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QS Edizioni - venerdì 28 febbraio 2020

Regioni e Asl - Lombardia

Aggressioni al personale sanitario. In Consiglio regionale gruppo di lavoro per contrastarlo

immagine 13 gennaio - Per il consigliere regionale del M5S Gregorio Mammì, “è importante partire dalla valorizzazione delle leggi esistenti” perché “in alcune realtà il rischio aggressione non è neanche valutato”. Una nuova legge, secondo Mammì, “potrà quindi essere utile solo se cercherà di unificare sia la valutazione del rischio che alcune misure di prevenzione del fenomeno”.
Si è riunito oggi in Lombardia, Commissione congiunta Sanità e Affari Istituzionali il gruppo di lavoro per discutere di eventuali misure contro le aggressioni al personale sanitario. Il primo commento sull’attività del gruppo arriva dal consigliere regionale del M5S Lombardia Gregorio Mammì, per il quale “è importante partire dalla valorizzazione delle leggi esistenti ad esempio il D.lgs 81/2008 (testo unico in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro) che spesso trova applicazioni non uniformi in tutte le strutture sanitarie. Basti pensare che in alcune realtà il rischio aggressione non è neanche valutato, nonostante ormai la cronaca ci racconti sempre più spesso di episodi di violenza, soprattutto nei pronto soccorso”.

Per Mammì “occorre, per questo motivo, ripartire dagli obiettivi i quali devono avere come priorità la salvaguardia della sicurezza all’interno delle strutture e non devono, invece, incrementare la burocrazia e la farraginosa macchina di gestione amministrativa. Quanto già previsto a livello statale, con le normative di settore, consente di inglobare il fenomeno all’interno della valutazione dei rischi, bisogna pertanto muoversi verso un altro orizzonte”.

Per Mammì “una nuova legge potrà essere utile solo se cercherà di unificare sia la valutazione del rischio che alcune misure di prevenzione del fenomeno”.

Il consigliere fa quindi sapere che “come movimento 5 stelle proporremo inoltre di individuare dei criteri univoci e di dotare le strutture di servizio di guardiania che possa garantire la giusta sicurezza al personale sanitario e ai cittadini”.
13 gennaio 2020
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