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QS Edizioni - venerdì 29 maggio 2020

Lettere al Direttore

Coronavirus. Ecco cosa ha messo in campo Enpam

immagine 29 marzo - Gentile direttore,
Enpam, dopo il primo intervento a favore dei colleghi liberi professionisti delle “zone rosse” individuate da decreti governativi e dei colleghi in quarantena obbligatoria, e al rinvio di alcune scadenze, ha preso altre delibere a sostegno degli iscritti alla quota B. Queste delibere di spesa hanno richiesto una variazione del bilancio di previsione 2020 di circa 320 milioni di euro.
 
Come è noto, queste delibere, prima di essere efficaci debbono avere l’autorizzazione dei Ministeri Vigilanti (Lavoro e Economia e Finanze). Per rendere più rapida possibile questa autorizzazione abbiamo utilizzato i parametri usati nei vari decreti legge e in particolare quelli del “Cura Italia”: ad esempio abbiamo individuato il 21 febbraio il giorno dal quale inizia il trimestre in cui il fatturato diminuisce almeno del 33% rispetto all’ultimo trimestre del 2019 per avere diritto alla prestazione; abbiamo escluso i pensionati e altro. Questo per ridurre al minimo (secondo me, abbiamo annullato) la necessità per i ministeri di chiedere chiarimenti.
 
Siamo intervenuti su due aree: sostegno al reddito di carattere esclusivamente assistenziale, e dare liquidità ai colleghi che ne avessero bisogno.
Tutti i colleghi che versano l’aliquota intera al fondo generale quota B hanno diritto ad avere 1.000 € al mese per massimo tre mesi. Chi versa l’aliquota ridotta (il 2% o la metà dell’aliquota vigente) prenderà proporzionalmente. Unica eccezione sono i pensionati, proprio per adeguarci al Cura Italia; per loro il presidente Oliveti ha già dato mandato agli uffici di studiare un intervento, preparandoci a confrontarci con il decreto economico che il Governo ha annunciato per aprile.
 
Queste somme possono essere chieste alla fine del trimestre o quando il collega ne avesse bisogno: se facesse la domanda dopo 45 giorni dal 21 febbraio riceverebbe sul suo Conte corrente 1.500€ lordi (purtroppo gli interventi assistenziali hanno un prelievo fiscale del 20%, quindi Enpam stanzia 1.500 il collega ne riceve 1.200 e 300 vanno al fisco!). Potrà in seguito fare altre domande fino al tetto di 3.000€ (in realtà 2.400 a lui,e 600 al fisco). Queste somme, essendo assistenza, non dovranno essere restituite, né incideranno sul calcolo della pensione come su molte chat si legge.
 
Sulla liquidità la delibera prevede che l’iscritto possa chiedere (entro il 31 marzo 2021) un anticipo della prestazione previdenziale fino al massimo del 15% del maturato. Questo incide, ovviamente, sull’ammontare della futura pensione che non potrà diminuire oltre il 15% di quello maturato ad oggi ( il calcolo è un po’ complicato, ma prima di decidere il collega avrà tutti i dati).
Anche su questa somma cala la mannaia del fisco: infatti è soggetta a prelievo fiscale secondo l’aliquota IRPEF del collega.
 
Abbiamo chiesto al governo che tutti gli interventi delle casse e dell’Enpam in particolare siano esentati da prelievo fiscale: è inaccettabile che dei 320 milioni che abbiamo messo a disposizione degli iscritti oltre 60 vadano al fisco e che se un collega ha bisogno di liquidità e vuole rinunciare per questo a un pezzo della sua pensione, debba darne la metà al fisco!
 
Altra possibilità per ottenere liquidità é la garanzia che lo stato ha dato attraverso CDP ai prestiti alle PMI e ai liberi professionisti. Su questo stesso fondo Enpam aveva già a dicembre messo, a garanzia dei finanziamenti chiesti dai suoi iscritti, 2 milioni di euro che avrebbero generato fino a 100 milioni di finanziamenti. Tra pochi giorni sul sito sarà disponibile una sorta di vademecum per accompagnare il collega nella richiesta di finanziamenti, mentre è già possibile leggerne le opportunità. A questo proposito Andi e Fimmg, in quanto iscritte a Confprofessioni, hanno ottenuto con l’adesione a Confidiprof che il finanziamento non sia dell’80% del totale dell’investimento ma il 90. Inoltre si potrà convertire i precedenti mutui o finanziamenti con questo strumento certamente più conveniente.
 
