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QS Edizioni - lunedì 16 dicembre 2019

Lettere al Direttore

La crisi del Pronto Soccorso e il silenzio delle istituzioni

immagine 18 novembre - Gentile Direttore,
da tempo si susseguono su queste pagine, e su quelle della carta stampata nazionale, allarmi, denunce, grida di dolore sulla situazione dei Pronto Soccorso italiani e di tutto il Sistema d’Emergenza Urgenza che si muove intorno a loro, o per meglio dire intorno al cittadino che vive un’emergenza di salute e ha bisogno di un intervento rapido e qualificato.
 
Mezzi di soccorso professionalizzati insufficienti, Pronto Soccorso soverchiati dal troppo lavoro, Ospedali che restringono sempre di più le loro potenzialità di gestione ed accoglienza, aumento della violenza nei confronti di quei poveri medici ed infermieri che continuano stoicamente a fare il loro lavoro.
 
Ogni piccola variazione sul tema, il caldo, il freddo, l’influenza, un grosso incidente, rende drammatico il mantenimento di quella già così stressante attività quotidiana.
 
Hanno espresso bene questo sconcerto tanti colleghi con lettere di denuncia, l’ultima del collega Sergio Gallori l’8 novembre, altre molto puntuali ed apprezzate dell’attuale Vicepresidente Fnomceo Giovanni Leoni e tante altre che non dettaglio.
 
Negli ultimi anni si è aggiunta la carenza di personale medico legato ad un’incomprensibilmente errata programmazione della formazione specialistica, a fronte di fabbisogni correttamente esplicitati, che ha colpito noi in modo particolare, essendo la nostra specializzazione istituita da soli 10 anni e purtroppo con pochissimi contratti di formazione. Ero Presidente della Società Italiana di Medicina d’Emergenza Urgenza quando abbiamo raggiunto il traguardo di una Specialità dedicata, ma la successiva continua sottovalutazione della sua rilevanza numerica è sconcertante.
 
Tante altre denunce e proposte sono venute dai sindacati e dalle società scientifiche, alcune ancora dibattute, ma comunque buono stimolo per costruire tutti insieme una soluzione ad un problema che sta assumendo delle caratteristiche  veramente drammatiche: medici che stanno abbandonando il lavoro di una vita per andare a coprire le carenze in altri Reparti più vivibili, quali Medicine Interne e Geriatrie, medici che si stanno specializzando e che dovrebbero finalmente spendere le loro competenze in Emergenza Urgenza ma che, in vista di un futuro lavorativo troppo impegnativo, decidono di andare altrove, futuri specializzandi che ci pensano mille volte prima di fare questa scelta di cuore. Il risultato sono i concorsi deserti!
 
La carenza di medici in Pronto Soccorso ed Emergenza preospedaliera, vista l’esigenza di tenere aperte le strutture, si sta poi affrontando nei modi più disparati, con soluzioni di tutti i tipi, compreso il ricorso a Cooperative che non garantiscono alcun parametro professionale specifico né il rispetto del dovuto riposo per i medici che vi operano e anche in questo caso le segnalazioni alle Istituzioni non mancano.
 
Senza contare i continui articoli sulla stampa nazionale, che fotografano anche tanta insoddisfazione della cittadinanza che, pur lamentandosi delle lunghe attese in Pronto Soccorso, riconosce l’impegno di medici ed infermieri che disperatamente cercano di affrontare la marea montante di pazienti, nell’indifferenza generale.
 
Ecco il punto che veramente sorprende e fa più male: il silenzio e l’indifferenza delle istituzioni, unica costante sempre presente! Tutti sanno che le soluzioni non sono semplici e che probabilmente bisognerà lavorarci tanto, scontrarsi con altre istituzioni, spendere! E allora si lascia la patata bollente al prossimo facendo finta che il problema non esista o somministrando piccole variazioni al tema come la trasformazione dei codici colore in numerici.
 
Ad oggi l’unico riscontro che ho visto in risposta ad un appello della SIMEU di questi giorni è stato l’intervento della senatrice Paola Boldrinicapogruppo del Pd nella Commissione Sanità, che ritiene necessario prevedere al più presto un tavolo interistituzionale. E gli altri dove sono?
 
Le forze che abbiamo sono poche ed esauste, non sempre siamo d’accordo su alcune soluzioni da mettere in campo e ne stiamo discutendo anche animatamente, come faremo anche negli Stati generali dell’emergenza urgenza convocati dalla Fimeuc, nella speranza di promuovere il coinvolgimento di tutte le istituzioni verso la risoluzione del problema.
 
E intanto questi medici e questi infermieri stanno reggendo un Sistema d’emergenza urgenza che ogni anno nei Pronto Soccorso dà risposte a più di un terzo dei cittadini italiani, senza contare tutta l’Emergenza preospedaliera, le OBI e le Medicine d’Urgenza. Non possono considerarsi degli eroi, perché se così fosse vorrebbe dire che il Sistema d’Emergenza è già fallito, però chiedono risposte al loro disagio, prima che sia troppo tardi.
 
Il sistema d’emergenza urgenza, in tutte le sue componenti, sta rischiando molto e insieme a lui il Sistema Sanitario Nazionale!  Ha bisogno di cure urgenti, mirate, e solo con un Piano Speciale, fatto di leggi, norme ed investimenti dedicati si potrà evitare il baratro.
 
Anna Maria Ferrari
Direttore Pronto Soccorso/Medicina d’Urgenza e Dipartimento di Emergenza Urgenza di Reggio Emilia
Già Presidente SIMEU 2008/2009
Presidente onorario Fimeuc
Presidente Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri di Reggio Emilia
18 novembre 2019
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