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QS Edizioni - martedì 20 novembre 2018

Regioni e Asl - Lombardia

Milano. Caos biopsie al San Paolo. Paziente scopre tumore con mesi di ritardo

immagine 5 luglio - Nel laboratorio di anatomia patologica si erano accumulati tra novembre e febbraio almeno mille reperti. La Regione aveva disposto l’invio dei campioni in un altro ospedale. Lì era stato letto male il test del paziente, che poi era peggiorato. Chiesto il riesame dei tessuti, si scopre il cancro, ormai con metastasi ossee. Mammì (M5S): “Inaccettabile. Gallera inadeguato”.
Un sessantenne milanese ha scoperto di avere un tumore con 4 mesi di ritardo, a causa di un possibile errore umano che sarebbe avvenuto nel laboratorio di Anatomia patologica dell’ospedale di Busto Arsizio. Il referto che aveva ricevuto il 27 febbraio, infatti, diceva che era tutto a posto. Ma l'uomo continua ad avere forti dolori e il medico curante decide di approfondire. Sottopone il paziente a risonanza magnetica e scintigrafia articolare, da cui risultano metastasi ossee. È a questo punto che viene avanzata la richiesta di rivedere la diagnosi di febbraio. Il nuovo referto è del 26 giugno e non dà scampo: “Si repertano tre focolai di carcinoma prostatico”. Un errore umano e un ritardo fatale, perché ora il tumore è in fase avanzata, con metastasi ossee.
 
A riferire la storia dell'uomo è il Corriere della Sera. E a renderla ancora più grave è il fatto che il presunto errore avvenuto a Busto Arsizio si intreccia con un'altra grave vicenda: quella del laboratorio di Anatomia patologica dell’ospedale San Paolo di Milano, dove tra novembre 2017 e febbraio 2018 si erano accumulati così tanti reperti da costringere la Regione a disporre l’invio di una parte dei campioni in altri ospedali per evitare ulteriori ritardi ai pazienti in attesa di una risposta. Uno di questi campioni era quello su cui il laboratorio di Busto Arsizio ha commesso l'errore di refertazione.
 
Secondo le informazioni raccolte dal Corsera, da San Paolo puntano il dito contro la carenza di medici. La mancanza di personale avrebbe resto infatti impossibile l’analisi nei tempi giusti di tutti i campioni prelevati e costretto la Regione a dirottare parte dei campioni ad altri ospedali. Ancora nessuna ipotesi, invece, su cosa abbia causato l'errore di refertazione a Busto Arsizio, anche se il Corriere parla di errore umano.
 
Sulla questione è intervenuto oggi Gregorio Mammì, consigliere regionale del M5S Lombardia, secondo il quale l’assessore alla Salute, Giulio Gallera, “si è dimostrato totalmente inadeguato nel gestire i ritardi nelle diagnosi oncologiche al San Paolo, una vicenda gravissima nota già da febbraio tanto che aveva annunciato una ‘commissione d’inchiesta’ i cui risultati non sono mai stati resi noti. Dai ritardi agli errori il passo ovviamente è breve e la sanità lombarda registra oggi un gravissimo errore in una diagnosi, che potrebbe non essere un caso isolato”.

Mammì riferisce, peraltro, come l’anatomopatologo che ha firmato il referto sbagliato “era uno dei componenti che l’Assessore Gallera aveva nominato all’interno della Commissione d’inchiesta e che doveva verificare cosa stesse succedendo al San Paolo sulla vicenda delle biopsie”. Per il consigliere % Stelle “ancora una volta questa Amministrazione,  prima a guida di Maroni ed ora a guida di Fontana, conferma di avere un'unica  mission, quella  di insabbiare ciò che mette in luce l'inadeguatezza di questa gestione della  sanità pubblica”.

Mammì riferisce anche come sulla vicenda era stata depositata una richiesta di accesso agli atti, il 12 giugno scorso, “che non ha ancora avuto risposta a dimostrazione ulteriore della leggerezza e della superficialità con cui l’Assessorato sta trattando il caos delle biopsie. Non è accettabile una Sanità che mette a rischio la vita delle persone. Proprio per questo chiederemo che l’Assessore Gallera riferisca in aula. Ci attendiamo una verifica puntuale delle responsabilità della dirigenza dell’ASST e un piano per risolvere il problema dei ritardi. Con le diagnosi dei tumori non si scherza. Se l’Assessore non è in grado di gestire la governance richieda l’intervento del Ministero”.
5 luglio 2018
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