 Ottobre”.

“Il nostro obiettivo- afferma Carbone- è sensibilizzare Governo e Regioni a concedere ulteriori risorse di premialità Covid-19 per gli operatori sanitari, a investire per il “rilancio della sanità” dopo decenni di disattenzione e di tagli di posti letto e blocco del turn over del personale. Più posti letto di terapia intensiva e sub intensiva, più investimenti di risorse sulla sanità territoriale, un “piano straordinario di assunzioni”.

Servono interventi strutturali per il “rilancio della sanità pubblica” che passi attraverso il “riconoscimento professionale ed economico dei suoi professionisti e dipendenti’’”.

“Per questo-conclude Carbone-chiediamo che con i soldi del “MES” sarebbe possibile avviare il rilancio della sanità, aumentare la motivazione del personale sanitario con una retribuzione economica in media con quella europea ed iniziare, da subito, il rinnovo del contratto nazionale 2019-2021”.
24 giugno 2020
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