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QS Edizioni - mercoledì 26 febbraio 2020

Lettere al Direttore

Il precariato in sanità di nuovo all’attenzione del Parlamento UE

immagine 23 gennaio - Gentile Direttore,
il 21 gennaio scorso ho discusso in udienza pubblica, davanti alla Commissione per le Petizioni del Parlamento europeo, nello storico Palazzo Altiero Spinelli di Bruxelles, una petizione sul "Ruolo della Commissione europea quale Custode dei Trattati" e sul "Potere di Vigilanza" della Commissione europea.
 
Durante la presentazione della “storica” petizione, che per la prima volta mette in discussione la Commissione europea, ho affrontato nuovamente il problema del precariato, ancora di estrema attualità nel settore pubblico, e l’inerzia della Commissione europea in ordine alla procedura di infrazione sull'utilizzo abusivo dei contratti a termine da parte dello Stato Italiano, che solo il 25 luglio scorso ha visto l’Italia ricevere dall’esecutivo comunitario una lettera di messa in mora.
 
La petizione è stata da me discussa nel termine dei 5 minuti conferiti dal regolamento, mentre la replica è stata da me affidata all’Avv. Vincenzo De Michele noto esperto di Diritto comunitario. Per la Commissione europea era presente, data l’importanza del tema trattato, il Capo unità del Dipartimento affari giuridici. Un elemento da non sottovalutare. La delegazione italiana presente alla discussione ed intervenuta ad adiuvandum della mia Petizione, era costituita dagli Avv.ti Fernando Caracuta, Gabriella Guida e Michele Speranza.
 
Nel corso della discussione si è richiesto un intervento deciso del Parlamento europeo volto ad obbligare con tutti i mezzi possibili, anche modificando le norme o i Trattati, la Commissione europea ad attivare una procedura di infrazione quando ci troviamo di fronte ad una violazione del diritto UE da parte di uno Stato membro, eliminando così il potere discrezionale sul “se” e “quando” avviare una procedura di infrazione.
 
La petizione, che ha ricevuto notevoli consensi da parte dei vari gruppi parlamentari europei, ha indotto la Commissione per le Petizioni a richiedere un parere alla Commissione Affari Costituzionali del Parlamento Europeo.
Restiamo in attesa degli ulteriori sviluppi.
 
Pierpaolo Volpe
Dirigente sindacale UIL FPL Taranto
 
23 gennaio 2020
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