Ieri, sabato 28 marzo, i ministri Catalfo e Gualtieri hanno firmato un decreto ministeriale con il quale, finalmente, riconoscono anche per i lavoratori autonomi iscritti agli ordini professionali e, quindi, alle casse, la possibilità di avere i 600€ una tantum previsti per gli autonomi iscritti all’INPS. Una richiesta che Adepp e Enpam avevano fatto non appena letto l’art. 44 del Cura Italia che, in sostanza, ci escludeva.
 
Hanno diritto ai 600€ tutti coloro che hanno avuto nel 2018 un reddito inferiore ai 35.000 € e coloro con un reddito tra i 35 e i 50 mila euro nel 2018 e “...abbiano cessato o ridotto o sospeso la loro attività autonoma o libero-professionale in conseguenza dell’emergenza epidemiologica.”
La raccolta delle domande e la distribuzione dei 600€ è stata affidata alle casse di previdenza che poi (....) saranno rimborsate.
 
Questo provvedimento si somma con quelli presi da Enpam.
Ci sarà un po’ di confusione per la differenza nei due provvedimenti (Cura Italia e decreto): uno parla di fatturato e l’altro di reddito, ma i moduli che si troveranno sul sito Enpam saranno chiarissimi.
 
Un altro strumento che gli iscritti possono utilizzare è l’assistenza, già prevista, per tutti gli iscritti con un reddito inferiore a sei volte il minimo INPS (più una volta il minimo per ogni famigliare a carico). Ha una capacità di intervento limitata: il 5% del monte pensioni del fondo generale quota A, meno di 20 milioni. Può essere utilizzata, per esempio, dai giovani colleghi in difficoltà. Oltre al limite della somma disponibile, c’è la necessità di un passaggio, non formale, dall’ordine di appartenenza che deve “certificare” lo stato di necessità.
 
È necessario che gli iscritti seguano con attenzione le indicazioni che saranno presenti sul nostro sito e fare affidamento solo a quello! Troppe interpretazioni fantasiose e sbagliate leggo sui social.
 
Mi permetto di chiedere agli iscritti di sostenere le azioni che Enpam sta facendo:
• chiedere al governo di eliminare la tassazione su tutti gli interventi fatti a seguito della pandemia
• Nel caso di una mancata, rapida, risposta alle delibere prese, di chiederne la rapida approvazione
• Segnalarci eventuali situazioni che possono essere sfuggite alla nostra attenzione
 
In una parola, di essere vicini e sostenere le azioni che il presidente Oliveti, il consiglio di amministrazione e tutta l’ENPAM, stanno sostenendo a favore dei colleghi in difficoltà economiche.
 
Non mi sfugge che Enpam, con il suo patrimonio, non può risolvere i problemi che la categoria, ma l’intero paese, debbono affrontare anche dopo la fine della pandemia, ma certamente farà di tutto per contribuire alla loro soluzione.
 
Noi abbiamo fatto e faremo la nostra parte! Ora tocca al Governo! Insieme ce la faremo!
 
Giampiero Malagnino
Vicepresidente ENPAM 

 
P.S.: Enpam, nonostante la chiusura degli uffici e l’aumento di lavoro che queste delibere e il decreto comporta, è già pronta, da domani i moduli saranno online e saranno “lavorati” rapidamente. E questo grazie al lavoro degli uffici che ringrazio per quello che hanno fatto e che faranno. E chiedo comprensione se qualche telefonata non avrà una rapida risposta: ci aspettiamo migliaia di telefonate e di contatti a cui cercheremo di dare risposte con l’aiuto di quello che scriveremo nel sito.
29 marzo 2020
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