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QS Edizioni - venerdì 27 novembre 2020

Lavoro e Professioni

Covid. Ok ad accordo per i tamponi rapidi dai medici di famiglia: si potranno fare su prenotazione. Ma i sindacati si spaccano 

immagine 28 ottobre - Via libera all'accordo stralcio con la Sisac che prevede una remunerazione per i medici di famiglia di 12 euro se il tampone rapido antigenico viene effettuato al di fuori dallo studio mentre saranno riconosciuti 18 euro se il test viene effettuato nello studio del medico. Possibile anche il tampone a domicilio. Si potrà accedere al servizio su prenotazione e previo triage telefonico. Via libera anche iter rapido per dotare i medici della diagnostica di primo livello. Alla fine hanno firmato solo la Fimmg, il sindacato più rappresentativo e Intesa Sindacale. Siglato accordo anche per i pediatriIL TESTO
Via libera all’accordo stralcio tra la Sisac e i medici di famiglia per i tamponi rapidi. La firma è arrivata dopo un intenso pomeriggio di trattative che hanno avuto come nodo principale quello di rendere l'esecuzione dei tamponi su base volontaria. Su questa posizione sono rimasti schierati i sindacati Snami e Smi che hanno deciso di non firmare. Diverso il caso di Intesa Sindacale (Cisl Medici – Fp Cgil Medici – Simet – Sumai) che ha deciso all'ultimo di firmare l'accordo anche se si preannuncia maretta visto che la Cgil Medici ha dichiarato il suo no. Alla fine a sottoscrivere l'accordo sono stati la Fimmg (che ha il 63% di rappresentatività) e proprio Intesa Sindacale.

In ogni caso, tanto basta per l'ok all'accordo che, come anticipato l'altro ieri, stabilisce che per tutta la durata dell’emergenza Covid i mmg integreranno tra i loro compiti (e quindi saranno obbligati se sussistono le condizioni per farlo) l’effettuazione dei tamponi rapidi o di altro test di sovrapponibile capacità diagnostica prevedendo l’accesso dei pazienti su prenotazione e previo triage telefonico.
 
L’accordo prevede una remunerazione per i medici di famiglia  di 12 euro se il tampone rapido antigenico viene effettuato al di fuori dallo studio (ad esempio nelle Case della Salute, in locali predisposti dalle Asl, nei tendoni della Protezione Civile, etc.) mentre saranno riconosciuti 18 euro se il test viene effettuato nello studio del medico. Studi che chiaramente dovranno essere organizzati. È previsto anche che si possano fare al domicilio del paziente.
 
Si potrà quindi andare dal proprio medico di famiglia per fare un tampone nel caso di:

a) contatti stretti asintomatici individuati dal medico di medicina generale oppure individuati e segnalati dal Dipartimento di Prevenzione in attesa di tampone rapido;
 
b) caso sospetto di contatto che il medico di medicina generale si trova a dover visitare e che decide di sottoporre a test rapido; qualora il medico si trovi ad operare in strutture rese disponibili dall’Azienda/Agenzia, per gli assistiti di altri medici di medicina generale:
 
c) contatti stretti asintomatici allo scadere dei 10 giorni di isolamento identificati in base ad una lista trasmessa dal Dipartimento di Sanità Pubblica/Igiene e Prevenzione al medico individuato.

Il medico che esegue il tampone provvederà poi alla registrazione della prestazione eseguita e del risultato ottenuto sul sistema informativo messo a disposizione dalla Regione anche grazie alla cooperazione applicativa del gestionale del medico.

In caso di esito positivo il medico provvederà a darne tempestiva comunicazione al Servizio Sanità Pubblica/Igiene e Prevenzione della propria Azienda/Agenzia per i provvedimenti conseguenti e raccomanda l’isolamento domiciliare fiduciario in attesa dell’esito del tampone molecolare di conferma. In caso di esito negativo il medico che ha eseguito il tampone rilascia attestazione al paziente.

In assenza dei necessari Dispositivi di Protezione Individuale (mascherine, visiere e camici), forniti per l’effettuazione dei tamponi antigenici rapidi, il medico non è tenuto ai compiti del presente articolo e il conseguente rifiuto non corrisponde ad omissione, né è motivo per l’attivazione di procedura di contestazione disciplinare.
 
Potranno inoltre essere coinvolti nell’effettuazione dei tamponi anche i medici di continuità assistenziale, dei medici di medicina dei servizi, dei medici dell’emergenza sanitaria territoriale nonché dei medici operanti in altre strutture organizzative dell’assistenza territoriale quali, ad esempio, le Usca.
 
Per remunerare i medici il Governo nel Decreto Ristori ha stanziato 30 mln di euro fino al 31 dicembre 2020.
 
Nella sostanza dovrebbero essere quindi circa 2 mln i tamponi rapidi in capo a medici di medicina generale. In ogni caso a fornite i tamponi rapidi e tutti i Dispositivi di protezione individuale sarà il commissario per l’Emergenza, Domenico Arcuri.
 
Dopo l’accordo in Sisac la palla passa ora nuovamente al Comitato di Settore che dovrà approvare l’accordo. Poi il testo passerà alla Corte dei conti e infine approderà in Stato-Regioni per il via libera definitivo. L’intenzione è di terminare l’iter direttamente questa settimana di modo che dalla prossima i tamponi rapidi da medici di famiglia possano diventare realtà.
 
Nell’accordo, inoltre, si prevede anche di dar seguito più rapidamente alla diagnostica di primo livello da parte dei mmg prevista dalla scorsa Legge di Bilancio in cui furono stanziati 235 mln. In questo senso è stato dato mandato al commissario Arcuri di procedere all’acquisto delle apparecchiature (ad esempio ECG, holter, spirometro, dermoscan, servizi di tele-care e tele-Health e telemonitoraggio, teledermatologia, retinografia, polisonnografia). Saranno poi le Regioni a distribuirle anche attraverso gli accordi regionali. Dovrebbe essere previsto l’utilizzo prioritario della strumentazione presso Case della Salute e/o sedi delle forme associative dei medici convenzionati, presso le quali l’accesso da parte dei pazienti risulta più agevole e in maggiore sicurezza.
 
I medici in ogni caso dovranno essere appositamente formati con conseguente certificazione delle competenze acquisite. I costi di gestione corrente (ad esempio, materiale di consumo, assicurazione) saranno a carico dei medici destinatari delle apparecchiature. I medici di medicina generale assegnatari utilizzeranno le apparecchiature affidate esclusivamente al fine di migliorare il processo di presa in cura degli assistiti. Saranno le Aziende a provvedere a regolamentare le procedure di consegna, ritiro e controllo delle apparecchiature e del loro effettivo utilizzo.

Luciano Fassari
28 ottobre 2020
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